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Personaggi
MARIO
È un bravo ballerino di danza classica, dalla tecnica eccellente. Ha vissuto in
Belgio prima di trasferirsi a Parigi per lavorare in una compagnia di ballerini.
Stranamente, è l'unico della sua famiglia ad avere i capelli biondi...
RAFFAELLA
È una ragazza dolce, che ha saputo costruirsi un carattere forte nonostante
un'infanzia non troppo felice. Le sue origini, come indica lo stesso nome, sono
italiane. Ama il balletto e riesce sempre a segnalarsi, danzando nella stessa
compagnia di cui fa parte Mario.
LEVI
È uno dei ballerini più importanti della compagnia e divide la stanza con Mario.
È una persona fredda, ma un professionista impeccabile sul palcoscenico.
ANNA
Vive a Roma ed è una donna sola, da quando il marito è morto, anni prima. Voci
dicono l'abbia ucciso lei stessa, nonostante ne fosse molto innamorata...
LA STRADA PER ROMA
Sinossi comprensiva del finale.
Mario è nato a Roma, ma non ricorda nulla della sua infanzia, perché è cresciuto
in Belgio. Nella scuola di ballo cui è iscritto ha sempre interpretato ruoli di
primo piano, si unisce perciò ad una compagnia di danza moderna a Parigi,
assieme all'amico Didi, a Raffaella e Sylvia: tutti e quattro sono emozionati
nel vedere i primi ballerini esercitarsi. Mario, in cerca di un appartamento,
finisce col diventare compagno di stanza di Levi, che è uno dei ballerini più
importanti della compagnia. Levi nota una foto della famiglia di Mario e gli
chiede perché solo lui sia biondo, nella sua famiglia: questi risponde che è
stato adottato da sua zia e da suo marito dopo che i suoi genitori naturali
erano morti.
Mario vuole avere una possibilità di diventare la nuova stella della compagnia,
quando si decide di mettere in scena una moderna versione del "Raymonda" (famoso
balletto tardoromantico, la cui coreografia debutta nel 1898 -Nd Emy).
Mario e Raffaella fanno parte del corpo di ballo; il ruolo di Didi all'inizio è
di poca importanza, ma poi gli viene assegnata la parte del fratello del
principe, personaggio di un certo rilievo. Didi fa un buon lavoro, e anche
Raffaella si fa notare sul palcoscenico.
Dopo lo spettacolo Mario accompagna Raffaella a casa: la ragazza racconta a
Mario di essere nata a Roma e di aver vissuto lì fino ai tredici anni…. Sapendo
che anche lui è nato a Roma, comincia a parlare in italiano. Mario non si era
mai accorto di quanto fosse socievole:
Raffaella
riesce a esprimere i suoi sentimenti con grande facilità quando parla in
italiano. La ragazza racconta la sua storia: dopo che i suoi genitori
divorziarono, fu costretta a trasferirsi a Sherbourg con sua madre. Lì si trovò
in una situazione difficile, perché non era capace di parlare in francese e il
clima era troppo rigido. Mario invece era vissuto a Roma fino all'età di quattro
anni, era stato adottato e poi si era trasferito in Belgio con i suoi genitori
adottivi e le loro figlie: Una e Poo.
Raffaella dice che il cielo è blu e la pioggia è gentile a Roma.
Quando Mario torna a casa, Levi lo avvisa che ci sono state molte telefonate per
lui da parte di Pierre (il padre adottivo di Mario). Questi perciò telefona a
Pierre e viene così a sapere che Simone, sua madre adottiva, è morta: vorrebbe
tornare in Belgio immediatamente, ma non lo può fare finché lo spettacolo è in
cartellone. Mentre è in lacrime, suona il telefono: è Raffaella. Levi le dice
che la madre di Mario è morta: la ragazza allora lo raggiunge per stargli
accanto.
A Bruxelles, Pierre confida a Mario che Anna, la sua vera madre, è ancora viva a
Roma. Una, avendo udito per caso le parole del padre, irrompe nella stanza e
dice: "Come potrebbe essere ancora viva? Abbiamo lasciato Roma a causa sua!"
