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Benvenuti nella sezione dello
Shoujo Manga Outline dedicata
a "Natsu e no tobira" di Keiko Takemiya. A cura di Emy (review, grafica e html). Vi ricordiamo che prima di riprodurre immagini, testi o html presenti in questo sito e' necessario chiedere il permesso. E' inoltre vietato linkare direttamente le immagini su forum o altro. |
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Titolo: Natsu e no tobira
(La porta verso l'estate)
夏への扉 Autrice: Keiko Takemiya 竹宮惠子
Numero di volumi: 1-concluso Casa editrice: Hakusensha Rivista di serializzazione: Hana to Yume Anno di pubblicazione: 1976 :: Altri
manga dell'autrice recensiti dallo SMO ::
:: Curiosità ::
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Flashback: Francia, un'estate nell'ultimo scorcio del
diciannovesimo secolo. Siamo in un collegio maschile: il giovane Marion è
bellissimo e innocente. Suoi amici più cari e compagni di scuola sono Jacques,
Lind e Claude; i tre sono invaghiti -come molti altri- della bionda Ledania, una
ragazzina timida e bellissima, innamorata però di Marion.
Tutto si risolve in due tavole finali: Marion, nel
tentativo di fermare i duellanti, riceve una pallottola in petto. Nell'ultima
tavola lo vediamo accasciarsi al suolo, mentre i suoi amici corrono per
prestargli soccorso. *Tipo di palma coltivata in Asia, Africa e India, i cui semi hanno proprietà stimolanti e cardiotoniche.
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Settantatré
tavole appena! Tante sono le pagine di questo racconto così ricco di
avvenimenti, personaggi, situazioni. Nel volume sono presenti altre tre storie
brevi (più datate di "Natsu e no tobira"), ma nessuna raggiunge i livelli
dell'opera qui recensita. Certo, narrazione e grafica in "Natsu e no tobira"
sono ancora in rodaggio e difficile è non avvertire il peso della gag di origine
tezukiana, così come difficile risulta negare che il finale improvviso e
affrettato non compensa in pieno (probabilmente volutamente) le aspettative
costruite nella storia. Difficile, nonostante tutto, non sentire l'odore del capolavoro. La forza primitiva delle passioni scorre sotterranea nelle prime pagine, s'impone come schermaglia nelle lotte degli studenti per Ledania, esplode in tutta la sua veemenza nell'incontro tra Sara e Marion, prosegue in crescendo nella disperata ricerca dell'amore da parte di Claude che assale Marion, raggiunge il suo climax nella corsa affannosa che il ragazzo porta a compimento a rischio della vita. Vita che, nonostante tutto, a differenza di un altro più famoso personaggio dell'autrice, Marion non perderà. Si parla in genere di "Natsu e no tobira" come la "prova generale" del capolavoro della Takemiya, il "Kaze to ki no uta" (Il Poema del Vento e degli Alberi -d'ora in poi "Il Poema"-ndr). In effetti ci sono delle similarità: l'ambientazione, innanzitutto (un collegio maschile francese fin de siècle); la giovane età dei protagonisti, tutti adolescenti; l'importanza data all'iniziazione sessuale di uno di essi (come non vedere nella spregiudicata Sara il volto e l'espressione di Auguste Beau? E quale sarà stato l'impatto dell'epoca di fronte a un tema scabroso come una relazione passionale tra una donna matura e un adolescente?); più rilevante di tutto, il fatto che tema portante di quest'opera sia -come per il Poema- la fine dell'adolescenza, qui simbolicamente rappresentata dall'estate. Proprio quest'ultima considerazione induce all'accostamento più suggestivo tra questo breve racconto e il capolavoro della Takemiya: il primo termina con la fine dell'estate ("Eravamo ancora ragazzi... poi venne l'autunno"), il secondo inizia -guarda caso- al principio dell'autunno, quasi dove finisca "Natsu e no tobira" inizi il Poema (questa similarità è anche nei rispettivi anime: la sigla iniziale del Poema sembra il prosieguo dei toni autunnali della sigla finale dell'OAV di "Natsu e no tobira"). Ma sarebbe sbagliato vedere questo racconto solo come un preludio alla sinfonia
del Poema: vive di vita propria ed è perfettamente leggibile autonomamente dal
Poema. La riprova è in quella che si può considerare l'unica scena in odore di
shounen ai di "Natsu e no tobira", che dura due pagine e non è gran cosa
(meglio, in questo senso, la resa nell'anime): Claude assale
Marion, portato
alla disperazione cui l'ha condotto la consapevolezza della sua solitudine,
solitudine determinata anche dal fatto che il ragazzo vive il suo desiderio nei
confronti dell'amico come un peccato e pertanto si consideri un demonio. La
scena, seppur importante ai fini della storia, non ha assolutamente il peso o il
senso che avrebbe in tutt'altro contesto come quello del Poema: in sé non ha
nulla di provocatorio o eversivo, il vero shock visivo il lettore l'ha già
superato quando l'amore tra Marion e Sara è stato consumato, ma certo la stessa
scena viene vista in tutt'altra ottica se si considera che abbiamo a che fare
con l'autrice del Poema! Resta appena da sottolineare il bel disegno, non ancora nella pienezza della sua maturità ma già personale, la bella regia, il ritmo calcolato che accelera di pari passo con la crescita emozionale del lettore, infine la cura data alla caratterizzazione di ogni singolo personaggio: ciascuno, seppur abbia poche scene e battute a disposizione a causa della brevità dell'opera, risulta perfettamente coerente e motivato, quindi credibile. "Natsu e no tobira" è -in conclusione- un gioiellino in cui la Takemiya ha profuso e descritto la forza della passione primitiva e giovanile, e come questa lasci il tempo, scolorando, all'autunno della maturità. Auspicabile un'edizione nella nostra lingua.
Ringrazio Giuseppe De Pasquale e Mela, per avermi
supportato nella parte finale della storia. |
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Ecco qualche tavola tratta dal fumetto. Nella prima Ledania fa la sua
entrata in scena; nella seconda Sara seduce Marion; nella terza Sara e Marion
sono ormai una coppia felice; la quarta e la quinta mostra l'assalto di Claude a
Marion; la sesta è l'ultima tavola del racconto. |
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