RIASSUNTI
Capitolo 3 - Traduzione a cura di Lelaina
La storia si apre nella Grindlenwald, dove Dorian attualmente risiede. Questi dice a James che si sta annoiando in Svizzera e che vorrebbe andare da qualche altra parte, come in Spagna o in Portogallo. James, prevedibilmente, si lamenta che Dorian è troppo stravagante.

James ha portato un articolo di giornale che pensa potrebbe interessare Dorian. (E' un giornale che James ha preso in una libreria dell'usato: "Se vai a prenderlo con una settimana di ritardo diventa gratis, sai.") L'articolo riguarda la recente scoperta di una statua di Achille, trovata durante dei lavori di ricostruzione alla Oxford University. A Dorian piace la statua e decide di rubarla-ma non, come James aveva sperato, per chiederne un riscatto; Dorian vuole tenerla.

A Oxford, Inghilterra, vediamo un giovane uomo camminare da solo nella notte. Sente dei passi dietro di lui ed allora due uomini escono dalle ombre e lo accusano di essere un agente della NATO. Sono uomini dell'MFS, un'organizzazione della Germania Est, e gli chiedono di consegnare loro lo schema militare che è stato in grado di ottenere. L'uomo della NATO riesce a fuggire dai due e corre via fino a entrare nel Merton College, dove è tenuta la statua. Sapendo di essere stato seguito, si guarda intorno alla ricerca di un posto in cui nascondere le informazioni che ha con sé. Nel frattempo, gli agenti dell'MFS fanno scattare l'allarme mentre cercano il fuggitivo, e sono così costretti a fuggire. Anche il tipo della NATO scappa, approfittando della confusione.

Ci spostiamo all'ufficio dei servizi segreti della NATO a Bonn, dove lo sfortunato agente sta subendo una spiacevole lavata di capo dal Maggiore. L'agente ha nascosto le informazioni in suo possesso (evidentemente racchiuse in un microfilm) sotto il gonnellino del chitone (ndt: per chi, come me, è a corto di studi classici e ignora cosa sia un chitone, copio dal dizionario: "Chitone: nell'antica Grecia, tunica stretta in vita da una cintola e costituita da un telo di forma oblunga che si avvolgeva attorno al corpo, in modo da lasciare un'apertura per il braccio, mentre i due capi venivano fissati sulle spalle con fermaglio e bottone") della statua di Achille. Però non è più stato in grado di recuperarle dopo che è partito l'allarme poiché la statua è stata messa sotto stretta sorveglianza. Klaus è furioso per il fallimento del tipo nel riportare indietro il microfilm e perentoriamente ordina il suo trasferimento in Alaska per punizione. [Anche se non è nominato qui, apparentemente questo tipo è Mr. J. Ne Il fronte dell'Alaska, quando Klaus arriva in Alaska, è accolto da quello che sembra essere proprio lo stesso personaggio e lo saluta come Mr. J.]

Il Comandante offre a Klaus una solidarietà piuttosto dubbia, ma puntualizza che l'errore del subordinato è di responsabilità dell'ufficiale che gli è immediatamente superiore e assegna a Klaus il compito di recuperare le informazioni personalmente. Klaus è orripilato all'idea di dover cercare a tastoni sotto il gonnellino di una statua che considera indecente. Il capo insiste e, dopo aver scambiato un po' d'insulti con lui, Klaus doverosamente accetta la missione. Se ne va con un contegno altezzoso, rimuginando pensieri carichi d'ira verso gli antichi greci per il loro gusto nell'abbigliamento, infine raduna i suoi uomini per un viaggio in Inghilterra.

Nel frattempo, Dorian e i suoi uomini sono in volo verso l'Inghilterra con i loro personali piani per la statua. Ricevono la notizia che la stanno trasportando al British Museum per sicurezza. James è arrabbiato perché questo significa che, andando a Londra, Dorian incontrerà di nuovo Caesar Gabriel. Dorian si domanda come se la stia passando Caesar e se sia diventato almeno un po' più "mascolino" dopo aver frequentato il Maggiore Eberbach. Ad ogni modo Dorian vuole ottenere la statua il prima possibile, così posticipa ogni idea di fare visita a Caesar.

