CONSIDERAZIONI
A cura di Deda
Shutter Love è
una storia intricata e intrigante che ci presenta diverse forme d'amore e uno
strano quadrilatero amoroso, volendo.
Il rapporto Maki-Yumi è molto solido fin da subito e non è solo quello
dell'artista e la sua musa, è un affetto sincero come se ne prova tra migliori
amiche.
Dall'altro lato c'è il rapporto logoro e stanco tra Sai e Asai che si trascina
crogiolandosi in un fastoso passato ormai trascorso... un passato che vedeva Sai
e Asai nel rapporto in cui si trovano ora Maki e Yumi.
E' forse la necessità di riafferrare quella energia volata via che spinge Asai
ad avvicinare prima Maki e poi Yumi. Certo Yumi è solo un gioco, un passatempo,
sebbene la ragazza sia seria nei suoi confronti, e Asai non è del tutto pronto a
lasciare andare Sai... cerca solo energie nuove. Forse Yumi è il riflesso di
quello che lui era in passato per Sai e in qualche modo vorrebbe carpirle
l'energia o semplicemente sfruttarla - usandola cerca forse di comprendere se
stesso e ciò che vuole.
Sai e Maki a loro volta sono gli altri due poli presenti nella storia, anche se
agli antipodi. Sai si è scaricata, si arrabatta, non trova ispirazione, non
trae energia più da nessuna parte e guarda indietro non avanti. Maki è piena di
energie e voglia di fare, ha un occhio immaturo e prende le sue forze dai
mutevoli stati d'animo della sua musa e amica Yumi e, soprattutto, guarda avanti
senza rimorsi e rimpianti: indietro non si torna.
E' uno scontro di "quello che vorrei essere"... io oggi vorrei essere come te
domani, Sai. Io ieri ero come te, oggi, Maki. La scintilla è immediata e la
persona che mette tutto in moto, tentando di sfruttare le tre donne per tornare
a galla, alla fine viene gabbato e lasciato indietro: è proprio lui quello che
non riesce ad andare avanti mentre forse era proprio la persona che più di tutte
desiderava trovare un modo per farlo.
Sai e Maki sono come i due volti di una stessa medaglia: si respingono come
magneti con la stessa polarità, Asai e Yumi sono anch'essi i due volti di una
stessa medaglia... ma Asai è stabile emozionalmente e cinico e quindi i due sono
poli opposti che si attraggono.
Il mascalzone viene gabbato, alla fine e le tre ragazze trovano la forza di
trarre buoni insegnamenti dall'imbroglio dell'uomo.
I disegni della Okazaki sono sempre espressivi e usano un linguaggio del corpo
potente e di grande impatto.
Lo stile non è maturo ma usa bianchi e neri con la prevalenza di una sola
tonalità di grigio per rendere le vignette.
Compone le pagine come quelle di uno scrap book, un libro di foto e ritagli che
solitamente si mette assieme quando si compie un viaggio. Molte delle scritte
sono inserite in lunghe didascalie orizzontali e le vignette si sovrappongono
come le foto di un album.
E' una storia intensa ma scorrevole che fa pensare che forse il vero legame
della trama sia tra le due fotografe con Yumi come filo di connessione.
Emblematica la vignetta in cui Sai e Maki tengono entrambe in braccio una Yumi
avvolta in un lenzuolo, come se fosse un bozzolo.
Di fatto anche Yumi sarà un personaggio che verrà fuori come una farfalla alla
fine della sua metamorfosi dal bozzolo: ne guadagnerà in forza, in scaltrezza,
saprà essere solare quando deve e infuriata quando la situazione lo richiede.
Alla fin fine anche Asai ne trae un suo insegnamento, ciò che vede sui volti
delle tre donne che lo hanno lasciato sono espressioni che in un certo senso ha
scolpito lui. Perché mai l'artista dovrebbe farsi sorpassare dalle proprie
creazioni? Anche lui deciderà di prendere a esempio le giovani e cercare di
farsi strada con le sue proprie forze senza dover necessariamente sfruttare
qualcuno o ricorrere ad altri come sostegno (Sai).