Benvenuti nella sezione dello Shoujo Manga Outline dedicata a "Yawarakai kara" di Mari Okazaki. 
A cura di Deda (testi), Martina (info e grafica) ed Emy (htm). Vi ricordiamo che prima di riprodurre immagini, testi o html presenti in questo sito e' necessario chiedere il permesso. E' inoltre vietato linkare direttamente le immagini su forum o altro.

 Info
Cover Originale  Cover Francese
Titolo: Yawarakai kara やわらかい殻
Trad: Soffice guscio
Autrice: Okazaki Mari おかざき真里

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 1 -concluso
Casa editrice: Shueisha
Rivista di serializzazione: Bouquet & Cookie
Collana: RMC Comic
Anno di pubblicazione: 2001

:: Il manga in Francia ::
Titolo: Le cocon
Numero di volumi: 1 -concluso
Casa editrice: Delcourt
Anno di pubblicazione: 2005
Pagine: 330 circa
Prezzo : 5.95 euro
ISBN = 2847895973.

:: Curiosità ::
 il volume contiene 6 storie brevi, tra queste, "Tough" e' considerato dall'autrice come il prototipo della sua serie piu' recente, "Suppli" ("Sapuri").


 Storia
Il volume e' composto da 6 storie brevi. Attenzione: nel riassunto e' compreso il finale.

Yawarakai kara
La prima storia, Il Bozzolo, è una storia di hikikomori.
L'hikikomori è un fenomeno comune del Giappone contemporaneo che colpisce molti giovani i quali, ritirandosi dalla società e dal mondo intero, si rinchiudono nei propri appartamenti, a volte nelle loro stanze (nel caso di teenager che vivano ancora con le loro famiglie) per non uscirne nemmeno per i pasti.
Una sorta di eremiti dell'epoca moderna, affetti da male di vivere, che provano terrore anche solo nell'appoggiare la mano alla maniglia della porta.

La protagonista di questa storia vive sola nel suo monolocale, tenendo un contapassi legato alla vita (e considerando come passi anche ogni singolo girarsi nel letto). Resta nascosta sotto le coperte la maggior parte del tempo come un una sorta di bozzolo.

Un giorno alla sua porta si presenta una ragazza, un abitante del mondo esterno, che però era anche una dei precedenti inquilini dell'appartamento ora occupato da lei.
La ragazza le racconta la sua storia, di come quelle quattro mura fossero il nido d'amore suo e del suo ragazzo; di come sentendosi inutile aveva deciso di partire per fare qualcosa della propria vita e andare a studiare all'estero, proprio per non essergli inferiore; di come però tutto ciò che aveva fatto non era stata altro che una menzogna.

Al suo ritorno, non più il suo caro amore ad attenderla, ma una misteriosa ragazza rinchiusa in un bozzolo. Una ragazza che occupa lo spazio che avrebbe voluto rioccupare, tornando al sicuro nel suo piccolo nido d'amore pieno di sogni.

Dopo una lunga conversazione, la visitatrice si sente consolata dalla presenza dell'occupante che le sussurra un "bentornata nel monolocale". E' una notizia al telegiornale a dare una scossa ad entrambe le giovani: la notizia dell'arresto di un pericoloso assassino. La visitatrice crede di riconoscere in lui il suo amore, ma poi si ricrede e pensa "lo vedo ovunque" quindi si decide a lasciare nuovamente il monolocale per cercarlo e dirgli che lo ama ancora. Ed è allora che l'abitante del bozzolo decide di lasciare anche lei il comfort del monolocale per accompagnare l'altra fino alla stazione... tanto l'appartamento sarà sempre là, potrà lasciarlo in ogni momento visto che potrà sempre tornarci.

Sora ni koi suru
La seconda storia Gli Innamorati del cielo... è una sorta di favola fantasy sull'innamoramento.

Due giovani che si cercano, si incontrano spesso all'università, incrociando sguardi e sorrisi... entrambi si sono notati a vicenda. Per qualche misterioso motivo la ragazza sembra restia ad intrecciare una qualsiasi tipo di relazione con lui, come se la cosa fosse proibita o pericolosa.

