CURIOSITA'

A cura di Emy

Anatolia Story VS Ouke no Monshou

*Warning: possibile spoiler*

In un'intervista ufficiale comparsa qualche anno fa sul sito della Shougakukan, Chie Shinohara (autrice di Yami no Purple eye, del "Sigillo azzurro" e di "Anatolia Story") confidava tra le righe che quando fu dato alle stampe "Anatolia Story" lei temeva che il pubblico avrebbe messo la sua opera in relazione con "Ouke no Monshou" della Hosokawa.

In effetti "Ouke no Monshou" era già famoso quando Anatolia nel 1995 esordì nell'edizione in tankoubon e non pochi sono i parallelismi tra le due opere; il set up del primo volume è molto simile, visto che in entrambi i titoli la protagonista viene trascinata in un mondo del passato, dopo essere stata introdotta la sua vita nel tempo che le appartiene: scuola, famiglia e un abbozzo di love story destinato a non durare (in entrambe le opere c'è un bacio tra la protagonista e quello che se fosse rimasta nel suo mondo sarebbe probabilmente diventato suo fidanzato). Nei volumi successivi continuano i parallelismi: sia Yuri che Carol sono destinate a occupare un posto di rilievo nella storia dei popoli di cui diverranno regine, essendo le compagne dei rispettivi sovrani. Entrambe sono considerate alla stregua di divinità, dal momento che utilizzeranno le conoscenze dei loro secoli di appartenenza, più avanzate rispetto a quelle dei popoli antichi. Entrambe vivono una storia d'amore bella ma tormentata, entrambe risentono dello shock culturale in quanto l'ambiente in cui si ritrovano a vivere nel passato è comunque più primitivo e meno ricco di problematicità morale rispetto quello cui sono abituate. Entrambe riscuotono l'attenzione e l'ammirazione di quasi tutti quelli che incrociano la loro strada, vengono rapite e concupite da più di una testa coronata. Divertente anche il parallelismo da questo punto di vista: Carol ama il faraone d'Egitto ma sarà desiderata dal re degli Ittiti, viceversa per Yuri.

Però l'opera della Shinohara sa distaccarsi da "Ouke no Monshou" e vivere di vita propria: a differenza di Carol, Yuri pur desiderando inizialmente di ricongiungersi ai suoi cari, sceglie poi di rimanere accanto a Mursili e non ritornerà più al suo secolo di appartenenza. Invece Carol praticamente va e viene tra i due periodi storici e si ritrova a vivere quasi una "doppia vita", in quanto ogni volta che si ritrova in uno dei due periodi storici si dimentica -o ha vaghi ricordi- di ciò che ha vissuto "dall'altra parte". Inoltre, le scene erotiche: quelle disegnate dalla Shinohara, essendo "Anatolia Story" un'opera degli anni novanta, sono ben più calde e vicine al gusto moderno che non quelle idealizzate e abbozzate della Hosokawa. Carol e Yuri dal punto di vista psicologico all'inizio sono abbastanza simili, ma Yuri rispetto a Carol mostra piano piano di essere meno bidimensionale, ha un ruolo assolutamente più attivo della passiva Carol, talvolta ridotta a icona da damigella in pericolo o da salvare. Yuri è dinamica, cavalca e guida l'esercito in guerra. Carol non è priva di iniziativa personale, ma non arriva a tanto. Il pantheon dei personaggi di "Ouke no Monshou" è più ricco di quello di "Anatolia Story", vista anche la lunghezza del primo, quasi il doppio del secondo, ma il cast dei personaggi secondari è meglio caratterizzato nell'opera della Shinohara. Ultimo ma non ultimo: "Anatolia Story" ha saputo trovare e raggiungere una degna conclusione e l'autrice non si è arenata sfruttando un successo che oramai, vista la notorietà del titolo, era assicurato.

Concludendo: pur essendoci (è innegabile) delle analogie, infine sono due opere che pur trattando lo stesso genere (il romanzo storico) sono animate da un diverso respiro e riescono a vivere ognuna di propria autonomia.

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