Il Maggiore e i suoi uomini si riuniscono all'esterno del British Museum dove Achille deve essere consegnato. Poco dopo arriva un camion che trasporta la statua di tre metri in una grossa cassa e gli uomini della NATO lo fermano e ordinano all'autista di aprire la cassa. Ad ogni modo, prima che egli possa obbedire, si sente uno strano rumore e improvvisamente la cassa si solleva dritta in cielo. Guardando in alto gli uomini scorgono un'ombra e realizzano che si tratta di uno zeppelin (ndt: dirigibile, il nome viene da un modello largo e rigido, a forma di sigaro, costruito in Germania agli inizi del ventesimo secolo) nero che ha calato un congegno ancorante ed ha afferrato la cassa. Klaus e i suoi uomini fanno fuoco contro il velivolo, ma questo si risolleva velocemente e vola via. Mentre se ne va, una biglietto fluttua verso terra: "Da Eroica con amore: prendo Achille con me. Avrò davvero buona cura di lui, per cui non c'è bisogno che vi preoccupiate." Il temperamento degli Eberbach è un po' esasperato da tutto questo e Klaus riflette su come rintracciare Eroica, pensando: "Ti prenderò questa volta."

Sullo zeppelin gli uomini di Dorian parlano dell'operazione come di un grande successo e fanno commenti su tutte le munizioni sprecate contro di loro. Lo stesso Dorian pensa che ciò gli ricorda "un uomo particolare", che lui credeva dovesse trovarsi a Bonn. Lo zeppelin atterra in una foresta e gli uomini a bordo vedono un elicottero passare sopra la loro testa, intento a cercarli inutilmente. E' un elicottero della NATO che riporta di nuovo Klaus alla mente di Dorian. Ad ogni modo questi non riesce a capire come mai Klaus dovrebbe avere qualcosa a che vedere con la statua di Achille.

Allontanandosi per il momento da questa linea di pensiero, Dorian è d'accordo che l'operazione è stata un vero successo e propone di volare in Portogallo con la statua. James si oppone, dicendo che è troppo costoso trasportarla per via aerea e suggerisce di spedirla invece su una nave. Ne ha perfino scelta una: la nave da crociera nel Mediterraneo chiamata Michelangelo. Dorian pensa che sia un nome appropriato per la nave che trasporterà la scultura e dà la sua approvazione.

Prima di lasciare Londra, Dorian decide di andare a trovare Caesar. James lo tallona per protestare. I due si introducono furtivamente dentro casa di Caesar, dove egli è profondamente addormentato. Dorian, osservandolo, nota che non sembra essere diventato neanche un po' più "mascolino", ma che è sempre un bel ragazzo. Dandogli in bacio, Dorian annuncia di essere in procinto di partire per il Portogallo. James, che non ha smesso di piagnucolare e fare storie in sottofondo, scorge una macchina diretta verso la casa e i due se ne vanno velocemente.

Caesar è riuscito a continuare a dormire mentre accadeva tutto questo, ma si sveglia immediatamente appena Dorian se ne va, conservando il ricordo di averlo sognato. Improvvisamente sente gridare il suo nome e vede Klaus precipitarsi dentro. [La casa di Caesar potrebbe benissimo essere una pubblica piazza per tutta la privacy che gli consente.] Caesar dice qualcosa a proposito dell'aver appena fatto un sogno stranissimo che includeva un bacio molto realistico. Klaus lo accusa di essere sessualmente frustrato e gli suggerisce come rimedio di andare fuori e correre intorno alla casa. [Adesso sappiamo perché Klaus fa tutta quella corsa nei suoi giorni liberi…]

Klaus pretende di sapere se il Conte ha fatto visita a Caesar di recente. Caesar si domanda se il suo non sia stato un sogno premonitore, o se Dorian non sia davvero stato lì. Klaus gli chiede del sogno (ma specifica: "Escludendo la parte sul bacio molto realistico.") Caesar si ricorda di aver sentito la voce di Dorian dire qualcosa a proposito dell'andare in Portogallo, ma non è in grado di fornire altre informazioni.

