Benvenuti nella sezione dello Shoujo Manga Outline dedicata a "Kaze to ki no uta" di Keiko Takemiya.
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 Info
Titolo: Kaze to ki no uta 風と木の詩
Autrice: Keiko Takemiya 
竹宮惠子
Cover Originale 

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 17 -concluso
Casa editrice: Shougakukan (Flower Comics)
Anno di pubblicazione: 1977-1984

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Kaze to ki no uta


 Storia

Serge e Gilbert"Kaze to ki no uta" è senz'altro lo shoujo manga più noto della famosissima (in patria) Keiko Takemiya. È un'opera imponente, che si articola in diciassette volumi ricchissimi di eventi e personaggi. Quella che segue è una sinossi non dettagliata della trama, che tiene conto a grandi linee dei personaggi principali e degli eventi che li vedono coinvolti.

E' l'autunno del 1880 nei pressi di Arles, nella Francia Meridionale.
Una giornata di pioggia investe Lacombrade, il cattolicissimo collegio esclusivamente maschile che comprende le scuole inferiori e superiori. Gilbert Cocteau ha quattordici anni, ha i capelli biondi come l'oro, le labbra rosse come una ragazza: in quella che è una vera e propria scena da antologia della storia del manga, nelle prime pagine dell'opera lo vediamo risvegliarsi al fianco di Proulx, uno degli studenti più grandi, nonché uno dei suoi amanti. Gilbert esce dal letto di Proulx e, dopo un breve tratto superato con fiera andatura, entra nell'ufficio del preside per concedersi senza falsi pudori al maturo capo dell'istituto.
Ma un altro studente sta facendo proprio in quel momento il suo ingresso a Lacombrade: Serge Batour, che, appena arrivato, viene introdotto al cospetto del preside. È così che Serge vede per la prima volta Gilbert, in piedi dietro il rettore del collegio, la camicia ancora sbottonata: la prima impressione che ha di lui non è certo positiva.
Poco dopo Serge conosce il professor Watt: questi, gentile e premuroso, gli dice di essere stato, a suo tempo, amico di suo padre, il Visconte di Batour. Serge informa Watt che suo padre è morto, così come sua madre; il ragazzo perciò è a tutti gli effetti, essendo l'unico erede maschio, il Visconte di Batour, e questo anche se è nato da un matrimonio irregolare: sua madre,
Paiva, era una zingara e una prostituta, di cui il giovane visconte, Aslan Batour, si era innamorato al punto da lasciare titolo e fortuna per vivere con lei una vita semplice, in Tirolo.
Aslan fu a suo tempo anch'egli allievo di Lacombrade, e Serge si trova appunto nel medesimo collegio per seguire le ultime volontà del padre.
Il giovane, nobile di natura e di indole gentile, viene ben presto accettato dai compagni, tra cui si distinguono Carl, il sorvegliante di classe, e Pascal, il sapientone della scuola.
Gilbert e ProulxLe doti di Serge in seguito appariranno palesi: oltre a eccellere nell'equitazione, egli è anche meravigliosamente dotato nell'arte di suonare il pianoforte, come del resto già suo padre prima di lui. Tutto filerebbe nel migliore dei modi se Carl non gli assegnasse come compagno di stanza proprio Gilbert Cocteau.
Gilbert in effetti aveva già tentato, in precedenza, di conquistare il povero Carl, che, scopertosi attratto dall'esperto seduttore, era stato assalito da una serie di dubbi morali. Nella sua incertezza, Carl aveva assegnato a Gilbert un compagno come Serge, ossia un ragazzo retto, moralmente ineccepibile, con la segreta speranza che il giovane dissoluto si facesse da lui ricondurre a una vita più ordinata. Ma le cose non vanno come Carl aveva sperato: Gilbert cerca fin dal primo momento di allontanare Serge, mostrandogli apertamente la sua ostilità. Non sortendo alcun effetto, arriva persino a convincere uno studente delle superiori, Jacques Doren, a sbarazzarsi di Serge, dopo averlo stordito nel sonno, di notte. Però Doren ha in mente un suo piano: dopo aver stordito il compagno di stanza, come stabilito, assale Gilbert per prendersi la ricompensa promessa… è così che l'ingenuo Serge, cui erano state nascoste le abitudini di Gilbert, è costretto a fare i conti con la realtà dei fatti, e nella maniera più drammatica… la stessa notte, svegliatosi all'improvviso, assiste suo malgrado al tentativo di stupro ai danni di Gilbert. Ma il figlio di un conte non si lascia intimorire facilmente: Serge non solo caccia in malo modo Doren dalla camera, ma mette anche in chiaro le cose con il compagno di stanza, fino a quel momento a lui così avverso.
Carl e PascalEcco perciò che nella testolina del "diavolo" di Lacombrade si fa strada un nuovo piano: sedurre il candido Serge. A tal fine metterà in atto ogni astuzia e calcolo sopraffino, tutto pur di raggiungere il suo scopo: smascherare l'ipocrisia di chi, come Carl e Serge, si crede "puro" e onesto. Si instaura così un bel rapporto conflittuale tra il "puro" Serge, tutto volto a sentimenti idealistici, e il diabolico Gilbert, che conosce solo il desiderio dei sensi: questo rapporto corpo/anima stabilirà tra i due, lentamente, un legame fortissimo e indissolubile; legame scandito dai continui tentativi di Serge di ricondurre il compagno a un'esistenza "normale" (dove "normale" non significa "eterosessuale", bensì una vita fatta di rapporti formativi, d'amicizia e di comunicazione col prossimo... ). Gilbert è infatti totalmente incapace di instaurare rapporti col mondo esterno senza il coinvolgimento -totale o parziale- dei sensi: sedurre significa esistere per lui.
Serge (manovrato ad arte da Gilbert) dapprincipio comincia a sentire compassione per il compagno di stanza, per la sua condizione di eterna potenziale vittima del desiderio e delle meschinità di chi vive attorno a loro. Gilbert, difatti, affidato alla tutela dello zio Auguste Beau, famoso poeta, è disprezzato dai compagni a causa delle sue tendenze dichiaratamente omosessuali: tutti ne conoscono le abitudini, ma le tollerano a causa delle cospicue donazioni di Auguste al collegio. La bellezza androgina del ragazzo, però, è tale da non lasciare nessuno indifferente: praticamente al muovere di ogni passo attira sguardi, maldicenze e… sospiri di desiderio.
Il sentimento di Serge per Gilbert matura tra dubbi e incertezze, fin quando, una notte, di ritorno da una gita scolastica, Serge vede il compagno tornarsene a notte inoltrata dopo un incontro con Proulx. Avendo constatato che il ragazzo non ha alcuna intenzione di rinunciare alle sue pratiche, Serge finisce col chiedergli se gli piaccia davvero fare "quelle cose" con Prouxl. Gilbert seduce SergeÈ un'occasione d'oro per Gilbert (a sua volta turbato da Serge più di quanto il suo orgoglio non gli permetta di ammettere), che non solo professa il suo credo (il contatto della pelle, il calore del desiderio che invade il corpo), ma si avvicina a Serge e lo bacia: Serge ne è totalmente sconvolto. Come se non bastasse, durante la notte, vede Gilbert avvicinarsi al suo letto… e sente un profumo dolcissimo. L'indomani l'accaduto sembra essersi dissolto come un sogno… rimane solo il profumo di Gilbert come riprova di quel che è avvenuto nella stanza (*cosa* sia avvenuto di preciso tra i due, non si sa).
Tutto muta con l'entrare in scena di Auguste Beau, tutore di Gilbert: Auguste è un sadico, un esteta della perversione. Egli ha educato il nipote per farne l'incarnazione stessa della sensualità: lo considera perciò come un qualcosa di totalmente suo. Ciò che l'uomo ha insegnato al ragazzo è che il massimo piacere e il massimo dolore sono l'unica realtà, e dare e ricevere piacere e dolore è l'unico modo di amare. In realtà anche il passato di Auguste è denso di ombre nerissime: fin dall'infanzia fu costretto a subire sevizie e stupri da parte di suo fratello maggiore e dei suoi amici depravati… nella sua famiglia, ricchissima, tutti sapevano quel che accadeva ma nessuno faceva niente per impedirlo. In seguito il fratello maggiore, diventato un grasso mercante, sposò la bella Annemarie, ma Annemarie sedusse Auguste: Auguste Beaui due amanti vennero colti in flagrante dal marito di lei, sicché Auguste venne punito duramente (marchiato a fuoco, porterà per tutta la vita una cicatrice sul suo corpo). Ad ogni modo, è proprio in seguito al rapporto tra Auguste e Annemarie che nasce Gilbert.
La sua stessa nascita quindi avviene in circostanze poco chiare, e per questo è immediatamente rifiutato da quella snaturata che si ritrova per madre, la quale avrà sempre un atteggiamento gelido nei suoi confronti. Gilbert nei primi anni della sua vita cresce tra la servitù, ma in seguito è Auguste che, notata la sua bellezza, se ne prende cura.Così Auguste (che con ogni probabilità è proprio il padre di Gilbert, anche se la cosa rimane ambigua) impietosamente lo "educa" fin dalla più tenera età secondo i suoi scopi… non è ancora adolescente, che Gilbert viene stuprato -col consenso di Auguste- da Bonnard, un uomo che in seguito si pentirà del suo gesto e cercherà di aiutare il ragazzo. Lo stupro è vissuto da Gilbert in modo altamente drammatico, ed è l'intervento di Auguste (che passa la notte con lui) che lo salva dalla pazzia. All'età di undici anni, infine, Gilbert entra a Lacombrade per volere dello zio.
Il seguito della storia, comprensivo del finale, è, assieme ad altre immagini e informazioni su quest'opera, nel sito dello SMO a essa dedicato:

Kaze to ki no uta

 

 Considerazioni
Se con il mio povero riassunto sono riuscita a rendere anche solo una pallidissima eco di quello che effettivamente il Poema *è*… allora sono stata molto fortunata.
Ci troviamo qui di fronte a un esempio lampante delle incredibili potenzialità espressive degli shoujo manga: Takemiya sensei ci porta sui binari della letteratura disegnata (è una cosa che teoricamente non si dovrebbe fare, il tradire così consapevolmente un mezzo espressivo, ma la Takemiya ha le carte in regola per farlo, e lo fa in modo sublime!), poiché tutto ci porta oltre il campo degli shoujo e del manga, e forse anche oltre il campo del fumetto, eppure questo è un *fumetto* ed è uno *shoujo manga*, senza ombra di dubbio, dal momento che ne segue fedelmente i codici espressivi. I richiami letterari -e, più in generale, culturali- per un lettore europeo sono, solo a un'occhiata superficiale, infiniti: da De Sade passando per Oscar Wilde, arrivando al "Maurice" di Forster e oltre, prefigurando "Poeti dall'inferno" di A. Holland. Eppure quest'opera ha un'anima del tutto indipendente: una struggente malinconia, una sensazione autunnale, inesprimibile, di decadenza…. che rende necessario un avvertimento. Non lasciatevi trarre in inganno dai disegni, così morbidamente tezukiani! Perché il Poema è un'autentica stilettata al cuore, inflitta con una precisione e una lucidità tali che i cosiddetti "manga neri" riescono soltanto a sognare…

 
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