"Che intendi?" le chiede Mario.
Una grida: "Tutti dicevano che sarebbe stata giustiziata. Ha ucciso un uomo!",
dopo di che esce dalla stanza.
Mario chiede a Pierre chi sia l'uomo che Anna ha ucciso. Si sente rispondere che
quell'uomo era il marito di Anna: Antonio. Aggiunge inoltre che doveva esserci
stato un buon motivo, oppure doveva essere stato un incidente, perché Anna e
Antonio si amavano l'un l'altro.
Una si scusa con Mario alla stazione, mentre questi sta lasciando Bruxelles, e
gli confida quanto lei fosse stata infelice dopo l'incidente. Antonio lavorava
come imbianchino, ma in seguito a una malattia agli occhi era costretto a
rimanere a casa. La gente sospettava che Anna lo avesse ucciso per riscuotere
l'assicurazione: Anna aveva mentito alla polizia, perché, dopo che Antonio era
morto, aveva lavato un mattarello insanguinato e aveva pulito il pavimento, poi
aveva chiamato un dottore e aveva detto che suo marito era scivolato e aveva
battuto la testa contro il tavolo. Rimase in prigione per sette anni. Quando fu
rilasciata, Simone le mandò una lettera e una foto di Mario. Anna rispose che
non voleva più incontrare il figlio, e che Simone non doveva dirgli nulla.
Mario aveva sempre pensato che un giorno sarebbe tornato a Roma. Ma ora che sa
che cosa è successo, Roma per lui è solo il posto dove vive una donna che ha
ucciso suo marito per riscuotere un'assicurazione.
Raffaella lo sta aspettando alla stazione di Parigi. I due ragazzi decidono di
vivere insieme: Raffaella è molto felice di poter parlare in italiano con Mario,
e vorrebbe andare a Roma con lui. Inoltre ottiene un'ottima parte per lo
spettacolo successivo, mentre Mario apprende con delusione che Demi, che è il
proprietario e il coreografo della compagnia, non gli ha riservato un posto di
rilievo.
Raffaella si esercita moltissimo da mattina a sera; un giorno torna a casa
tardi, e, mentre mangia la cena che Mario ha preparato per lei, questi le dice
che vuole parlare con lei in francese, perché non è semplice per lui parlare in
italiano.
La performance di Raffaella ha un buon esito. In una caffetteria, Mario si
lamenta del fatto che non ha ottenuto un buon ruolo. Sylvia lo critica: non ha
senso compiangersi e, se crede di avere del talento, farebbe meglio a darsi da
fare per dimostrarlo. Mario mette in pratica il suggerimento: visto Demi in
studio, gli mostra dei passaggi di cui lui stesso ha curato la coreografia.
Demi, commentando la sua danza, gli consiglia di liberare la sua mente affinché
comprenda ciò che gli pesa. Gli dice anche che deve credere in se stesso e
scoprire ciò che di negativo nasconde nel suo animo.
Mario è geloso di Didi perché è un amico intimo di Demi. Non gradisce perciò che
Didi e Raffaella parlino volentieri tra loro, nello studio delle prove.
Il ragazzo sente per caso i ballerini più anziani dire che Didi sa come tenere
desta l'attenzione del pubblico, mentre Mario sul palcoscenico sfigura
nonostante la sua tecnica sia eccellente: Mario si innervosisce e polemizza con
loro criticandoli apertamente. Raffaella gli dice di non prendersela per quel
che hanno detto, perché tutti sanno che lui è un eccellente ballerino, e
aggiunge che Sylvia e Didi sono sempre stati impressionati dalla sua danza.
Mario le dà uno schiaffo perché non vuole sentirla parlare di Didi, Raffaella
allora lo schiaffeggia a sua volta: dice che suo padre batteva spesso sua madre,
e che lei perciò sperava si sarebbe innamorata di qualcuno che fosse molto
gentile. Gli chiede di non comportarsi male con lei. Lui chiede scusa.