Timidamente Caesar chiede che cosa il Conte abbia rubato questa volta. "Ha rubato il mio prezioso gonnellino," risponde Klaus. "Ma lo devo rivoltare per eseguire la mia missione, per cui lo devo recuperare." A queste parole, comprensibilmente, il cervello di Caesar va in tilt e lui decide di andare a correre intorno alla casa.

Uno degli uomini di Klaus gli riferisce che un vicino ha visto un uomo con lunghi capelli ricci nelle vicinanze, il che conferma il sospetto di Klaus che Dorian sia stato lì. Klaus dice ai suoi uomini che Eroica è andato in Portogallo e gli ordina di rintracciarlo. Loro protestano dicendo che il Portogallo è un paese vasto, ma Klaus fa il suo pezzo minacciandoli con calma e loro scappano via in preda al panico per cominciare la ricerca. [Io penso che Klaus sia molto più spaventoso così che quando sbraita; gli viene quel mezzo sorrisino gelido e parla con calma. Lo vediamo quando interroga i sospetti e qualche volta anche rivolto ai suoi uomini, per ottenere più effetto, ma non sembra che lo usi molto su Dorian dopo tutto.]

Klaus lascia Mr. E a sorvegliare Caesar (dicendo a Mr. E: "Cantagli una ninna nanna"), e se ne va con il resto del suo gruppo. Il corso della narrazione ci informa che Caesar ha avuto un terribile incubo nel quale il Conte e il Maggiore litigavano tra loro contendendosi una gonna e, come conseguenza di questo sogno, è caduto malato per lungo tempo. Questa è l'ultima volta che vediamo o abbiamo notizie di Caesar. [Pausa per un applauso.] (Ndt: in effetti neanche a me Caesar stava poi simpaticissimo, ma non stonava nella storia, aveva un suo posto, almeno secondo me. E poi, di nuovo, credevo fosse uno dei protagonisti! Gosh, questo manga è pieno di sorprese!)

Vediamo la nave Michelangelo in procinto di lasciare Southampton per cominciare il suo viaggio alla volta del Portogallo. L'equipaggio controlla la merce, facendo osservazioni sulla grossa cassa che contiene la statua. Tra i passeggeri ci sono la ricchissima Baronne de Brioche di Parigi, che viaggia con qualcosa come venti camion di bagaglio, e molti uomini dall'espressione dura e l'aspetto sospetto.

Lisbona, Portogallo: Dorian e i suoi uomini sono andati avanti rispetto alla statua e adesso la stanno aspettando. Vediamo James, Bonham e Jones fuori a pescare. [Questa è la prima volta che ci vengono presentati Bonham e Jones, anche se i loro nomi non compaiono ancora.] I tre osservano che Dorian sta diventando impaziente per l'arrivo della statua, anche se non è previsto che tra una settimana, e se ne è andato da solo per una gitarella in Spagna.

I tre vengono avvicinati da Klaus che, mostrando loro una fotografia di Dorian, chiede: "Scusatemi, avete per caso visto quest'uomo qui intorno?". Pretende di essere un suo conoscente che sta cercando di rintracciare. Gli uomini di Dorian sono catapultati in uno stato di sbigottimento che non sono del tutto in grado di dissimulare, loro sanno chi sia Klaus (e lui sa chi sono loro, anche se nessuna delle due parti ha intenzione di cedere.) James insiste in modo piuttosto frenetico di aver visto quell'uomo in un casinò a Monaco. Klaus li ringrazia educatamente e li lascia, dicendo ai suoi uomini di seguirli. I tre, un po' in preda al panico a causa "del tizio della NATO", cautamente aspettano cinque minuti, così da non suscitare sospetti, e poi tornano indietro per mettere in guardia il resto del gruppo. Klaus, che li osserva andare via e che non è impressionato dalle loro azioni "casuali", pensa: "Anche il Conte sembra non avere subordinati competenti. Mi piacerebbe molto simpatizzare con lui per questo, ma tutto ciò sarà per quando riuscirò a riprendere Achille."

Vediamo Dorian in una macchina sportiva, di ritorno in Portogallo. Ha appena rubato un quadro da una chiesa di Toledo, Spagna. Lo vediamo fugacemente; è un ritratto di Tyrian Persimmon (L'Uomo in Viola) da giovane.

