CONSIDERAZIONI
A cura di Deda
Kanata
Kara e' un manga semplice e delicato che sembra partire come una comune
avventura in stile "ragazza dei giorni nostri finisce nel passato o in un
mondo parallelo per un qualche misterioso motivo". Nonostante queste
premesse cosi' comuni a tanti altri manga del genere (vedi Anatolia Story
o Fushigi Yuugi), e' lo svolgimento del tema stesso a essere trattato con
estremo tatto e originalita'. L'incontro di Izark e Noriko, che pare voluto dal
destino, e' in realta' spiegato ben presto dal fatto che tra i due esiste un
legame ben preciso. Quindi nulla e' lasciato al caso. Noriko sviluppa un
imprinting per il suo salvatore fin da subito ma non ne resta affascinata, ne'
se ne innamora seduta stante... anzi, impara a conoscerlo bene prima di amarlo.
Cosi' come impara la lingua, commettendo anche errori divertenti (che in alcuni
casi mettono anche in imbarazzo Izark davanti ad altri personaggi), studia gli
usi e costumi e cerca di adeguarsi al mondo che la circonda... allo stesso modo
osserva il suo accompagnatore, impara a conoscerne il cuore, il dolore, il
pensiero e a capirlo anche quando non dice nulla. Prima ancora di scoprirsi
indispensabili, l'uno per l'altra, Izark e Noriko sono assuefatti l'uno
all'altra e cio' forse a causa del legame quasi simbiotico che si sviluppa fin
da subito tra i due: essendo Noriko "il risveglio" e Izark "il
demone del cielo"... i due sono telepatici, comunicano e si vedono anche se
a grande distanza, e trovano tutto cio' perfettamente normale (ha ha).
L'introduzione di altri personaggi, che portano avanti o spiegano la situazione
politica dei paesi che la coppia si trova a visitare, sono spesso non solo il
contorno ma anche il sostegno dei due protagonisti. Noriko non e' molto
intelligente ma e' pratica, non e' mai lagnosa ma si commuove, e' taciturna ma
quando parla dice sempre la parola giusta... sa come prendere Izark e
guidarlo... e Izark da guida diventa, invece, quello che segue.
I ruoli si scambiano, quando alla forza fisica di Izark si contrappone quella
morale di Noriko. Ed e' quindi Izark a sviluppare alla fine dipendenza da Noriko
(cosi' come Noriko era stata totalmente dipendente da Izark all'inizio della
storia). Da lei trae coraggio, la forza di andare avanti, la voglia di sorridere
anche quando forse non si potrebbe farlo, la speranza di riuscire a comprendere
e sconfiggere una profezia che li vedrebbe distrutti se continuano a restare
insieme.
Nonostante la storia si allunghi un pochino nel finale, non scade mai nel noioso
ne' nel deludente. Questo e' dovuto soprattutto al fatto che la Hikawa e' una
narratrice soave e ti fa sentire parte della 'famiglia' del gruppo dei
personaggi. Ovviamente il focus principale restano sempre Noriko e Izark... ma
spesso e' "Izark e Noriko: come li vedono gli altri"... il che offre
un punto di vista davvero interessante, nonche' spunti narrativi davvero
originali.
Kanata kara non e' una storia di avventura, non si puo' dire abbia grandi
crescendo, sebbene alcuni volumi abbiano dei cliffhanger che danno palpitazioni
(e non si vede l'ora di prendere in mano il successivo per accertarsi che i
nostri beniamini Izark e Noriko stiano bene)...
I due protagonisti sono personaggi estremamente umani, positivi, anche nei loro
difetti.
Noriko e' debole e fa della sua debolezza la fonte del suo coraggio... Izark
invece e' un temerario che puo' essere sconfitto da una sola paura: perdere
Noriko.
Nonostante sia, fondamentalmente, una storia d'amore il centro del fumetto...
non e' mai melenso, esagerato, sdolcinato. I due protagonisti non sono persone
di grandi parole o di gesti esagerati... sono dei timidi, sono poco loquaci,
sono profondamente legati da una grande affinita'... non hanno bisogno di grandi
effusioni o frasi mozzafiato. La parola giusta viene sempre detta al momento
giusto e, come e' giusto che sia, i momenti giusti sono rari.
Questo rende Kanata kara un manga molto elegante, sobrio e al contempo intenso e
incredibilmente delizioso.
Ad accentuare questa sensazione di sogno fantastico sono i delicatissimi disegni
della Hikawa. Il tratto leggero, dinamico quando serve, ma espressivo e luminoso
nei momenti di pace, e' adatto allo stile della storia e la abbellisce.
Le tavole sono ariose, semplici, chiare... di grande respiro. Il mondo
fantastico creato dalla Hikawa e' credibile, ben costruito, semplice... cosi'
vicino eppure... cosi' lontano.
Ma cosi' lontani non vogliamo restare noi lettori, da questa opera tanto
deliziosa... e non riusciamo a decisamente e restarci... perche' sono Noriko e
Izark stessi, con le loro personalita' ad attrarci ed e' Kyoko Hikawa stessa a
tirarci nella storia, col suo stile narrativo semplice e amichevole che sembra
quasi dare il benvenuto a ogni pagina... e a parlarci da molto vicino!