CONSIDERAZIONI
A cura di Spaced Jazz
"Hiatari Ryoukou!" non è certo il manga più famoso né il più riuscito di Mitsuru Adachi, tuttavia ha una sua importanza storica e delle qualità ben precise.
Adachi iniziò la carriera nel campo del fumetto nei primi anni settanta, nella "Adachi Pro" del fratello Tsutomu. Per un lungo periodo si trovò a disegnare storie soprattutto su soggetto di altri sceneggiatori, spaziando molto fra i generi. Shounen avventurosi o comici, shoujo sportivi e one-shots. Queste opere riflettevano molto lo stile e le tematiche del periodo, senza spiccare per originalità o particolari qualità narrative, ma servirono indubbiamente ad Adachi per formare uno stile autonomo e trasversale (in cui le caratteristiche shoujo/shounen sono, volendo, piuttosto amalgamate); d’altro canto consentirono all’autore di prendere pieno possesso del fumetto come mezzo espressivo.
Il vero debutto dell’Adachi che conosciamo oggi con una storia lunga (sia come disegnatore che come autore dei testi), avviene infatti solo nel 1978 con "Nine", un po’ il prototipo delle sue storie di baseball. Di poco successivo è proprio quello "Hiatari Ryoukou!" di cui ci stiamo occupando. Rispetto a "Nine", presenta un lato comico più marcato rendendolo, di fatto, la prima commedia lunga sulla via della maturità artistica; il caso vuole sia uno shoujo.
"Hiatari Ryoukou!" presenta già con una certa completezza tutte le caratteristiche tipiche dell’autore: una brillante vena comica, momenti più introspettivi e sentimentali, un'accurata caratterizzazione psicologica dei personaggi e passaggi sportivi.
E’ un plot centrato sui personaggi, di commedia quotidiana e quindi non si basa certo su un’ambientazione particolarmente originale o complessa: una ragazza, Kasumi Kishimoto, si trasferisce a vivere per motivi di studio nella pensione della zia, situata a pochi minuti di cammino dalla sua nuova scuola superiore.
Ovviamente (!) scopriamo che in questa specie di pensione vivono anche quattro ragazzi che frequentano lo stesso istituto (la zia preferisce affittare ai maschi – ehm – ma per Kasumi farà un’eccezione, visto che è così carina!), fra i quali Yusaku Takasugi, che è il protagonista maschile del manga: ed ecco che ci sono tutti gli ingredienti per una divertente e classica commedia sentimentale. La storia inizia con l’arrivo della primavera, come sottolinea anche il titolo che potrei adattare, con un po’ di licenza, in "Meravigliosamente soleggiato!" (anzi forse mi piace di più "Risplende il Sole!"): cieli azzurri che simboleggiano il risveglio della vita.
Il manga, sviluppato in soli cinque volumi, lo si può quasi dividere strutturalmente in tre parti diverse.
La prima, molto riuscita, è quella più comica, con gag e alcune situazioni fra le più esilaranti create da Adachi. Segue un breve intermezzo sportivo, mentre l’ultima fase è più virata al romanticismo e al lato sentimentale.
Lo stile, come dicevo all’inizio, è quello dell’autore sulla via della maturità, ma presenta ancora dei tocchi anni settanta che sfumeranno, progressivamente, nel corso dei successivi
"Touch" e "Miyuki". Soprattutto dal punto di vista grafico, come per esempio nel design dei personaggi, non ancora dalle forme stilizzate e personali come nelle opere successive e riscontrabili anche nelle scenette comiche virate a un certo deformed shounen, poi progressivamente raffinato in un umorismo visivamente più sobrio.