CONSIDERAZIONI

A cura di §Lum§

:: Considerazioni
Nel 1982 nelle sale di tutto il mondo esce il film "Cat people" (in Italia, "Il bacio della pantera"), ramake di un omonimo film del 1942. E' da questo film che Chie Shinohara prende liberamente ispirazione due anni dopo per la sua prima serie lunga. Oltre al tema centrale, la protagonista che si trasforma in un felino, il manga e il film hanno in comune anche l'idea di un'origine genetica della mutazione e della sua poteziale ereditabilità. Questa spiegazione scientifica, totalmente lontana dalle risoluzioni "magiche" di altre opere della Shinohara è il motore dell'intera vicenda, in quanto è la ricerca della professoressa Sonehara, la cattiva della storia, a far sì che tutto abbia inizio.
Da un altro punto di vista, Yami no purple eyes protrebbe essere considerato come il racconto di un'ossessione, perché non può essere definito altrimenti il comportamento della Sonehara. Dopo i primi episodi, in cui le sue azioni possono ancora essere giustificate con il pretesto della ricerca scientifica, si degrada nelle crudeltà pura, quasi alla follia. Temporalmente, il manga si divide in due tronconi netti e distinti, che occupano grossomodo matà dei volumi ciascuna, ma la costante che ritorna sempre è l'ossessiva ricerca del sapere da parte della professoressa.
Di fronte a un tale accanimento Rinko, la protagonista, appare inizialmente una vittima passiva. Il male, l'oscuro che si nasconde dentro di sé è uno dei leit-motiv delle opere della Shinohara, e questa non fa eccezzione. Rinko dovrà imparare ad accettare cosa realmente è, e le conseguenze che le sue azioni possono causare a coloro che ama. La morte di Maiko alla fine del primo volume è la scintilla che accende questa consapevolezza, un avvenimento che la segnerà profondamente per tutto il resto della sua vita.
L'introspezione psicologica però non è certo il fulcro dell'opera, molto più incentrata sull'azione che sull'evoluzione dei personaggi. Non che questi siano macchiette: ma il susseguirsi degli eventi è incalzante, e non lascia molto tempo per riflettere. Il primo volume potrebbe sembrare un po' ripetitivo, con il susseguirsi dello schema "la professoressa insegue e Rinko scappa", ma serve a gettare le basi degli avvenimenti futuri, e la struttura della storia si consolida pienamente nei due volumi successivi, grazie anche all'introduzione di nuovi personaggi che avranno grande peso nell'evolversi delle vicende.
Nel commentare l'aspetto grafico del manga, bisogna ricordare che Yami no purple eyes è pur sempre la prima opera della Shinohara, e questo è evidente soprattutto dal disegno. Il tratto è sempre chiaramente riconoscibile sprecialmente se si confronta con quello di altre autrici agli esordi, ma pecca in pulizia e nitidezza delle linee. La struttura delle tavole è invece sempre d'effetto, e riesce a creare atmosfere misteriose e oscure che si adattano alla perfezione alle tematiche horror della storia.

 

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