E' il giovane a decidere per entrambi, nonostante lei gli sfugga, facendole capire come siano legati dal filo rosso del destino (ed usando come metafora visiva una goccia di vino caduta su un tavolo... che tracci un filo tra il suo mignolo e quello di lei).

Nell'intimità della stanza e del momento, viene svelata la verità... i due si sono appena accoppiati e lei ha fame, perché come ogni altra femmina della sua specie deve nutrirsi del maschio o no potrà mettere al mondo la nuova vita appena creata. Creature alate a metà strada tra gli insetti e gli esseri umani... ed è la parte umana a parlare dal cuore di lei, che si rifiuta di mangiare l'essere amato. Entrambi decidono quindi di tagliarsi le ali ed entrare a far parte della società umana, con il loro bambino.

OnePiece
La terza storia Il Vestito è la storia di una perdita.
La protagonista, Momoko, riceve un dono dal proprio ragazzo, un vestito, poco prima della morte di quest'ultimo.
Non potendo superare il dolore, non riuscendo nemmeno a concepire come possibile che qualcuno possa scomparire da un giorno all'altro, la giovane vive perennemente con il vestito indosso senza mai rimuoverlo. Anche se si macchia, lo lava tenendolo indosso; e se fa freddo ci indossa sopra un cappotto.

Ferma, bloccata nel tempo immobile di una clessidra di pietra, la giovane non riesce a percepire né passato né futuro, finché un secondo ragazzo si fa avanti e le spiega che togliendo quel vestito non infrange nessuna promessa, che gli amori sono come i vestiti ed ogni amore rappresenta uno strato.

Dicendole che sul vestito ci starebbe bene una cintura, il giovane spezza l'incantesimo e, finalmente libera, Momoko piange.

Mizu no namae
La quarta storia è Trasparente come l'acqua.
Un'altra storia di isolamento, stavolta mentale. La protagonista va la modella per le mani. Le sue mani sono famosissime e molto usate in pubblicità, ma nessuno nota lei come persona: è trasparente come l'acqua.
Non ha un nome e nessuno sa che è lei, eppure lei è dappertutto perché dappertutto sono le sue mani. Queste sue riflessioni vengono però interrotte da un suo compagno di scuola, che qualche giorno prima l'aveva colpita con una pallonata, che mentre si scusa nota le mani sulla pubblicità e dice "sembrano le tue mani quelle" e la ragazza che non aveva fatto altro che pensare tutto il tempo a come avrebbe voluto far cadere bombe su tutti gli risponde "le bombe, non le farò cadere su di te" e commossa dal fatto di non essere così invisibile come pensava, dà in un pianto dirotto.

Tough
La quinta storia Una Combattente, vede come protagonista una donna in carriera, che non dorme mai, non rientra mai in casa, a volte trascorre anche due giorni e due notti sul posto di lavoro per cercare di fare imporre le sue idee... che non sempre vengon accolte con entusiasmo.
Forse perchè è da tutti considerata troppo giovane, forse perché è donna, forse solo per questioni di "politica" la vita ed il lavoro diventano un tutt'uno e sono come una guerra continua.

Anche nel campo sentimentale, le cose non vanno molto bene, visto che il suo ragazzo non è in Giappone e non riesce a essere sempre presente per lei. Forse nel tentativo di vincere tutte le battaglie non si riesce a spuntarla nemmeno una volta? Che ci si debba concentrare su una cosa alla volta?

La ragazza propone una rottura.. che però non avviene, perché dall'altro lato c'è un altro combattente, un'altra persona per cui la vita è una battaglia e che, nonostante tutto, trova un porto salvo in quella ragazza che, come lui, combatte quotidianamente una vita difficile. La vita è una battaglia, pensa lei, ma sono una combattente e consacrerò la mia esistenza a difendere ciò in cui credo. Sarà una vita dura ma mi piacerà.

Kaze zoushi
L'ultima storia del volume Kaze Zoushi è una sorta di storia di amore ed orrore ambientata in periodo Heian. Un misto tra il Genji e la Salomé di Wilde.
Una giovane principessa si innamora di un giovane galante che però partecipa a feste molto sconveniente ed ha fama di dongiovanni durante un periodo di grandi guerre.

