|
Capitolo I
Yukiko è cresciuta un po' all'ombra della sua bellissima madre Marie che,
spesso, la vessa (anche se senza cattiveria alcuna) e dalla personalità un po'
bizzarra. Yukiko, che al contrario è una persona molto rilassata, sopporta con
pazienza perché, tutto sommato, è molto legata a sua madre e sa di essere amata
incondizionatamente. L'equilibrio di questo allegro duo si spezza quando la
mamma di Yukiko si ammala di tumore e, come conseguenza, decide di vivere la sua
vita appieno, senza preoccuparsi troppo del domani: si sposa.
Di punto in bianco presenta un giovane marito: Ken Ohashi - ex host di
professione e aspirante attore.
Per Yukiko non ci sono dubbi, questo Ken vuole fregare la sua mamma. Non solo ha
tre anni meno di lei, ma è anche incredibilmente servile, sembra svampitissimo e
molto superficiale e dalla sua ha soltanto un fascino incontestabile.
Ma perché un ragazzo tanto giovane che ha solo la bellezza si dice innamorato di
una donna che ha superato i cinquant'anni?
Be', un po' alla volta Ken rivela cosa lo attira in Marie: come lui è
appassionata di film di samurai, come carattere è molto più giovane di molte
ragazze incontrate sino a quel momento pur essendo una persona matura.
Il suo ragionamento quindi è: è davvero difficile incontrare qualcuno che
condivida in tutto e per tutto i tuoi stessi gusti. Inoltre quando l'ha
incontrata per la prima volta all'host club presso il quale lavorava (dove Marie
è stata trascinata con forza dalle amiche per festeggiare la sua pronta
guarigione), la donna si è subito presentata come una persona molto particolare.
In risposta ai complimenti per la sua bellezza aveva ricevuto non il classico
"Ma non sono più tanto giovane!" ma un nettissimo "Non sono affatto bella!", una
reazione da adolescente con qualche complesso. Questa franchezza ha colpito
tantissimo Ken che si ritiene fortunato di aver trovato una donna con simili
qualità.
Alla fin fine Yukiko si vede sconfitta su tutti i fronti: è ovvio che la madre è
felice, che Ken è la persona giusta per lei, che è un ragazzo con tante buone
qualità e senza secondi fini.
Rosa dalla gelosia e a malincuore ma con grande coraggio Yukiko annuncia alla
madre e al di lei marito che andrà a vivere altrove, con un suo innamorato, e
che lascia quindi ai due campo libero.
Marie si è tagliata i capelli che Yukiko tanto ammirava e che riteneva una sorta
di legame (avendo anche lei fatto crescere i capelli come la madre... per
pigrizia!)... cambio di look che rende contento Ken ma non la ragazza che vede
come la voglia di ricominciare sia più forte di qualunque cosa nella madre,
rendendosi conto del fatto che la sua presenza in quella casa è zavorra emotiva.
A malincuore Yukiko prepara i suoi bagagli e confessa a Ken il suo dispiacere
per aver perso l'affetto totale della madre: "lei è sempre stata là per me, solo
per me".
"Lo so - risponde Ken - ma io mi sono innamorato di lei. La amo davvero."
E Yukiko risponde: "E' per questo che me ne vado."
Ken lascia il posto a Marie che con un ultimo abbraccio e senza dire una parola
saluta e ringrazia la figlia con quel solo gesto. Del resto le due si sono
sempre intese a meraviglia e continueranno a farlo per sempre.
Capitolo II
Nel secondo capitolo fa il suo ingresso un amico di Ken, protagonista della
storia, che racconta delle sue disavventure da docente universitario con una
studentessa... un po' intraprendente ai suoi amici: Marie, Yukiko, il suo
compagno e Ken riuniti a tavola per cena.
A ogni pasto, durante il quale i cinque si ritrovano, il povero Izumi si trova a
raccontare nel più profondo imbarazzo un nuovo episodio di aggressione sessuale
da parte della sua studentessa.
Il poverino è disperato: non solo la ragazza non è il suo tipo ma sa che la cosa
potrebbe costargli il lavoro. Tuttavia non riesce a trovare il modo per
respingerla, vuoi perché teme un atto avventato da parte di lei, vuoi perché la
situazione è troppo bizzarra per poter ragionare a mente lucida.
Lo strano rapporto tra docente e studentessa prosegue per diverso tempo. Dai
racconti di Izumi è chiaro che la ragazza soffra di gravi complessi di
inferiorità (per cui non vuole essere toccata, baciata, abbracciata o andare
fino in fondo... vuole solo dare piacere al partner). Si ritiene immeritevole di
amore, crede fermamente che l'unica qualità che si ritrovi siano i suoi due
grandi seni e continua a blaterare concetti che palesano una sorta di masochismo
e autocompiacimento.
