CONSIDERAZIONI
A cura di elenadv
Personalmente,
credo che la freschezza e la semplicità di questo manga riescano a rendere in
qualche modo originali i contenuti shoujo già visti e rivisti più volte.
L’autrice sfortunatamente non è mai stata pubblicata in Italia, ma sicuramente
l’avrete conosciuta grazie all’anime “Himechan no Ribon”, (in onda su Italia1
nel 1992-93 col titolo “Un fiocco per sognare, un fiocco per cambiare”).
Sebbene Caramel Diary non sia il suo capolavoro, si può apprezzare in esso la
bravura della Mizusawa. Precisa nei disegni e coinvolgente nella storia,
l’autrice ci seduce a suon di risate con le situazioni di Hana. In particolare
mi ha colpito il modo in cui sia riuscita a realizzare due stili davvero
differenti per distinguere gli stili delle due mangaka protagoniste del suo
manga.
Se avete letto questo manga fino in fondo probabilmente sarete rimaste un po’
deluse dal finale, che, diciamocelo, sembra quasi lasciare in sospeso la storia
di Hana. Questa è forse l’unica pecca di questo volumetto, ma ho il sospetto che
la scelta dell’autrice sia stata ben ponderata proprio per evitare di cadere nel
classico shoujo! Non mi spingo fino a consigliare questo manga a chi è stufo del
solito fumetto acchiappa-ragazzine, ma sono convinta che esso rappresenti a suo
modo un’opera leggermente fuori degli schemi e possa decisamente costituire una
gradita lettura.