I PERSONAGGI a cura di Emy

 
RosemarineAnche i personaggi secondari trovano il giusto spazio in quest'opera, diventando in qualche occasione addirittura protagonisti. Così un volume intero è tutto per l'appassionata e tormentata storia d'amore tra Aslan e Paiva, i genitori di Serge (lui visconte e lei prostituta): in questo excursus scopriamo che Aslan ha in un'occasione persino incontrato a Lacombrade il giovane Auguste, anch'egli studente del collegio. Ma sono senz'altro i due giovani protagonisti a dominare la scena, come ci ricorda la metafora presente nel titolo (tipica degli anni '70), vero leit-motiv ossessivo, ricorrente per tutta l'opera.
Serge è come un albero, e come un albero mette radici, poiché ha bisogno di fermarsi, di costruire: un albero può certo crescere, una volta trovato il terreno adatto ("Siamo giovani alberi che crescono al soffio del vento" -dirà Aslan Batour a Serge bambino).
Gilbert è il vento, non c'è alcun dubbio: nel manga lo vediamo sempre vagante, in movimento. Come il vento non può certo fermarsi su un solo albero, così Gilbert prosegue la sua corsa infinita, senza fermarsi neanche su Serge, cui pure si sentirà legato più che agli altri. Nonostante i due siano coprotagonisti, e nonostante il Poema sia un grandioso affresco umano, al centro del coro dei personaggi veniamo attratti soprattutto da lui: Gilbert. E' lui il chiodo fisso della Takemiya: delle illustrazioni del Poema, oltre i tre quarti sono a lui dedicati. Con Gilbert e il collegio il Poema inizia, con Gilbert e il collegio il Poema muore. Ma chi è Gilbert? Cosa rappresenta?
Jacques DorenEbbene, per saperlo con sicurezza, bisognerebbe essere giapponesi e bussare alla porta della Takemiya.
Quel che è certo è che questa autrice non ha avuto remore, dipingendo Gilbert, di dipingere attraverso di lui tutte le brutture, le violenze, le aberrazioni dell'animo umano. Scandaglia in profondità il lato più oscuro dell'abisso, e poi lo trasfigura nel volto perfetto di un innocente, eterno, efebico, adolescente. Gilbert non diverrà mai adulto. Rimarrà nella dimensione del sogno, del rimpianto, del desiderio: simbolo del dramma della fine dell'adolescenza, vivo in ognuno di noi, quando varchiamo quella linea d'ombra che separa dal mondo degli adulti. Noi lo lasciamo andare, e rimaniamo con Serge, seguiamo i nostri passi e proseguiamo la nostra vita quotidiana (non senza rivolgere, assieme a lui, un sospiro, di tanto in tanto).

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