La giovanissima Emura, nata e cresciuta a Kanagawa, ha debuttato nel 1996 a
soli diciott'anni per la casa editrice Hakusensha: a parte "Nanairo no
Shinwa", un primo volume autoconclusivo, "W-Juliet", che prosegue oltre
il 14esimo volume, è la sua unica opera di un certo respiro.
Nonostante sia ancora agli inizi, quest'autrice -il cui vero
nome è celato dallo pseudonimo Emura- ha saputo conquistarsi i favori del
pubblico, che ha premiato il suo talento: "W-Juliet" è sempre ottimamente
piazzato nella classifica degli shoujo manga più venduti in Giappone; in
patria, tra i numerosi gadget, sono stati messi in commercio anche due
drama-CD a questo titolo dedicati e un character book, una sorta di mini artbook
dal prezzo contenuto (1000 yen, circa 10 euro) che presenta al suo interno alcune
illustrazioni a colori e approfondimenti su tutto cio' che fa parte del mondo di W Juliet.
Tutto comincia un giorno in cui una nuova, bellissima studentessa si
trasferisce al liceo: il suo nome è Makoto Amano, ha 17 anni e il suo primo
desiderio è iscriversi al club di drammaturgia della scuola. Poiché è di una
bellezza fuori dal comune, le ragazze le fanno cerchio tempestandola di
domande, quand'ecco che un aitante giovane a nome Ito Miura, leader del club
teatrale, viene in soccorso di Amano, sottraendola alle sciocche importune.
Mostrato a Makoto lo spogliatoio femminile, Ito d'un tratto prende a
cambiarsi: scopriamo che, nonostante sembri decisamente un ragazzo, - così
come lei stessa spiega - in realtà è una *donna*.
Il motivo per cui veste da
uomo lo spiegherà poi: essendo tanto più alta della media (1.75 cm, e
crescerà ancora!) non si trova a suo agio in abiti femminili, anche perché è
cresciuta in una famiglia di soli uomini.
Makoto sembra trovare subito
simpatica la nuova amica e, nei giorni seguenti, ella risalta oltre che per
il suo aspetto, per il suo incredibile talento nel recitare. È così
femminile, che Ito non può che sentirsi attratta (come amica, è meglio
precisare ^^) da lei, in quanto Makoto sembra avere tutto ciò che le manca.
La nuova arrivata è talmente brava che nel club si decide di darle il ruolo
di Giulietta nel prossimo spettacolo, ma a pensarla diversamente è la senpai
Tsugumi, che vuole il ruolo di Giulietta solo per sé, dal momento che così
potrà interpretare una scena romantica con Ito (che invece ha il ruolo di
Romeo: il motivo per cui Tsugumi desidera la scena d'amore con Ito è dovuto
al fatto che quest'ultima è molto popolare tra le ragazze a causa del suo
aspetto mascolino, però Tsugumi in particolare sembra avere in più un
interesse personale non meglio specificato).
Ad ogni modo, Ito e Makoto
vanno sempre più d'accordo ogni giorno che passa, e scoprono di avere più
cose in comune di quanto credevano: Ito vive in un dojo, mentre la famiglia
di Makoto è a capo di una scuola di arti marziali cinesi.
Ito invita l'amica a casa sua e qui le presenta i suoi tre fratelli:
due sono più grandi di lei (e sono anche gemelli), il terzo è più piccolo.
Poiché uno dei suoi
fratelli, maldestro, rovescia dell'acqua addosso a Makoto, questa è
costretta a cambiarsi. Ito esce dalla stanza, consapevole che l'amica non
vuole essere vista dal momento che -le ha confessato- ha una ferita
terribile sulla spalla. Ma Ito commette l'errore di entrare comunque nella
stanza, per darle dei vestiti asciutti: sorpresa delle sorprese, Makoto è un
*uomo*!
Che cosa è dunque accaduto?