Siamo di nuovo sulla Michelangelo, dove sta succedendo qualcosa. Gli uomini minacciosi che abbiamo visto prima si fanno avanti con delle pistole e hanno intenzione di impossessarsi della nave. Sequestrano la Baronne de Brioche e la portano nella cabina del capitano, dove informano lei e gli ufficiali della nave che hanno piazzato diverse bombe a bordo. Chiedono dieci milioni di lire (ndt. solo?!?!) dal governo italiano in cambio della nave e cinquanta milioni di franchi dal Baron de Brioche come riscatto per sua moglie.

A Lisbona, Dorian è ritornato alla sua residenza. Non appena entra si rende conto che non c'è nessuno in casa, ma la televisione è accesa. Notando che ciò farà ammattire Mr. James, fa per spegnerla, ma è interrotto da una voce che dice: "La sto guardando, se non ti dispiace." Una poltrona di fronte al televisore ruota su se stessa per rivelare Klaus, pistola alla mano. Lui commenta ancora una volta l'abbigliamento di Dorian che sta di nuovo indossando una camicia rossa "abbagliante".

Dorian è sbigottito, ma si riprende rapidamente e sembra essere piuttosto contento di vedere Klaus. Dice che se avesse saputo che Klaus sarebbe passato avrebbe portato del vino. I due discutono allegramente di vini per un minuto: a Klaus non piace: "Quella roba rosa portoghese"; Dorian suggerisce che lui potrebbe preferire un Whelner Sonnenuhr della Mosella e Klaus risponde che gli piace il colore della bottiglia: "Un verde molto grazioso." Dorian si dichiara d'accordo.

Dopo questo breve scambio di chiacchiere, Klaus ritorna agli affari. Chiede che gli venga consegnata la statua di Achille e Dorian rifiuta. Allora Klaus rivela che i suoi uomini stanno tenendo sotto tiro il gruppo di Dorian. Dorian dice che la statua non è lì e ammette di averla mandata in Portogallo via mare a bordo di una nave. Quando nomina la Michelangelo, Klaus esplode con furia e gli dice che l'imbarcazione è stata dirottata. Gli indica un servizio del telegiornale alla TV che spiega la situazione, compresa la situazione critica della Baronne de Brioche che Klaus liquida subito come una "puttana borghese." Dorian è d'accordo. [L'aristocrazia terriera ha parlato.]

Dorian fa notare che lui e Klaus hanno adesso un interesse in comune: tutti e due vogliono recuperare dalla nave la statua intatta. Suggerisce così che uniscano le loro forze per lavorare insieme. Per un momento Klaus sembra sul serio abbastanza interessato, ma poi rifiuta l'offerta, dicendo che non ha alcuna intenzione di cooperare con Dorian. Raduna gli agenti "alfabetici" e se ne va, lasciando Dorian intento a pensare: "Sei meraviglioso, Maggiore. Qualunque cosa tu faccia è sempre molto, molto tipica di te."

Però Dorian non ha alcuna intenzione di lasciare che il Maggiore, per quanto meraviglioso possa essere, raggiunga per primo la statua. Consola Mr. James che versa lacrime di rimorso per aver insistito sul trasporto marittimo e dice che la colpa è solamente della "puttana borghese" a bordo della nave. Poi raduna i suoi uomini e parte, giurando che se Klaus vuole l'Achille per una questione di riuscita della propria missione, Dorian la prenderà per una questione di principio.

Vediamo che la copertura giornalistica della situazione della Michelangelo prosegue: è da tre giorni che il Baron de Brioche sta cercando di mercanteggiare sull'ammontare del riscatto (non è che sia poi così affezionato alla moglie dopotutto), mentre il governo italiano sta temporeggiando allo stesso modo sul pagamento.

Dorian e il suo gruppo sono nel loro sottomarino. Hanno tenuto sotto controllo i servizi dei notiziari e Dorian dice che è necessario che si riprendano la statua prima che i dirottatori diventino impazienti e facciano saltare in aria la nave. Propone di salvare anche la Baronne, nonostante i suoi uomini non ne siano per niente entusiasti, dicendo che sarebbe stato molto meglio se l'ostaggio fosse stato un bel ragazzo.