Izumi, tuttavia, si rivolge sempre più spesso agli amici e confessa che, forse,
la ragazza inizia anche a piacergli. E' allora che Marie suggerisce un modo per
vedere se la relazione può passare al livello superiore. Izumi, il giorno
seguente, blocca la ragazza sul nascere e, senza farsi mettere le mani addosso,
le propone di andare a vedere un film la domenica successiva.
La sua proposta è talmente gentile... che viene scaricato.
Izumi era decisamente troppo cortese, troppo preoccupato dei sentimenti della
giovane per accorgersi che la ragazza non cercava salvezza alcuna, voleva solo
qualcuno da amare... qualcuno che la maltrattasse.
Capitolo III (prima parte)
Wakabayashi è una ragazza molto accomodante.
Talmente accomodante da sembrare perfetta. Non fa discriminazioni di sorta, non
trova difetti in nessuno, ama tutti ed è disponibile fino all'inverosimile
quando si tratta di aiutare gli altri.
Ma Wakabayashi, per quanto bella e perfetta, è ancora single. Aveva un fidanzato
all'università seriamente intenzionato a sposarla ma la sua eccessiva gelosia
(stando almeno a quanto ci dice la nostra cara Yukiko raccontandoci un po' del
passato della sua cara amica) aveva rovinato tutto. Inoltre Wakabayashi non
aveva avuto più il tempo materiale di cercare una storia d'amore avendo
trascorso molti anni a prendersi cura del nonno malato.
La zia di lei quindi decide di organizzarle degli appuntamenti combinati (omiai)
per presentarle dei probabili candidati. La ragazza si trova sempre a rifiutarli
tutti, per un motivo o per un altro finché non le viene presentato un
giovanotto, vittima di un incidente che l'ha lasciato claudicante e paralizzato
al fianco destro, che mostra una sensibilità e una bellezza interiore
impressionante. Proprio quello che tutti vorrebbero che la ragazza scartasse,
perché storpio, perché presentato alla zia con l'inganno, perché tutti in
famiglia sanno quanto possa essere accomodante la ragazza... desta invece il di
lei interesse.
Capitolo IV (seconda parte)
Nella seconda parte del capitolo ci viene presentata un po' meglio la famiglia
di Wakabayashi: la sorella divorziata è appena tornata ad abitare in casa dei
genitori; la madre di lei fa pesare alla figlia divorziata il fatto che la
sorella stia cercando marito in fretta e furia per lasciarle spazio in casa. Ma
è soprattutto il nonno ad apparirci come vera e propria guida e fonte di
certezze per la giovane. Il nonno che in punto di morte, dopo aver visto il muro
di Berlino crollare, rinnega tutto quello in cui aveva creduto fermamente e che
lo aveva persino fatto finire in galera. Un nonno marxista che le diceva sempre
di non fare discriminazioni, di trattare tutti in maniera egualitaria, di non
avere preferenze... e che alla fine della sua vita ammette che è lei la sua
preferita, più dei suoi stessi figli lui la ama e la adora!
Raccontando di queste cose con l'uomo col quale esce, Wakabayashi ne ottiene una
risposta meravigliosa: è grandioso riuscire a cambiare idea e mettersi in gioco
così avanti negli anni. Ammettere le proprie colpe... meraviglioso!
La donna si trova a pensare che anche l'uomo è davvero meraviglioso, forse
troppo e chiede quindi a Yukiko: si può amare qualcuno più di chiunque altro al
mondo?
Le consegna anzitempo il regalo per le sue prossime nozze e ammette: io non
posso farlo. In fondo l'amore è anch'esso una forma di discriminazione, io non
riesco a non trattare tutti allo stesso modo.
Una sera Yukiko riceve la telefonata da un'altra amica che le chiede se ha
ricevuto la lettera di Wakabayashi. Non riuscendo a fare discriminazioni, la
nipote del marxista è diventata suora.
E Yukiko si trova a pensare che sicuramente, in quel momento, la donna avrà
finalmente trovato quella serenità che sotto sotto le era sempre mancata nello
sguardo.
Capitolo V
Questo capitolo vede come protagoniste tre ragazze con lo stesso sogno: la
parità tra uomo e donna in casa e fuori. Una delle tre ragazze è ovviamente
Yukiko che, dopo essersi sposata, si rammenta delle sue due più care amiche
delle medie e decide di scrivere loro un messaggio per riallacciare i rapporti.
Le amiche le tornano alla mente proprio per i discorsi che facevano su come
l'uomo e la donna dovessero lavorare insieme in casa e fuori, dividersi i
compiti e portare avanti la famiglia in due invece di far pesare il tutto sulle
spalle della moglie.
