
"A-A'" (leggesi "A-A primo") è una raccolta di tre brevi
storie di fantascienza (A-A'; 4/4; X+Y) della grande Moto Hagio, una delle
"madri fondatrici" degli shoujo manga. I tre racconti, autoconclusivi, hanno
come denominatore comune la presenza di una particolare razza umanoide: "gli
Unicorni". Gli Unicorni sono una specie creata in laboratorio, i cui (rari)
esemplari non sono in grado di provare emozioni e sono inoltre facilmente
riconoscibili da una striscia di capelli rossi a metà della loro capigliatura:
attraverso di loro la Hagio trova il pretesto per trattare il tema
dell'incomunicabilità tra "diversi". Non è un caso che il più lungo dei
racconti, "X+Y", è quello che meglio evidenzia tale tema ed è anche il più
prestigioso, avendo vinto nel 1985 il Seiun Award (equivalente del Premio Hugo
degli USA per la fantascienza). La raccolta "A-A'" è stata pubblicata anche in
America, prima serializzata sul magazine "Manga Vision" della Viz
Communications, poi raccolta in una graphic novel nel 1997. Qui di seguito si
riportano le sinossi dei tre racconti, tutti ambientati in un futuro dove gli
uomini hanno colonizzato numerosi pianeti, entro e oltre il sistema solare.
A-A'. Con questo titolo si fa riferimento alla clonazione: A è
l'individuo originale, A' è il clone. Adelaide Dee, 19 anni, tecnico
informatico, muore nello sperduto centro di ricerca di Munzel, il quinto pianeta
di Proxima. Poiché ogni membro dello staff di Proxima aveva provveduto a
ibernare un proprio clone prima di partire per Munzel, in modo da poter essere
sostituito in caso di incidente, dalla Terra un clone di lei all'età di 16 anni
viene spedito a rimpiazzarla sulla colonia. Ma dal tempo in cui Addy era stata
clonata e il momento in cui era morta erano passati tre anni... perciò il clone
non ha memoria delle sue relazioni affettive negli ultimi tre anni e lo staff su
Munzel si ritrova una Addy molto diversa da quella con cui aveva familiarità. In
particolare uno di essi, il giovane Regg Bone, era diventato il ragazzo di Addy
in quei tre anni e ora si rifiuta di riconoscere quel clone come la "sua Addy".
A complicare le cose c'è il fatto che Addy è un esemplare della rara specie
degli Unicorni: una razza creata grazie alla manipolazione genetica,
caratterizzata da un vistoso ciuffo rosso di capelli e dal fatto di non essere
in grado di provare emozioni. Eppure, frequentando il clone di Addy, Regg si
ritrova meravigliato a considerare ciò che è rimasto identico in lei rispetto
alla sua amata. La "nuova" Addy l'ha quasi conquistato quando, a causa di un
incidente, il corpo della Addy originale viene ritrovato: lo shock è tale che
Regg chiede di essere trasferito su un altro pianeta. Ma la colonia in cui Regg
si trasferisce è distrutta da un'esplosione: Addy non sembra reagire alla
notizia della morte del ragazzo, anzi mostra indifferenza. Col passare del
tempo, però, ella si indebolisce, lavora troppo e si rifiuta di mangiare: si
scopre perciò che gli Unicorni *hanno* emozioni, ma il loro modo di esprimerle è
completamente diverso rispetto a quello dei "normali" esseri umani. Tutto questo
appare chiaro quando su Munzel arriva il clone di Regg: Addy alla sua vista si
ritrova a piangere, felice di avere occasione di aprirgli il suo cuore.
4/4.
L'azione si sposta su un satellite di Giove: Mori è un giovane incapace di
controllare i suoi poteri psichici, nonostante da molto tempo frequenti una
scuola per esper. Quando però incontra la bellissima Trill, un raro esemplare di
unicorno, egli si accorge che per qualche misterioso motivo è in grado di
dominare i suoi poteri. Ma questo accade soltanto quando Trill gli è accanto,
perciò il ragazzo cerca di passare più tempo possibile con lei. Così facendo,
Mori viene a conoscenza della triste realtà della ragazza: allevata dal
professor Sazzan, è da lui considerata, oltre che "figlia adottiva", soprattutto
un grandissimo tesoro, dal momento che il professore ne usa le ovaie per
condurre un esperimento. Scopo dello scienziato è creare una nuova razza di
Unicorni: per lui infatti sono le emozioni il vero handicap dell'umanità, e gli
Unicorni, essendo privi di emozioni, sono la razza perfetta. Non sa quanto si
sbaglia: il motivo per cui Mori è in grado di usare i suoi poteri quando è con
Trill è perchè i due sono "in risonanza": praticamente, ognuno dei due è come
fosse "a metà" (Trill perchè appartiene agli Unicorni, Mori perchè appartiene a
una specie detta "dell'occhio caleodoscopio") e insieme formano un Trill e
Moriessere completo (cioè 4/4). Questo
è il motivo per cui Mori scopre che Trill non è affatto priva di emozioni: non
sa come esprimerle, perciò sembra indifferente, ma in realtà odia profondamente
il professor Sazzan e i suoi esperimenti. Poichè i poteri di Mori,
ingovernabili, causano una tremenda esplosione sul satellite, il ragazzo è
costretto ad essere trasferito su Marte; durante il suo trasferimento, però, il
professor Sazzan cerca di usare violenza a Trill, la quale, nel tentativo di
difendersi, perde la vita. Mori è costretto ad assistere impotente a tutto
questo: urlate parole di odio contro il professore, si allontana diretto su
Marte, chiedendosi se abbia davvero bisogno di sentimenti.