Cambio di scena in un altro sommergibile, in questo troviamo gli agenti della NATO. Hanno individuato il sottomarino di Dorian e Klaus gioca con l'idea di lanciargli contro un missile. Mr. B gli ricorda che non sono in guerra al momento e che, comunque, hanno un salvataggio da portare a termine prima. Klaus non è interessato a salvare la Baronne; dice: "A me lei non piace. Lasciamola perdere."

Dorian sta dando ordini ai suoi uomini: "Li assaliremo da dritta, guardando alla nave da poppa. L'operazione comincia alle 12:00 p.m., a mezzanotte." Klaus dà ordini ai suoi uomini: "Entrate dai posti di combattimento del porto. L'operazione comincia alle 00:00!"

Sulla Michelangelo la Baronne medita su quanto tutto ciò sia noioso, specialmente dal momento che i dirottatori non sono affatto attraenti. Guardando fuori dalla finestra, vede un sottomarino navigare in superficie di lato alla nave ed è deliziata quando Dorian ne emerge. Assumendo che lui sia l'eroe venuto a salvarla, lo chiama dalla finestra. Gli uomini di Dorian sono ancora meno entusiasti di lui all'idea di salvarla, ma Dorian comincia a scalare il lato della nave con l'aiuto di una corda e di un rampino.

Quando raggiunge la sua finestra, la Baronne si sta sporgendo fuori ed è pronta ad arrampicarsi sopra di lui, con sua grande costernazione. Nel momento in cui lei si aggrappa al suo collo, lui le chiede di chiudere gli occhi per un momento, poi chiama di sotto verso Bonham che si trova più in basso, sul ponte del sottomarino. Bonham grida che afferrerà lui la Baronne, così Dorian la lascia andare verso di lui-proprio mentre Bonham, dicendo: "Ma, ho cambiato idea", si allontana e la lascia atterrare con un tonfo sul ponte. L'equipaggio di Eroica si domanda che cosa fare con lei e alla fine decide semplicemente di: "Lasciarla in giro da qualche parte", scaricandola su un gommone gonfiabile che lasceranno andare alla deriva. La Baronne è vista per l'ultima volta mentre siede sul gommone, lamentandosi che le è stata assegnata la parte in un "fumetto del tipo abusate-pure-di-una-bella-fanciulla."

Avendo fatto la sua azione umanitaria del giorno, più o meno, Dorian si precipita nella stiva dove è situato il carico. Incontra due dirottatori e li mette abilmente fuori gioco con un calcio e un pugno, poi tira fuori una pistola e chiede che gli venga rivelato dove sono piazzati gli esplosivi. Sfortunatamente per Dorian un altro della banda arriva di soppiatto alle sue spalle e lo colpisce sulla testa con il calcio di una pistola. Gli altri cominciano a picchiarlo selvaggiamente, finché non arriva un altro dei loro con la notizia che la Baronne è scappata. I dirottatori danno qualche ultimo colpo a Dorian, tanto per stare tranquilli, ed è allora che il loro capo lo riconosce come Eroica. Dice che averlo preso è un gran colpo; dovrebbero riuscire a ottenere una bella cifra come riscatto. Dorian gli dice che tenerlo come ostaggio non porterà loro nulla di buono; il suo contabile spilorcio passerà il resto della sua vita a cercare di abbassare il prezzo.

"Sono d'accordo," dice una nuova voce sulla scena e la banda si gira per trovarsi di fronte a Klaus. Prontamente atterra un paio di dirottatori e quando il capo prova a tirare fuori la pistola, lui estrae la sua e con un colpo fa volare via quella dell'altro. Il tutto anche senza perdere la sua sigaretta. I dirottatori fuggono, gridando in preda al terrore.

Klaus rimane solo con un Dorian piuttosto acciaccato, che dice: "Tutto ciò è stato molto impressionante." Klaus risponde: "Io sono un professionista." Dorian, dall'aspetto abbattuto, dice che pensava di essere anche lui un professionista, ma Klaus puntualizza che Dorian è un ladro; quello è un campo differente. E aggiunge: "Adesso che hai imparato la lezione, non metterti sulla mia strada," ed inizia a camminare per andarsene-ma poi si ferma per guardare indietro verso Dorian, che è chiaramente molto scosso. Dopo un momento di riflessione, Klaus torna indietro da lui, si fa passare il suo braccio intorno alle spalle e mette il suo stesso braccio intorno alla vita di Dorian per sostenerlo.

