CONSIDERAZIONI

A cura di Livio

"Patalliro saiyuki!" è un’opera godibilissima, sotto vari punti di vista. L’irresistibile comicità delle situazioni svolge un ruolo trainante per chi già conosce (e riconosce) i personaggi parodizzati in questo spin-off, e può tuttavia interessare chi non abbia mai avuto nessun approccio con l’irresistibile mondo di Patalliro e della sua stramba corte.
Già dall’inizio ritroviamo gli elementi comico-demenziali tipici di Maya sensei, venendo alternativamente coinvolti dai surreali dialoghi tra i personaggi e - per questa volta - persino tra gli animali (irresistibili le scimmie della foresta che cresceranno con Son-Goku…), i quali si lanciano in ardite citazioni che vanno dagli anime al cinema, dalle leggende giapponesi alle band visual, in un crescendo di situazioni al limite del surreale e perfettamente sintoniche con la serie storica.

Anche qui troviamo i personaggi della serie principale, con le loro manie e le loro personalità: Son goku (Patalliro) prova una attrazione irresistibile verso le monetine luccicanti (e un solo bagliore può portarlo indiscriminatamente a gettarsi da una rupe piuttosto che da una cascata, per poi scoprire magari che l’agognato oggetto della sua caccia era solo un tappo di birra…), per non parlare poi della consueta infornata di bishounen: Genjou Sanzou Hooshi, messaggero dell’imperatore della dinastia Tang, al quale Son Goku si affida come discepolo; l’imperatore di Shakyamuni, ovvero Bancoran (che altri non è se non bishounen killer… *_*), il tutto in un crescendo di situazioni deliranti e esilaranti, con richiami shounen-ai e la macchietta di Maya-sensei stesso, il quale fa da narratore esterno.

Graficamente, “Patalliro saiyuki!” rispetta lo stile di disegno classico di “Patalliro!”, pertanto le tavole spiccano immediatamente per l’eleganza e l’incisività grafica di Mineo Maya, il quale conferisce ai suoi personaggi un fascino tipico delle stampe ukiyo-e giapponesi, in una bidimensionalità fatta di raffinate textures, eleganti volute e linee sempre morbide e rotonde, una grafica sognante e fluttuante, che i più nostalgici non potranno fare a meno di notare ed apprezzare.

Qualche commento sull’edizione francese. Il manga è pubblicato in una edizione fedelissima all’originale, davvero lodevole. La foliazione, la brossura, la carta, la stampa, la qualità generale insomma è pregevole e assolutamente in linea con i tankoubon giapponesi (ed in generale con le decantate edizioni francesi…). Le traduzioni sono piuttosto ben fatte, anche se a mio giudizio sarebbero risultate efficaci in tal senso maggiori note esplicative, magari con brevi accenni alla mitologia orientale (da cui trae ispirazione il Saiyuki) e dei profili dedicati ai personaggi della serie ufficiale… non escludo che la lettura sarebbe risultata meno ostica e più godibile ai più, data l’alta quantità di citazioni e di riferimenti che rendono ancora più interessante la serie.
Ultima nota…il manga è pubblicizzato, dalla casa editrice J’ai lu, come uno shounen manga… viene da domandarsi come abbiano potuto inserire il bollino shounen sulla costoletta del fumetto, dal momento che la medesima casa editrice pubblica manga per categorie shoujo, umoristici, avventura… tutti generi che sicuramente rispecchiano più di “shounen manga” la reale categoria di appartenenza dell’opera , la quale è inconfutabilmente uno shoujo in piena regola e miscela sapientemente al suo interno azione, avventura, comicità, sensualità.
Una triste approssimazione, che però non mina la qualità oggettiva di una edizione che, si spera porti presto dietro di sé quel mirabolante Patalliro! che da anni fa sognare il Giappone, o almeno altri spin-off od opere dello stesso autore.


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