X+Y.
È l'episodio più lungo e più celebrato della raccolta, in quanto vincitore del
Seiun Award. L'azione ha inizio sulla Terra; qui un famoso gruppo di giovani
studiosi è denominato i "cervelli": tra loro spicca un esemplare degli Unicorni,
il sedicenne Tacto. Colpita dalla di lui avvenenza, la bella Merimè, cugina di
Zazz, uno dei "cervelli" amico di Tacto, lo convince a passare la notte con lei.
L'indomani però Merimè si lamenta: dormire con Tacto è come dormire con una
bambola! Nonostante questo, ella ambisce a sposarlo semplicemente perchè lui è
famoso, e Tacto d'altro canto replica con la massima indifferenza che a lui
Merimè "piace". Ma una rivelazione inaspettata attende il ragazzo: in seguito a
un esame medico, scopre di essere geneticamente un XX anzichè un XY; in altre
parole, in lui convivono organi femminili e maschili, ma, mentre gli organi
maschili sono semplicemente ornamentali, quelli femminili sono in grado di
svilupparsi completamente. Come a dire che, se lui vorrà, potrà diventare una
donna a tutti gli effetti, mentre non sarà mai realmente un uomo! An-An e
George, i medici che hanno effettuato l'esame, decidono di contattare il
professor Moonsault, il padre di Tacto, per avere chiarimenti a riguardo: in
effetti il professore aveva affidato a George il figlio Tacto all'età di sette
anni, dicendogli di avere cancellato ogni ricordo del bambino perchè la madre si
era suicidata davanti ai suoi occhi e da allora il figlio non aveva più toccato
cibo; perciò Tacto non ha alcun ricordo prima dei suoi sette anni. Ma il ragazzo
ora ha altro a cui pensare: il progetto a cui ha lavorato con i suoi colleghi
per modificare la pressione atmosferica di Marte, detto Mori "Tako Project",
deve essere discusso sullo stesso Marte, in una conferenza cui parteciperanno i
più importanti scienziati. Giunti a Solis, città marziana, il gruppo dei
"cervelli" si imbatte in Mori, impegnato in una gara di deltaplano (è proprio lo
stesso Mori dell'episodio 4/4, di quattro anni più grande); Mori rimane
profondamente colpito da Tacto, dal momento che gli ricorda moltissimo Trill.
Anche Tacto si interessa a Mori, in quanto per il Tako Project occorrono sia un
esper che il deltaplano. La vicinanza del giovane unicorno finisce col provocare
una forte crisi d'identità sessuale in Mori, che è "in risonanza" con lui
esattamente come successo con Trill: Mori finisce col confessare a Tacto che lo
ama, ma il ragazzo reagisce con l'usuale indifferenza, tanto che Mori ha uno
scatto di rabbia. Quando, una settimana dopo, Mori cerca di comunicare con
Tacto, questi è in viaggio per Saturno (per cercare di realizzare il Tako
Project), e -quel che è peggio- non si ricorda assolutamente di Mori, come
l'avesse cancellato dalla sua memoria. Il ragazzo lo raggiunge, e, nel tentativo
di fargli recuperare il ricordo di lui, lo accompagna in un giro di
perlustrazione degli anelli di Saturno. Durante il viaggio una pioggia di
meteoriti manda in pezzi il velivolo e i due, separati, vagano alla deriva nello
spazio. Tacto e Mori Mori viene recuperato dai compagni, ma di Tacto nessuna
traccia: è Mori che, sfruttando la "risonanza", riesce a ritrovarlo. Qualcosa in
Tacto è nuovamente cambiato: ora non solo si ricorda di Mori, ma fa capire di
essere innamorato di lui! È tempo di chiedere spiegazioni al dr. Moonsault, che
fornisce sconcertanti rivelazioni: in passato il professore era dedito a
esperimenti sui cromosomi da cui dipendeva la sessualità...
in
seguito a tali esperimenti il suo assistente, Marble, era diventato una donna!
