Titolo: Patalliro Saiyuuki! パタリロ西遊記!
Trad.: Patalliro, viaggio verso Occidente
Autore:
Mineo
Maya 魔夜峰央
:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 8 -concluso
Casa editrice: Hakusensha
Rivista di serializzazione: Melody
Anni di pubblicazione: 2000 - 2004
:: Il manga in Francia ::
Titolo: Patariro, le voyage en occident
Casa editrice: J’ai lu
Prezzo: 5,80 € per volume.
: Anime ::
Numero di episodi: 26
Anno di produzione: 2005
Regista: Kenichi Maeshima
Produzione: Magic Bus
Recentissima
è la trasposizione animata di “Patalliro saiyuuki!” che, a differenza del manga
di riferimento, è purtroppo ancora inedita in occidente. Prodotta da Sasaki
Rika, Kato Hisashi e Ono Asako, per la regia di Kenichi Maejima, presenta la
struttura episodica tipica degli anime a sfondo comico-umoristico (vedi Lamù -
Urusei Yatsura): gli episodi sono di 10 min. circa ciascuno, e riprendono
piuttosto fedelmente gli episodi della originale versione cartacea, gag
comprese… unico neo dal punto di vista della sceneggiatura, il fatto che salti a
piè pari quasi la totalità del primo volumetto del manga originale… tralasciando
così l’apprendistato di Son Goku, l’amicizia con le scimmie, il viaggio in
zattera verso l’ovest e tutti i divertenti episodi che fanno da prologo ai
capitoli più “avventurosi” della vicenda.
Tecnicamente, l’anime rispetta la media delle produzioni seriali di questo tipo:
disegni piuttosto veloci, colori “televisivi” e brillanti (che – ahimé - non
solo stonano con lo spirito originale dei disegni, ma tolgono qualsiasi
personalità ai personaggi, che diventano delle bamboline pronte per essere
stampate su furoku e zainetti per la scuola…), regia piuttosto efficace seppur
non brillante, qualche accenno (piuttosto invadente, peraltro) di computer
graphic. Sigle di apertura e di chiusura vivaci e decisamente “j-pop”, di facile
presa.
Serie televisiva nella media, quindi, piacevole, divertente e con sprazzi di
genialità (ma questo a motivo dell’OTTIMA materia prima a cui attinge…), ma
purtroppo lontana anni luce dalla splendida serie televisiva degli anni 80,
quella dello storico “Patalliro!”, che non vantava animazioni fluide o scenari
sempre diversi, che non godeva di una regia dinamica e accattivante, ma che
possedeva un fascino e una grazia comune a ben poche altre serie, una colonna
sonora assolutamente impareggiabile, un doppiaggio ben più consono alle
personalità dei protagonisti, una regia consapevole delle limitazioni che il
lavoro televisivo comportava ai tempi, ma sempre all’altezza dell’opera
originale. Dulcis in fundo, una memorabile sigla di chiusura da lacrimoni grossi
così….
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Il riassunto che segue fa riferimento a “Patalliro saiyuuki”, pubblicato in
Francia con il titolo di “Patariro – le voyage en occident”. Esso è
contemporaneamente parodia della serie originale e della leggenda dello
scimmiotto di pietra (saiyuki), popolare in oriente e ispiratrice di
numerosi manga, tra i quali ricordiamo il celeberrimo Dragon Ball.
La storia prende spunto dalla mitologia buddista, e si svolge all’epoca in
cui l’intero globo era diviso in quattro continenti, rispettivamente regime
del nord, del sud, dell’est, dell’ovest.
Nella città di Ao-Lai, nel continente orientale, sorge un imponente monte,
“dei fiori e dei frutti”, sulla cui cima un miracolo è in procinto di
svelarsi…vi è infatti nascosto un prezioso “uovo di diamanti”, nutrito per
secoli dall’energia del cielo e della terra. Un fulmine scuote la terra,
colpisce la cima del monte, dalle cui crepe l’uovo è finalmente pronto a
fuoriuscire e a schiudersi nella foresta…. Al suo interno vi è la “scimmia
di pietra”.
Nella foresta, Son Goku viene soccorso da un branco di scimmie, che presto
lo riconosceranno come proprio capo. Passano così le sue giornate, divise
tra cibo, sonno, cibo, sonno…finché non decide che è giunto il momento di
aspirare all’immortalità, e decide di recarsi (a bordo di una zattera…)
presso il regime dell’ovest. Lì si attuerà il suo apprendistato come
discepolo del grande saggio Soubodhi, dove dimostrerà una capacità di
apprendimento sorprendente e disarmante: Son Goku è finalmente pronto per
tornare nel continente orientale, dalle compagne scimmie, non più come re ma
finalmente come saggio.