Il ragazzo spiega: essendo l'unico
figlio maschio della sua famiglia, egli doveva succedere al padre come
leader della scuola di arti marziali. Ma il suo unico sogno era recitare,
perciò il padre, vedendo il figlio irremovibile, accettò che lui
intraprendesse la carriera di attore a un'unica condizione, e cioè che
Narita (questo è il vero nome di Makoto) avrebbe dovuto trascorrere gli anni
del liceo come una ragazza (è folle -ndEmy).
Se qualcuno avesse scoperto
che era un uomo, allora avrebbe dovuto rinunciare al suo sogno: Narita era
riuscito a iscriversi come ragazza al liceo grazie al potere politico di suo
padre (che è personalità molto influente), ma ormai era stato scoperto da
qualcuno (Ito), perciò ora doveva tornarsene a casa. Ecco però che Ito lo
rassicura: non lo tradirà, anzi l'aiuterà a realizzare il suo sogno!
I due sono felici di essere complici, ma si addensano nubi all'orizzonte: la
senpai Tsugumi, gelosa del ruolo di Giulietta assegnato a Makoto, ha
indagato su di lei e ha scoperto che, con tutta probabilità, *lei è un lui*!
Così pensa bene di smascherarlo, ma il suo tentativo fallisce: Ito e Makoto
riescono a portare a termine lo spettacolo senza problemi.
Tra il pubblico,
c'è anche il padre di Makoto che, seppur saldo nella sua decisione, deve
ammettere che il figlio, nel ruolo di Giulietta, ha dimostrato molto
talento!
E non è tutto... rimasti da soli un momento, Makoto ha modo di
esternare i suoi sentimenti a Ito: una ragazza mascolina e un ragazzo così
femminile possono non essere fatti l'uno per l'altra?
Guardandoli mentre si
baciano alla fine dell'episodio, non si hanno dubbi in proposito.
In seguito
compariranno in scena svariati personaggi: alcuni, come Takayo, fidanzata
ufficiale di Narita "impostagli" dalla famiglia, cercheranno di mettere i
bastoni tra le ruote ai due protagonisti; altri invece, come la simpatica
sorella di Makoto, di professione estetista, cercheranno di aiutarli nel
portare avanti una messinscena (e una relazione) che sembra impossibile
Non tutto funziona perfettamente in questo primo volume: i passaggi iniziali
sono troppo veloci, le battutine ai margini delle vignette quasi invisibili,
al limite della leggibilità.
Se i personaggi secondari purtroppo
difficilmente superano lo stereotipo (la sostanziale non-motivazione di
Tsugumi, ad esempio, è uno dei punti più deboli del manga), quelli
principali (Ito e Makoto) sono la vera forza dell'opera: risultano
irresistibili, così come irresistibile è l' "intesa" tra loro, che cresce
parallelamente all' "intesa" col lettore.
Per quel che riguarda la storia, è
da approvare l'uso del "doppio travestimento" soprattutto per il coraggio
che implica una tale scelta: i rischi di un'operazione simile non erano
pochi, specie per un'autrice giovane.
Eppure, nonostante i difetti di
poc'anzi, Emura supera la prova a pieni voti: la passione e il talento
compensano la scarsa esperienza, ed ecco che "W-Juliet" diventa un'opera che
- pur rientrando nel mero e semplice intrattenimento - si distingue tra tante
altre per la grazia, la convinzione, l'ingegnosità dei meccanismi narrativi.
L'esperienza, del resto, verrà col tempo: non è un caso che la narrazione
migliori sempre di più col procedere della storia.
Per ora, Emura ci delizia
con il suo spirito giocoso e brillante, un'impronta originale che potrà
essere apprezzata indistintamente tanto dai ragazzi che dalle ragazze.
La storia d'amore infatti, anche se importante, non è centrale: centrale è
invece l'azione drammatica degli eventi, l'umorismo delle situazioni, lo
stile grafico un po' acerbo ma già tutto al servizio della narrazione di
questa deliziosa commedia degli equivoci.
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