Una notte, Mario si sveglia dopo un incubo: qualcuno gli diceva che non poteva
dire a nessuno il suo segreto e che non poteva credere in se stesso perché era
un bambino abbandonato. Raffaella è preoccupata per lui, lui vorrebbe chiederle
aiuto, ma non può dirle che sua madre ha ucciso suo padre.
Mario sta per danzare nel ruolo di uno dei goblin in "Phoenix". Didi danzerà
nella parte di un principe, ma Demi durante le prove lo tratta con molta
severità, tanto che Didi si abbatte e finisce con l'ubriacarsi, incapace di
tornare a casa sulle sue gambe. Mario lo accompagna a casa. Demi entra nella
stanza e lo ringrazia per essersi preso cura di Didi: Demi aveva una chiave
della stanza di Didi! Mario pensa che non c'è da meravigliarsi che assegni a
Didi delle belle parti. Spera che Didi sbagli nello spettacolo.
Nei giorni seguenti comincia a esercitarsi con molta grinta: "Amo i tuoi occhi
arroganti!" gli dice Raffaella. Lui le promette che non la colpirà di nuovo. La
danza di Didi è migliorata, ma, nonostante Mario volesse che la sua performance
durante le prove fosse superiore, sbaglia e cade prima degli altri. Raffaella
gli dice di non curarsi della caduta, ma lui la schiaffeggia di nuovo.
Poiché le gambe tremolanti non lo reggono, Mario non è in grado di ricominciare
subito a danzare. Quando cerca di tornare nello studio delle prove, vede Levi
abbracciare Raffaella, piangente.
Più tardi, rimasti soli nel loro appartamento, la ragazza dice a Mario che se ne
starà da sola da qualche parte per qualche giorno: Mario s'infuria, e l'informa
che Didi ha una buona parte nello spettacolo perché va a letto con Demi. "Allora
perché non dormi tu con lui?" chiede Raffaella, che è stanca e non sa più cosa
fare. Mario promette che non la picchierà più e che non urlerà più, ma Raffaella
gli fa notare che l'aveva già promesso.
Lui allora cerca di trattenerla, ma lei lo avverte di non avvicinarsi,
opponendosi debolmente con le mani. Mario grida: "Uccidimi, o ti uccido io", e
le afferra la gola. Nella mente del ragazzo qualcuno cerca di fermarlo,
piangendo.
Mario lascia l'appartamento pensando di doversi uccidere. Una macchina sta per
investirlo, ma è Levi, sopraggiunto, a salvarlo. Il ragazzo gli dice: "Ho appena
ucciso Raffaella".
Levi allora lo trascina facendolo tornare nell'appartamento, mentre Mario gli
ripete che sua madre ha ucciso suo padre e che il suo braccio spesso colpisce
qualcuno nei suoi incubi.
Trovano Raffaella viva nell'appartamento: la ragazza ha paura di Mario.
"Tu volevi uccidermi. Mi odi perché parlo in italiano, perché ballo con Levi e
perché ti sto lasciando!" gli urla in faccia.
Mario le dice che è innamorato di lei, ma lei risponde: "Tu non mi ami. Tu non
sai quanto io ti ami perché tu non hai mai imparato ad amare in vita tua".
Levi porta Raffaella nel suo appartamento perché vi passi la notte, e la ragazza
gli dice in confidenza che lei e Mario dovrebbero lasciarsi. Levi allora le
racconta del padre e della madre di Mario, mentre questi decide di andare a Roma
e telefona a Pierre per sapere l'indirizzo di Anna.
Camminando per le strade di Roma per incontrare Anna, che lavora in una casa di
cura, la città gli sembra un vecchio disegno… la luce del sole, i colori degli
alberi e degli edifici sono diversi da quelli di Parigi o del Belgio.
È terrorizzato all'idea di incontrare Anna, ma, se non la incontrasse,
cercherebbe sempre di colpire qualcuno nei suoi incubi per il resto della sua
vita.
È lei che vuole colpire.
Anna lo accoglie in cucina, gli offre del latte e dei biscotti. Dice di non
avere figli, Mario già si pente di averla incontrata.