A bordo della sua magica nuvola volante solcherà i mari, ma al ritorno nella
caverna lo aspettano delle brutte sorprese…durante la sua assenza, un
malfattore ha invaso la grotta della cascata: si tratta del “Demone
devastante”, il quale ha manipolato attraverso la sua magia le scimmie della
foresta e gli déi loro amici, in modo da assoggettarli alla sua schiavitù e
imporsi come re.
La lotta inizia, e l’esito vede trionfare Son Goku, rendendolo di nuovo il
re incontrastato della foresta.
Ha inizio da qui una serie di avventure esilaranti, che vedono scontri
improbabili tra Son Goku e perfidi demoni dalle fattezze mostruose o al
contrario, sensuali e aitanti, bellissimi bishounen, ai quali si associa
durante il viaggio, in una lettura personale e scanzonata della celebre
leggenda dello scimmiotto di pietra.
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"Patalliro
saiyuuki!" è un’opera godibilissima, sotto vari punti di vista.
L’irresistibile comicità delle situazioni svolge un ruolo trainante per chi
già conosce (e riconosce) i personaggi parodizzati in questo spin-off, e può
tuttavia interessare chi non abbia mai avuto nessun approccio con
l’irresistibile mondo di Patalliro e della sua stramba corte.
Già dall’inizio ritroviamo gli elementi comico-demenziali tipici di Maya
sensei, venendo alternativamente coinvolti dai surreali dialoghi tra i
personaggi e - per questa volta - persino tra gli animali (irresistibili le
scimmie della foresta che cresceranno con Son-Goku…), i quali si lanciano in
ardite citazioni che vanno dagli anime al cinema, dalle leggende giapponesi
alle band visual, in un crescendo di situazioni al limite del surreale e
perfettamente sintoniche con la serie storica.
Anche qui troviamo i personaggi della serie principale, con le loro manie e
le loro personalità: Son goku (Patalliro) prova una attrazione irresistibile
verso le monetine luccicanti (e un solo bagliore può portarlo
indiscriminatamente a gettarsi da una rupe piuttosto che da una cascata, per
poi scoprire magari che l’agognato oggetto della sua caccia era solo un
tappo di birra…), per non parlare poi della consueta infornata di bishounen:
Genjou Sanzou Hooshi, messaggero dell’imperatore della dinastia Tang, al
quale Son Goku si affida come discepolo; l’imperatore di Shakyamuni, ovvero
Bancoran (che altri non è se non bishounen killer… *_*), il tutto in un
crescendo di situazioni deliranti e esilaranti, con richiami shounen-ai e la
macchietta di Maya-sensei stesso, il quale fa da narratore esterno.
Graficamente, “Patalliro saiyuuki!” rispetta lo stile di disegno classico di
“Patalliro!”, pertanto le tavole spiccano immediatamente per l’eleganza e
l’incisività grafica di Mineo Maya, il quale conferisce ai suoi personaggi
un fascino tipico delle stampe ukiyo-e giapponesi, in una bidimensionalità
fatta di raffinate textures, eleganti volute e linee sempre morbide e
rotonde, una grafica sognante e fluttuante, che i più nostalgici non
potranno fare a meno di notare ed apprezzare.
Qualche commento sull’edizione francese. Il manga è pubblicato in una
edizione fedelissima all’originale, davvero lodevole. La foliazione, la
brossura, la carta, la stampa, la qualità generale insomma è pregevole e
assolutamente in linea con i tankoubon giapponesi (ed in generale con le
decantate edizioni francesi…). Le traduzioni sono piuttosto ben fatte, anche
se a mio giudizio sarebbero risultate efficaci in tal senso maggiori note
esplicative, magari con brevi accenni alla mitologia orientale (da cui trae
ispirazione il Saiyuuki) e dei profili dedicati ai personaggi della serie
ufficiale… non escludo che la lettura sarebbe risultata meno ostica e più
godibile ai più, data l’alta quantità di citazioni e di riferimenti che
rendono ancora più interessante la serie.
Ultima nota…il manga è pubblicizzato, dalla casa editrice J’ai lu, come uno
shounen manga… viene da domandarsi come abbiano potuto inserire il bollino
shounen sulla costoletta del fumetto, dal momento che la medesima casa
editrice pubblica manga per categorie shoujo, umoristici, avventura… tutti
generi che sicuramente rispecchiano più di “shounen manga” la reale
categoria di appartenenza dell’opera , la quale è inconfutabilmente uno
shoujo in piena regola e miscela sapientemente al suo interno azione,
avventura, comicità, sensualità.
Una triste approssimazione, che però non mina la qualità oggettiva di una
edizione che, si spera porti presto dietro di sé quel mirabolante Patalliro!
che da anni fa sognare il Giappone, o almeno altri spin-off od opere dello
stesso autore.
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