La storia poi si sposta sulle due amiche di Yukiko che, alla fine delle medie,
finiscono nella stessa scuola mentre Yukiko trasloca. Una delle due, quella più
femminista, sogna di diventare scrittrice o addirittura editrice, l'altra è più
timida e riservata ma crede fermamente che l'impiego statale possa darle la
sicurezza di cui ha bisogno.
In realtà man mano che passa il tempo, proprio la più femminista finisce col
commettere l'errore di voler cercare l'uomo che si curi di lei, si occupi di
tutto e la lasci a casa a fare la casalinga mentre l'altra, non riuscendo a
passare un test, finisce invece per diventare una donna in carriera casualmente
in una casa editrice. Nonostante cerchi di spronare l'amica a far qualcosa della
sua vita ("Non volevi scrivere? Ti posso aiutare io!"), ciò che riceve è sempre
una risposta disfattista. Alla fine anche loro due si perdono di vista e
finiscono con l'incontrarsi tanti anni dopo. L'ex femminista è ora una felice
casalinga e nonostante la vita travagliata ha avuto infine la fortuna di trovare
un bravo marito che la ama e la accudisce, l'altra porta avanti la sua carriera
e pondera sul passato e sulle cose che dicevano e sognavano... infine rendendosi
conto che, in tutti quegli anni, non si era mai effettivamente accorta di quello
che accadeva all'altra (i problemi in famiglia che l'avevano costretta a fuggire
di casa giovane e a rendersi indipendente e le difficoltà che questa scelta
aveva portato, incluso un certo cinismo e la disillusione più totale).
Tornando a casa trova la lettere di Yukiko che le racconta in breve di come si
sia appena sposata e di come le cose vadano avanti sebbene con difficoltà.
Yukiko parla di come lei e il marito si dividano i compiti, nonostante tutto, e
conferma quindi che le cose di cui parlavano da ragazze non erano sogni
sciocchi, erano fattibili e per i quali bisogna continuamente lottare per le
donne che verranno dopo di loro.
Una lettera che fa sciogliere in lacrime la donna in carriera, la quale
consolandosi si trova a pensare: una di noi ci è riuscita!
Capitolo VI
L'ultimo capitolo si concentra sul rapporto contrastato tra Marie e sua madre e
come Yukiko lo vede. Marie è stata cresciuta in un certo qual senso sempre
criticata e sottomessa ("Sei brutta, hai i denti in avanti"...), sempre
schiacciata dal peso di una madre severa che pareva preferirle il fratello
minore. Questo l'ha fatta crescere con non pochi complessi riguardanti il suo
aspetto fisico, nonostante Ken continui a ripeterle che è bella.
Yukiko pensa allora al rapporto vissuto come figlia di Marie che si sfogava
certo con lei, spesso e volentieri, ma che l'ha sempre appoggiata e non le ha
mai fatto pesare alcun difetto fisico né del carattere... persino quando Yukiko
aveva preteso di mettere un kimono che le sarebbe stato inevitabilmente male
viste le sue spalle quadrate (qualunque madre in quel momento se ne sarebbe
forse venuta fuori con un bel "Te lo avevo detto!",ma Marie le aveva fatto i
complimenti e le aveva detto di indossare il kimono con orgoglio).
Alla fin fine, incuriosita da questo strano atteggiamento della nonna, Yukiko
decide di affrontare il discorso con l'anziana signora che, invece, ammette di
amare molto sua figlia. Il motivo di tanta severità derivava dalla presenza di
una ragazza vanesia a scuola con lei, distaccata e crudele. Una ragazza snob che
amava guardare tutti dall'alto in basso con un sinistro "hi hi" sul volto.
Dopo essersi sposata e aver avuto Marie la nonna di Yukiko si era dimenticata di
questa compagna, ma un giorno aveva cucito un bellissimo vestito rosa per la sua
figlioletta che ai complimenti di una passante aveva risposto con un inchino, un
ghigno e un "hi hi".
La cosa l'aveva fatta agghiacciare e, per non farla diventare vanesia e crudele
come quella sua compagna, la nonna di Yukiko aveva iniziato a essere severa nei
confronti della figlia.
Nonostante tutto, questo comportamento non era stato compreso da Marie, perché
non le era mai stato spiegato e quindi al funerale della bisnonna, dove la nonna
si scioglie in lacrime, Marie ammette: guarda come piange, quella vecchiaccia,
io non verserò nemmeno una lacrima per lei.
Yukiko invece ha una visione completa della storia, finalmente comprende come e
quanto possano influire le decisioni delle madri sulle figlie e magari anche di
come con le migliori intenzioni si facciano i danni peggiori. Andando a visitare
Marie, una sera, e paragonando la sua vita con lei con la vita che Marie ha
vissuto con la madre le dice: fattene una ragione perché ho intenzione di
piangere come una fontana al tuo funerale.
E Marie risponde semplicemente: hi hi.
|
Se si potesse riassumere con una sola parola la sensazione che lascia la lettura
di un'opera di Yoshinaga Fumi, quella parola sarebbe: gratificante.
