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Benvenuti nella sezione dello Shoujo Manga Outline dedicata a "Itaitashii Love" di Kiriko Nananan. A cura di Il*Barone (review) ed Emy (grafica e html). Vi ricordiamo che prima di riprodurre immagini, testi o html presenti in questo sito e' necessario chiedere il permesso. E' inoltre vietato linkare direttamente le immagini su forum o altro. |
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Titolo: Itaitashii Love 痛々しいラヴ Autrice: Kiriko Nananan 魚喃キリコ ![]()
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Ventitré
racconti per mostrarci altrettanti spaccati di vita reale. Storie che sono lo
specchio delle nostre storie, perché non si tratta di avventure fantastiche, ma
di tanti aspetti dell’amore che è capitato a chiunque di vivere.Partendo da un momento particolare, quello in cui feriamo o veniamo feriti per motivi sentimentali, l’autrice ci fa vedere piccoli mondi in cui è facile riconoscersi, in cui ci ritroviamo a pensare come i protagonisti. Ci ritroviamo a ricordare. Perché questi ventitré racconti altro non sono che semplici e concisi ricordi di uomini e donne alle prese con determinati passaggi della loro vita: l’innamoramento, il tradimento, una persona che non c’è più, l’attesa, le conseguenze di uno sbaglio, la dignità calpestata, il sesso, la fine di un rapporto. Il tutto narrato con sobrietà ed eleganza, senza mai esprimere giudizi o pregiudizi, perché chi racconta non vuole emettere una sentenza, non ci vuole indicare la strada più giusta da percorrere. Nessuno la conosce e pur se la conoscessimo, la razionalità vacilla sempre quando ha a che fare con l’amore e non è detto che abbia la meglio, anzi. L’autrice non si pone come giudice delle emozioni, al contrario, con tocco leggero e quasi sospeso in aria, vuole semplicemente usare la sua opera come specchio in cui “riflettere” il nostro viso e il nostro vissuto. Per questo i protagonisti degli episodi non sono mai eroine virtuose o principi azzurri forti e leali e ci mostrano con tranquillità pregi e difetti che fanno parte del genere umano, fino ad apparire terribilmente reali. Perché si arrabbiano, non perdonano, soffrono e si annoiano come capita a tutti. La
struttura della tavola è lineare e ordinata, quasi “europea”, senza particolari
stravaganze a cui, talvolta, ci ha abituato il fumetto giapponese. Il tratto è
preciso, non ci sono ornamenti superflui e pure gli sfondi sono quasi
inesistenti. Infatti ci troviamo di fronte a un racconto intimista, in cui sono
i pensieri dei protagonisti, le loro reazioni interiori e non quelle esteriori a
padroneggiare su tutto. E’ di questo che l’autrice ci vuole parlare: quello che
accade nella mente e nel cuore di una persona quando si trova “dentro” una
storia d’amore, tranquilla e banale oppure violenta, pericolosa o illecita.
Anche per questo vengono preferiti i primi, primissimi piani dei protagonisti,
per accentuare ancora di più il loro modo di reagire a determinate situazioni.
Non solo: pur annullando quasi completamente gli scenari, l’attenzione a volte
cade su alcuni particolari dell’arredamento, una scatola di oggetti o una
finestra, dettagli all’apparenza insignificanti, che in realtà rappresentano
meglio di mille parole un’emozione o uno stato d’animo, perché proprio su questi
oggetti spesso si concentra lo sguardo o il ricordo di una persona innamorata.
La caratteristica che non si può non notare nello stile grafico di questa
autrice all’avanguardia è l’utilizzo costante ed energico del colore nero,
gettato con forza, come una colata di catrame su alcuni elementi della tavola:
capelli, calze, guanti o su intere vignette in cui inserire i pensieri dell’io
narrante del racconto.Come se quel nero intenso rappresentasse la volontà oscura e ombrosa di chi vive determinate relazioni, perché in fondo non c’è nulla di più nascosto dei pensieri di uomini coinvolti in storie che feriscono il prossimo o sé stessi. Quasi che il nero che invade, ma senza violenza, ogni storia sia proprio l’aspetto su cui punta di più l’autrice: quello intimo, riflesso del cuore colpito delle persone comuni, l’anima di ognuno di noi. |
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