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E'
il giorno precedente al trasferimento alla nuova scuola e Hina Mishima, l'eroina
della nostra storia, tenta come al solito di buttare giu' dal letto
l'affascinante zio Kyoichi, 29 anni, un artista abituato a cambiare
frequentemente citta' trascinandosi dietro la nipote...
La ragazzina deve recarsi a scuola, nonostante di fatto le lezioni per lei
comincino l'indomani, per imparare ad ambientarsi circa i posti che per lei
diventeranno abituali... anche se č abituata, pero', ai trasferimenti, in
qualche modo sente che l'elegante Istituto privato Tokiwa puo' rappresentare un
punto di svolta per lei... sara' perche' tutti la guardano in maniera
decisamente strana non appena mette piede nel cortile dell'Istituto? Chissa'...
E' il professor Toshiro Hirayama a farle da guida in giro per l'Istituto, e
dalla loro chiacchierata scopriamo che Hina ha cambiato scuola gia' 8 volte nel
giro di due anni, e che e' stata accettata nella nuova piu' per via della
passione del preside per i lavori dello zio che non per meriti propri. Ma Hina
non ha il tempo di riprendersi dalla notizia, perche' urta accidentalmente un
ragazzo, il presidente del consiglio studentesco, che conosce gia' il suo
nome... mentre Hina si chiede come mai il proprio nome sia gia' cosi' noto nella
nuova scuola, il presidente, che sta recandosi a una riunione del Consiglio con
il proprio vice, appare assai turbato dall'incontro...
Hina
continua a guardarsi attorno, notando che, nonostante l'assenza di uniformi,
nella sua nuova scuola sembrano tutti vestiti di bianco o nero. Unica eccezione:
Tetsuta Koshiba, sedicente ragazzo piu' affascinante della scuola... un tipo
mezzo matto che le si presenta in maniera abbastanza ridicola e che, subito
dopo, ritrovata un minimo di "calma", le spiega che, come lei aveva notato, in
quella scuola sono divisi in fazioni... i bianchi, ossia gli studenti migliori,
con totale abnegazione allo studio e a ogni genere di attivita' scolastica; i
neri, che invece sono chiaramente l'esatto contrario... e i grigi, ossia la sua
fazione, coloro che vestono in maniera normale e si tengono fuori dalle stupide
beghe che ogni giorno accadono nell'istituto.
Nessuno ormai ricorda come sia nata questa singolare divisione nell'Istituto, ma
tutti devono adeguarsi ad essa, e Tetta (cosi' viene chiamato in genere
Tetsuta...
mi rendo conto che in italiano suoni quanto minimo "strano"...),
vedendola vestita in maniera normale, le dice che probabilmente coloro che la
osservano lo fanno perche' pensano che lei voglia aderire alla causa dei
grigi...
per cui, visto che lui e' uno di loro, perche' non fare amicizia?
Detto questo, la bacia! La reazione di Hina (che come da copione era alla sua
prima "esperienza" in materia) e' bella violenta, alla Akane Tendo per
intenderci.
Ripresasi
dallo shock, Hina scopre di essere stata osservata per tutto quel tempo da Shoui
Isshiki, il presidente del consiglio studentesco, che comincia a chiederle come
lei possa non ricordarsi di lui e le intima di smettere di bluffare... Hina e'
totalmente sconvolta dalla quantita' di pazzi che sta incontrando in quella
scuola, ma ancora una volta non puo' riprendersi perche' stavolta e' Tetta a
tornare alla carica ricominciando a fare lo scemo... e tornando poi serio
allorche' le dice che secondo lui sarebbero davvero una buona coppia, perche'
hanno un modo di fare simile. Poi prende a spiegarle meglio qualche altra cosa
della scuola, ma vengono interrotti da delle urla, e ben presto Hina si trova a
fronteggiare inconsapevolmente Nishizaki, il leader dei neri, che se la sta
prendendo con uno dei bianchi...
Nishizaki, dopo aver scoperto che Hina e' nuova, comincia a parlarle nella
"speranza" di avere una nuova persona nella propria fazione, ma il risultato
della sua campagna e' un fiasco... Hina gli da' dell'imbecille... e saputo da
Tetta che i grigi non hanno persone esaltate che si proclamano loro capi per
qualche stupida ragione, la decisione e' presa: sara' dei loro!
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Indubbiamente,
il plot di Penguin Brothers richiama in qualche modo quello di opere piu'
famose quali il blockbuster "Hana yori dango" di Yoko Kamio e "Imadoki" di Yuu
Watase... non si tratta pero' di un clone o di un tentativo di "cavalcare
l'onda" dei piu' celebri precessori del tema "studentessa che vive in una scuola
divisa in fazioni", ma di un interessante esperimento della Shiina (di solito
avvezza a storie d'amore ad ambientazione scolastica) che riesce a incuriosire
il lettore soprattutto per la caratterizzazione dei personaggi, che e' piuttosto
ben fatta, anche se non originalissima.
Netta
e' infatti la differenza tra i capi delle due fazioni. Isshiki, il capo dei
bianchi, rientra nella tipologia "ragazzo molto gentile/premuroso/affidabile in
pubblico ma all'occorrenza bastardissimo in privato" (Seishiro di X e
Akio di Utena sono due altri validi esempi del genere)... il suo carisma
e' evidente, ma sinceramente e' il tipo di personaggio che non mi piace molto.
In primis, perche' in genere dietro al suo comportamento c'e' sempre qualche
sfiga del passato
(es: Nakago di Fushigi Yuugi), in secondo luogo perche'
apprezzo molto di piu' le persone che non cercano di apparire diverse da quello
che sono, che hanno il coraggio delle loro azioni... i tipi come Nishizaki
insomma.
Il
capo nei neri, infatti, e' uno che non esita a usare le maniere forti o a
tiranneggiare il prossimo, ma che non ha nessun problema a mostrarsi bastardo in
pubblico, non teme il giudizio altrui... e questo per il mio gusto personale e'
sempre un pregio.
Perņ il personaggio che merita la maggior attenzione a mio avviso (sovrasta
persino la protagonista, che e' piuttosto forte e non si sconvolge facilmente,
ma e' un po' troppo bloccata nel ruolo di "novellina avversata da tutti e alle
prese con il tentativo di scoprire perche' uno dei personaggi principali -
Isshiki - la protegga e dica di conoscerla visto che lei non ricorda
assolutamente nulla di lui") e' Tetta (sebbene il soprannome risulti
inevitabilmente ridicolo in italiano)... č *troppo* simpatico.
Nonostante all'inizio si presenti come un matto da legare, rivela con il
procedere della storia uno spessore che difficilmente ci si aspetterebbe da
lui... e poi... e' molto protettivo nei confronti di Hina.
In definitiva, a mio avviso Penguin Brothers e' la serie piu'
interessante che Ayumi Shiina abbia scritto finora.
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