I suoi manga sono gratificanti. La Fumi non è il tipo da tirare in ballo
personaggi stereotipati o che non conosce profondamente. Ogni suo personaggio ha
vita autonoma; è vero quanto il nostro vicino di casa coi suoi pregi e i suoi
difetti e difficilmente si contraddice o tradisce la sua natura.
Nel mettere insieme le sue storie corali la Fumi dispone i suoi personaggi come
pezzi di un puzzle dividendoli per colori prima di accingersi a mettere insieme
il tutto. Mentre li divide ne approfitta per descriverceli e presentarceli come
si deve. Come succede sempre nei puzzle, i pezzi non sono solo viola o solo blu,
capita che un pezzettino di viola si trovi in un pezzo a prevalenza blu e
l'autrice approfitta di questi elementi di contatto usandoli come transizione
per passare alla storia successiva e presentarci il seguente caso umano.
Le storie di "All My Darling Daughters" possono essere quindi lette tutte
separatamente e il microcosmo avrebbe un suo senso; quando vengono raccolte
tutte insieme ecco che il cosmo si espande (facendo vergognare anche il
cavaliere dello zodiaco più coriaceo) e ci mostra un universo intero in tutto il
suo splendore di astri rilucenti.
Perché usare Yukiko per raccontarci la storia di Marie, descriverci Yukiko
presentandoci le sue amiche, usare Marie per analizzare i problemi
comportamentali di sua madre, è un modo sagace di mettere al lettore un paio di
occhiali che filtrino quel punto di vista, per il momento, per poi provarci che
i punti di vista e gli occhiali, a volte, sono limitati, rotti e il mondo è ben
più complesso di quel che appare.
La gratificazione finale sta nel fatto che non solo con poesia e leggerezza
questa donna riesce a dar vita a uno spaccato quotidiano fuori del comune e
tuttavia probabilmente più normale di quanto non pensiamo, ma nel fatto che alla
fine sappia sempre tirare le somme e chiudere la cornice riportando il tutto
laddove era cominciato.
Come un Haiku, giunti alla fine di "All My Darling Daughters", si potrebbe
ricominciare a leggerlo per vederlo ovviamente con gli occhi onniscienti di
colui che oramai le verità di questa storie le ha viste tutte perché gli
occhiali dei personaggi li ha indossati tutti, i punti di vista li ha analizzati
e vissuti sulla pelle uno dopo l'altro e quindi ora ha un'idea di come debba
suonare il coro dopo aver ascoltato le singole voci.
La gratificazione sta nel pensare che ah! c'è un motivo per tutto e ah! che modo
sottile e divertente di pormelo sempre sotto il naso e non farmelo vedere per
poi sbattermelo in faccia alla fine.
Yoshinaga Fumi ha un grandissimo senso dell'umorismo. Le situazioni presentate
sono a volte ridicole, se non ridicolizzate, o semplicemente, innocentemente,
buffe e casuali come può essere casuale scivolare su una buccia di banana.
In pratica le sue storie sono sagaci, ben costruite, corali, mai contraddittorie
e buffe... cosa si può volere di più da un manga?
Per quanto riguarda il disegno, c'è chi tra i più dovrebbe forse necessitare
qualche pagina di assestamento per abituarsi allo stile della Fumi. Tuttavia le
sue tavole essenziali, composte, nitide, pulite, sono tutt'altro che rigide o
inespressive (pur nel loro minimalismo). Il dettaglio non è assente ma è usato
sapientemente, gli ambienti diventano teatro, palcoscenico e restano fissi
mentre si animano di gag ed eventi sempre in moto. E' per contrasto, tra
l'ambiente fisso e la variazione dei comportamenti dei personaggi, che notiamo
il moto della storia, lo svolgersi del plot, l'arco dei personaggi.
Il tutto è costruito sempre come una barzelletta con fulmen in clausola nel
finale. Il crescendo climatico è spesso anche visivo e poi si rilassa in
quell'ultima vignetta che dice proprio proprio tutto e fa sospirare un bel: ah!
Che lettura gratificante!
Per farla breve, Yoshinaga Fumi con i suoi due titoli più famosi ("All my
Darling Daughters" e "Antique Bakery") non dovrebbe mancare nella libreria di
nessun amante dei manga... e non pensiate che le opere minori siano per questo
meno meritevoli, anzi.
Qualunque cosa prendiate darà sempre quella sensazione di storia gratificante,
che riempie e soddisfa, questo perché la natura di Yoshinaga Fumi pervade anche
le sue opere più vecchie. Ma se proprio dovete iniziare da qualche parte
iniziate da "All My Darling Daughters" per poi passare senza dubbio alcuno ad
"Antique Bakery"... e buona lettura. |