Ma quando la donna rompe un biscotto dicendo: "Tu ne mangiavi spesso, di questo
tipo di biscotti", il rumore rievoca in Mario dei ricordi. Si alza di botto e fa
cadere una tazza di latte dalle mani.
"Il mio latte e i biscotti… papà stava picchiando… Oh sì, stavo guardando la
tazza rotta in tanti pezzi… il mattarello! Io lo colpisco. Io ho ucciso
Antonio!" le lacrime gli sgorgano dagli occhi.
Anna: Non puoi ricordarti di questo.
Mario: Le mie braccia ricordano. Io ero lì. Ho ucciso Antonio.
Anna: Come potrebbe un bambino di quattro anni uccidere un uomo? Abbiamo avuto
una lite sotto i tuoi occhi. Antonio era ubriaco, mi assalì alla gola. Tu lo
colpisti ai fianchi o alle gambe con un mattarello, piangendo, allora lui cercò
di colpirti. Così ho perso la testa e l'ho colpito ancora e ancora con il
mattarello, fino a quando cadde sul pavimento. Tu mi hai visto colpirlo, i tuoi
occhi erano spalancati.
Mario: Non mi ricordo di questo.
Anna: Ti portai a letto e ti cullai, cercando di calmarti, per circa un'ora.
Quando tornai in cucina dopo che t'eri addormentato, Antonio era morto.
Mario: È stato praticamente un incidente. Avresti dovuto dire che lo avevi
colpito per proteggere me.
Anna: Non volevo che tu ricordassi.
Mario: Non puoi perdonarmi, vero?
Anna: Di che stai parlando?
Mario: Io mi meravigliavo del fatto che tu non volessi incontrarmi e giunsi alla
conclusione che dovevo aver fatto qualcosa per cui tu non potevi perdonarmi.
Anna: Ti sei sbagliato. Semplicemente, non volevo ferirti. Dopo l'incidente eri
troppo shockato per riuscire a piangere o ridere; vomitavi sempre. Avevo sentito
che stavi bene dopo che avevi cominciato a vivere con Simone e la sua famiglia.
È me stessa che non posso perdonare. Io ti ho privato di tuo padre e della tua
vita a Roma. Io ho privato Simone di una vita tranquilla.
Così ho perduto ogni cosa. Va' a casa e dimentica tutto.
Mario: Che vuoi dire con: "Va' a casa?" Non sono forse arrivato a casa, qui a
Roma? Non sono tornato a casa per recuperare Roma? Io ho provato a dimenticarmi
dell'incidente da che lo avevo saputo da Pierre. Ma come potevo dimenticare
qualcosa che una volta avevo visto? Sono tornato qui perché non sono riuscito a
dimenticare. Non fuggire da me. Sono tuo figlio. Mi vuoi abbandonare di nuovo?
Anna: Mario! Sei cresciuto! Eri un bambinetto che portavo sempre in grembo.
Mario: Mamma!
Mario sente di essere finalmente tornato a casa. Trova che Roma e tutto quello
che è successo ora, lì, è prezioso.
Raffaella lo sta aspettando alla stazione, a Parigi. Mario le chiede perché lo
ha aspettato, a dispetto del fatto che Levi è molto più gentile di lui.
Lei non sa rispondere.
Dopo che Mario ha danzato nella parte del goblin nello spettacolo, Demi si
complimenta con lui: "Ben fatto!", gli dice. Mario è sorpreso, chiede a Levi un
commento sulla sua danza. "Era bellissima" si sente rispondere.
Infine chiede a Raffaella perché l'ha aspettato, anche se l'ha fatta piangere
molto. Lei risponde che l'ha aspettato perché anche lui piangeva quando la
faceva piangere.
Nei giorni seguenti Mario cura la coreografia di un balletto per sé e per
Raffaella, e lo chiama "Pietà". Demi la trova interessante: decidono di
rappresentarla per il prossimo spettacolo.
Mario si trova a chiedersi quando lui abbia imparato ad amare. Poi pensa che
probabilmente l'ha imparato nella luce e nell'ombra del suo cammino verso Roma,
dove sua madre vive.
FINE
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in inglese, della sinossi che avete appena letto, nonché altre immagini di
quest'opera.
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