Il castello è sempre più infestato dagli spiriti che si nutrono dei morti. Finché una sera, durante uno di questi banchetti "sconvenienti" al quale era stato invitata anche la principessa, avviene la tragedia. I nemici invadono e trucidano tutti.

La principessa sola ha finalmente la possibilità di posare le labbra su quelle della testa mozza dell'amato, e mentre tutti vociferano che gli spettri che si nutrono dei morti sono apparsi di nuovo... il corpo della principessa ne è infestato.

In un'illustrazione molto in stile Beardsley , la principessa bacia le labbra dell'amato e non si rende conto essa stessa di non essere più in vita o di essere divenuta un mostro essa stessa.

 

 Considerazioni

Molto simili tra di loro ed al contempo diverse queste sei storie che narrano di diversi tipi di solitudine ed isolamento.
Una solitudine che porta a rinchiudersi in un bozzolo, o a restare prigionieri del passato... un isolamento che rende le persone invisibili, o impossibilitate a comunicare l'una con l'altra.

Storie che portano avanti tematiche sociali, presentandoci il mondo del lavoro, della scuola, il vicinato come le cause principali di ciò che una persona diviene. Rinchiudersi in casa o decidere se combattere perennemente se appoggiati al proprio compagno.... rifiutare la società come gli insetti o esserne rifiutati come la modella per le mani... quale sarà la soluzione?

Ci si può isolare da soli o in coppia. I due "insetti" tagliano i ponti con ciò che sono e scelgon una lotta non violenta, mentre la designer ed il fotografo (i due combattenti) vanno avanti con le unghie e con i denti e si spalleggiano a vicenda.
L'isolamento può essere voluto che ci porta al sicuro nel nostro bozzolo oppure imposto dagli altri su di noi, come succede alla modella che diviene trasparente.

Cosa salva da un isolamento se non un'anima affine? Chi conosce la solitudine, riconosce i solitarie e sa con quale parole porsi a queste persone... eppure pare che bastino un gesto o una parola a salvare le persone da questo isolamento. A volte una frase improvvisa e spontanea... e quindi la salvezza viene dall'innocenza. Altre la frase ponderata da qualcuno che osserva con attenzione, e quindi è la saggezza a salvare.

Ed infine l'unico isolamento che non può essere curato è quello della totale alienazione. L'abbrutissement che colpisce la principessa trascinandola nella follia e nell'orrore è dovuto ai dettami della società tradizionale, che non può essere combattuta ma va obbedita.
Hikikomori è dunque un qualcosa che affonda le radici nel passato, non un fenomeno meramente contemporaneo ma che, nella contemporaneità, se preso per tempo può evitare la nascita di "mostri".

Sono storie a volte raccontante con indolenza, altre con rabbia, altre ancora con commozione, queste storie della Okazaki.
Ognuna di esse descritte con stile adatto, molti neri nella prima storia quasi a rappresentare un mondo chiuso. Mentre sono eterei e sognanti i disegni della storia d'amore tra gli insetti.

Un'autrice comunque molto espressiva, che descrive le lacrime come elemento purificatore ingigantendole a dismisura e facendole straripare dagli occhi per alluvionare le gote dei vari personaggi. Un'autrice che usa pannelli sovrapposti, più che vignette, come se il tutto fosse costruito e disegnato su porte scorrevoli da aprire in sequenza.... come una scatola cinese, incastro... un pannello dopo l'altro, uno sotto l'altro, uno dietro l'altro. Tavole non sincroniche, non cronologiche ma diacroniche, dove i tempi si mescolano ma pur sempre seguono un corso generale.

Lo stile anatomico non è sempre perfetto ma comunque molto gradevole e d'avanguardia. Inoltra si registra un notevole miglioramento di quest'autrice negli ultimi anni (anche tecnicamente, non ha più i problemi che aveva un tempo con gambe e mani) esponenzialmente impressionante.

Un volume interessante, ben costruito, da non prendere alla leggera... capace di commuovere ma anche di tirare pugni bassi e sotto la cintura; che punta il dito ai problemi e li fa notare ma non li accusa come piaghe sociali. La Okazaki guida il lettore solo fino ad un certo punto, poi lascia che il lettore decida il resto da sé.

 

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