Per un momento Dorian si appoggia a lui piuttosto debolmente, ma poi, non troppo sorprendentemente, comincia a riprendersi rapidamente, date le attenzioni di cui è oggetto al momento. La seguente conversazione si svolge mentre camminano fianco a fianco:

Dorian: Sei un po' più alto di me, non è vero?
Klaus: La cosa ti dà fastidio?
Dorian: No, va bene così. Maggiore…
[E fissa i suoi grandi occhi blu su di lui, da una distanza molto ravvicinata]
Klaus: Non guardarmi in quel modo! Vuoi forse camminare da solo?
Dorian: Io finisco sempre per guardare gli uomini in questo modo.
Klaus: Tu sei strano.
Dorian: Tu sei un uomo molto bello. Non sapevi di avere un viso grandioso?
Klaus: Mi viene la pelle d'oca se un uomo come te mi dice una cosa simile!
Dorian: E se a dirtela è una donna?
Klaus: Mi fa venire i brividi!
Dorian: Io penso che tu sia un tipo intransigente e leale, ma lo sei davvero?
Klaus: Pensala come ti pare!
Dorian: Ma… sei anche una specie di sognatore. Si dà il caso che anche a me piaccia quello che mi hai detto che piace a te…
Klaus: [nel panico] Che cosa ho detto? Quando ti ho detto cosa mi piaceva? Hai intenzione di rubare ancora?!
Dorian: E' il colore della bottiglia di vino della Mosella. Quel bel verde…
[Lunga occhiata l'uno negli occhi dell'altro. Gli occhi di Klaus sono, naturalmente, verdi.]
Klaus: [apparente rassegnato, ma per nulla arrabbiato] Idiota…
Dorian: [ride, appoggiando la testa contro Klaus]

A questo punto i due sono arrivati a quella parte della nave dove tutti i loro uomini sono riuniti (dopo essersi presumibilmente occupati dei dirottatori che non rivedremo più.) Al loro arrivo sono salutati da esclamazioni da entrambi gli schieramenti, tutti gridano che non sono stati in grado di trovare l'Achille. Ordinano agli uomini di cercare ancora e controllano la ricevuta che ha portato James per verificare che la statua sia stata effettivamente imbarcata sulla nave. Klaus comincia ad accusare Dorian di avergli giocato un qualche trucchetto, ma il loro incipiente battibecco è interrotto dal capitano della nave. E' venuto a ringraziarli per aver salvato la sua nave dai dirottatori, ma loro non sono interessati ai ringraziamenti-vogliono sapere dove è la statua. Il capitano risponde: "Oh, intendete quella scultura? L'abbiamo lasciata al primo porto dopo Southampton, a Calais in Francia."

Sembra che il British Museum abbia allertato tutte le compagnie di trasporto sulla statua rubata e quando l'equipaggio della nave ha controllato il carico e l'ha scoperta, l'ha subito consegnata alle autorità francesi. Il capitano dice che è stata spedita al Louvre per essere esposta al pubblico.

"Achille non vuole essere vostro, vossignoria", dice Klaus a Dorian per prenderlo in giro. Dorian risponde: "A me sembra che stia scappando da lei, Maggiore." Entrambi ribadiscono la propria determinazione a impossessarsi della statua, nonché a impedire che la prenda l'altro. Dopo un nuovo principio di lite (sta diventando un'abitudine), entrambi si precipitano a Parigi, lasciando lo sconcertato capitano a chiedersi cosa stia succedendo.

Al Louvre: Dorian è venuto a vedere la statua e a valutare la sorveglianza sotto la quale è stata posta. Scorge un viso familiare all'altro capo della stanza affollata: anche Klaus sta facendo un piccolo sopralluogo. Si scambiano occhiate di reciproco apprezzamento e la storia si conclude con loro due che speculano entrambi con se stessi su chi sarà il primo a raggiungere il proprio scopo.

[Fine primo volume]
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