CONSIDERAZIONI
A cura di Deda
Ogni storia di
Kyoko Okazaki rappresenta, volente o nolente, una forma di garanzia e una
sorpresa al contempo: sai cosa ti aspetta, quello che non sai è come te lo
presenterà.
Questo volume è quanto di più strutturato creato da questa donna: ha un
andamento tradizionale, sì per capitoli, ma con archi precisi e un plot ben
delineato che lo porta a livelli di comprensione a dir poco universale anche per
chi può, di solito, trovarla troppo complicata, o logorroica o semplicemente
tendente a partire per la tangente.
Ai no seikatsu è compatto, è coerente con i temi trattati e dice chiaramente:
parlo di gente che non riesce ad amare, che vive l'amore in maniera
inconsapevole ma che tutto ciò che fa, lo fa con passione. Passione, amore, sono
forse la stessa cosa? I due volti di una stessa medaglia? Si può dire di fare
una cosa con tutti se stessi, con tutto il cuore, con tutta l'anima... e quindi
la passione è amore?
Come si fa ad amare e non amare al tempo stesso? Forse si ama non sapendo di
farlo o forse si ha un'idea di amore che è ben diversa da ciò che si crede debba
essere... quando invece, con molta semplicità, l'amore è sempre stato davanti a
noi e non l'avevamo visto. Un po' come nella favola dell'uccellino azzurro della
felicità: i personaggi principali di questa storia si inseguono, intrecciano
rapporti d'affetto, relazioni, legami... e non sanno di quanto questi legami li
uniscano e si stringano attorno a loro come un nastro rosso (quello del
destino?) finché non si presenta loro la prospettiva di perdere quel qualcosa
che non avevano notato.
Anche perdere la quotidianità, la vita che ci scorre sotto gli occhi e che
odiamo o troviamo inutile può far capire quanto forse eravamo noi ad attribuire
al tutto un valore errato: da uno a dieci le davamo un due e invece era una
sufficienza piena!
Il classico stile pulito, elegante, come avevamo già trovato in Pink (più che
nelle altre opere della Okazaki) aiuta molto a esprimere con semplicità e
chiarezza quello che l'autrice vuole affermare. Il tratto "simpatico" ci rende i
personaggi graditi, apprezzabili, nonostante siano degli sciroccati talvolta, ci
sentiamo simili a loro o li troviamo simili ai nostri amici: sono persone che
potremmo dire di conoscere e che ci piacerebbe conoscere perché il loro aspetto
è simpatico, amichevole, tondeggiante e pulito.
Ai no seikatsu scorre velocemente tra le dita, è gradevole, buffo, porta con sé
un ambiente universitario di serie B ma personaggi di serie A... con le loro
piccole manie, i loro tic, i loro sentimenti un po' goffi e ingombranti, le loro
idee immediate e spontanee. Fa sorridere, commuove, fa ridere e fa sobbalzare,
fa arrabbiare e fa sospirare: è una macedonia emotiva!
Consigliatissimo per la sagacia narrativa, per lo stile ironico e giocoso, per i
personaggi ben curati e coerenti, per la bellezza della storia (uno spaccato
quotidiano talmente fantasioso da sembrare più vero del vero - perché la realtà
spesso supera ogni fantasia, no?). Originale eppure familiare, semplice e
sofisticato, divertente e triste al contempo... ha tutto ciò che un buon fumetto
dovrebbe avere. Incluso il vero amore.