Non riuscendo a farlo tornare uomo, il professore l'aveva sposato e da
quell'unione era nato Tacto. Ma tre anni dopo quella nascita, Marble era tornato
un uomo e a nulla erano valsi i tentativi di mutarlo nuovamente in donna: perciò
Marble, poiché il professore lo tradiva con altre donne, si suicidò di fronte
agli occhi di Tacto. Moonsault decise di cancellare ogni ricordo dal figlio per
proteggerlo, Mori però giustamente intuisce il vero motivo di quel gesto: il
professore lo fece per proteggere se stesso, essendo proprio Moonsault il
diretto responsabile della morte della moglie. Tacto si riconcilia col
professore e trova una nuova intesa con Mori: i due sembrano destinati a stare
insieme (e probabilmente Tacto diventerà una donna, ma questo non è detto
esplicitamente). Stando accanto a Tacto -pensa Mori- forse sarà in grado di
capire come sente le proprie emozioni un unicorno...
NOTA BENE: Le sinossi qui terminate possono dare solo una parzialissima idea dei
tre racconti compresi in "A-A'", e questo vale soprattutto per "X+Y", in quanto
la sinossi trascura dettagli importanti presenti in sottotrame e relative
micro-evoluzioni; inoltre tutto il racconto è pervaso da una deliziosa ironia,
più o meno sottile a seconda dei luoghi, del tutto intraducibile in un
riassunto.
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Esistono
tanti tipi di storie: alcune ci accompagnano per qualche ora della nostra vita e
dopo un nulla sono già dimenticate; altre giungono benvenute a tenerci compagnia
in particolari periodi della nostra esistenza; ad altre ancora ci si affeziona
per motivi del tutto personali, indipendenti dal loro valore intrinseco; poi ci
sono certe storie che, piacciano o meno, rimangono dentro e non si decidono a
scolorare, nonostante il trascorrere del tempo. Le storie contenute in "A-A'"
sono di quest'ultimo tipo, e non occorre essere appassionati di shoujo manga o
di s-f per accostarvisi: esse racchiudono riflessioni elaborate nel profondo per
sbocciare in una rara intensità, intensità che lo stile grafico -ancora grezzo
rispetto agli sviluppi futuri- non riesce a offuscare. Superfluo aggiungere che
di codici narrativi quali fiorellini e similari grafismi non c'è traccia nelle
tavole di quest'opera (come del resto nella stragrande maggioranza delle opere
dell'autrice), mentre il tono narrativo varia a seconda dei racconti, scandito
da una lenta malinconia nel primo, più ritmato e tragico nel secondo, variegato
e sorprendentemente ironico nel terzo: una ricchezza espressiva che fa
rimpiangere una volta di più l'assenza quasi totale di Moto Hagio nel panorama dei manga
pubblicati in Italia. Attendiamo fiduciosi il momento in cui quest'autrice -che
assieme a poche altre ha fatto la storia degli shoujo manga- tornerà a fare
capolino nelle librerie del nostro paese: sarebbe bello se fosse con i suoi lavori più importanti ("Thoma no Shinzou", "Umi
no Aria"), ma anche "A-A'" giungerebbe particolarmente
gradita.
"A-A'" è stato ristampato in Giappone nel 1985, nell'antologia "Hagio Moto
Sakuhinshuu Dai 2 ki" (Shougakukan), vol.17.
LA
MANO SINISTRA DELLE TENEBRE di URSULA LE GUIN; 1984; Editrice Nord.
La scrittrice californiana Ursula Le Guin è un'autorevole voce nel campo della
fantascienza: nata nel 1929, nella sua lunga carriera ha pubblicato decine di
racconti, saggi, poesie e romanzi. Del 1969 è "La mano sinistra delle tenebre",
romanzo vincitore del premio Hugo e del premio Nebula, i massimi riconoscimenti
nell'ambito della s-f. In questo libro l'autrice cerca di rispondere alla
domanda: come potrebbe essere organizzato un intero mondo privo della dicotomia
dei sessi? Benvenuti su Inverno, dunque, un pianeta popolato da ermafroditi; qui
solo nel momento dell'amplesso (o in stato di eccitazione) l'individuo sceglie
di essere maschio o femmina. E se un "normale" essere umano -a nome Genly Ai-
fosse spedito su Inverno, per cercare di far entrare il pianeta nella lega dei
mondi, e qui scoprisse una strana creatura, Estraven, talmente affascinante da
portarlo sull'orlo di una crisi d'identità sessuale? "La mano sinistra delle
tenebre" è tutto questo e molto di più. Non può sfuggire il parallelismo tra ciò
che accade a Genly Ai e a Mori in "X+Y", ma più di tutto è l'impressione di una
sensibilità comune alle due autrici ciò che colpisce chi ha letto entrambe
le opere. Tanto che l'analogia tra Ursula Le Guin e Moto Hagio è stata messa in
luce da più voci (Matt Thorn in primis).
LINKS CORRELATI
Ecco un'interessante pagina in italiano che indaga temi e sensibilità della
fantascienza "al femminile" (c'è anche una pagina specifica sulla Le Guin):
She-fi
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