LA STORIA

A cura di Livio

Ryusei Kogure è un giovane ragazzo giapponese di 22 anni. Alto e slanciato, lunghi riccioli che gli cadono sulle spalle, va in Francia senza un soldo e senza conoscere una parola della lingua, attratto dalla possibilità di lavorare all’estero e dall’irresistibile opportunità di cambiare vita. La sua vita a Parigi è fatta di espedienti e occasioni da cogliere giorno per giorno, oltre che di persone tra le più diverse che verranno a contatto con lui e che assorbiranno un po’ del suo mondo, attratte dal suo carisma, dalla bellezza, dal suo suo rapporto con la vita o semplicemente dalla sua natura libera.
Come la ricca signora parigina, caduta in depressione, attratta dal suo corpo, dalla sua salute e dalla sua giovinezza, che gli chiede di uccidere per lei il figlio ventenne. O come Kiyoko, la graziosa compatriota che lavora per una famosa attrice, e che sembra avere con lei dei conti in sospeso.
Molti sono i personaggi che tornano nei vari racconti, come la vecchietta vicina di casa, e che ci regalano intermezzi comici e divertenti che stemperano il clima non certo ottimista e gioviale del racconto. Molti infatti sono i personaggi che hanno dei vissuti problematici e che hanno il disperato bisogno di ricostruire la propria vita.
C’è Tomio, un ragazzo omosessuale conosciuto per caso su un treno, e la sua strana vita sentimentale, il suo bisogno di affetto. C’è Machiko, una giovane pittrice che vede in lui l’angelo che cercava per i suoi quadri, e che proverà a immortalarlo in una tela. C’è un barbone, incontrato la notte di Natale... il giro per bevute fatto con lui e il ritorno insieme in una casa, dove una donna era lì ad aspettarlo. E poi i bagni nudo nella Senna, le corse lungo gli sterminati boulevard sotto gli sguardi attoniti dei passanti, nelle rare giornate di sole parigine, i lavori occasionali e l’incontro con Takeshi, che si trova a crescere dei bambini trovatelli con i pochi soldi che racimola con il suo lavoro da tuttofare, e poi il gelo della costa inglese, con il suo cielo plumbeo e straniante. Tanti scorci di vita e di vissuti, esperienze spesso tristi e sguardi amari sull'esistenza, il tutto filtrato dagli occhi ingenui di un protagonista che non fa che prendere la sua vita per quello che viene, e donare un po’ di se stesso a chi ha perduto le speranze, o a chi non ha più negli occhi la sorpresa e l’ingenuità della gioventù.

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