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Capitolo
1
Ci troviamo nel corridoio di una scuola superiore alla fine della lezioni, e
un’insegnante sta salutando i propri studenti. Uno di essi sbatte
inavvertitamente in lei facendole cadere la carpetta che teneva in mano da cui
escono fuori alcuni documenti. Tra questi, la professoressa nota un domanda di
ritiro dalla scuola da parte di una certa Midori Wakatsuki, che proprio in quel
momento sta innaffiando le rose nel giardino della scuola. Ad un tratto smette
di fare ciò in cui era impegnata e corre via fuori dalla scuola.
Nel frattempo un ragazzo appena arrivato in città ferma un taxi per andare alla
torre di Tokyo presso cui ha un appuntamento con un amico, ma improvvisamente la
ragazza di prima, Midori, lo prega di farle prendere il taxi insieme a lui
poiché anche lei deve recarsi alla torre. Sebbene alquanto perplesso il ragazzo
accetta.
Durante il tragitto Midori è persa nei propri pensieri, in cui qualcuno le dice
che per quanto provi a scappare è tutto inutile poiché non ha nessun posto in
cui andare.
Arrivati alla torre, il ragazzo le fa notare che è stato piuttosto imprudente da
parte sua chiedere a uno sconosciuto di camminare insieme a lui e che poteva
anche essere rapita, ma lei gli risponde con decisione che anche se fosse
successo sarebbe stata una buona cosa, davanti allo sguardo stupito del ragazzo.
Insieme guardano il paesaggio dalla torre e parlando si scopre che il ragazzo è
appena arrivato da San Francisco e Midori, nel sentire ciò, dice che anche a lei
piacerebbe andare lontano, in un luogo che assomigli al paradiso. Il ragazzo non
può fare a meno di notare che questa sua volontà di andare in un qualunque altro
posto diverso da quello non è certo un atteggiamento positivo.
In quel momento arriva l’amico con il quale aveva l’appuntamento che lo chiama a
gran voce e apprendiamo che il nome del ragazzo insieme a Midori è Tokio.
L’amico lo prende in giro ricordandogli che è venuto in città non per flirtare
ma per cercare la sorella, data in affidamento all’età di 8 anni e gli porge la
foto. Dopo averla guardata capisce che si tratta proprio di Midori che però non
è più lì!
Capitolo 2
Di
ritorno a casa, Midori va subito in camera sua e comincia a preparare lo zaino
come per andarsene ma la madre, che la chiama Reika, se ne accorge e la prega di
non farlo un’altra volta, dicendole anche che ha saputo dalla scuola che ha
presentato domanda di ritiro.
Midori la tranquillizza dicendole che si trattava solo di uno scherzo
all’insegnante arrivata da poco.
Rimasta da sola in camera, si ferma a guardare una foto che ritrae lei, sua
madre e suo fratello in un tempo passato, ricordando il momento in cui è
arrivata nella sua nuova famiglia che però ha cominciato a chiamarla Reika, ma
ricorda anche la mano di qualcuno che dalle tenebre sembra volerla afferrare.
Tokio, il fratello, nel frattempo ha fissato un incontro col padre adottivo di
Midori, che gli dice chiaramente che non ha nessuna intenzione di ridargli la
sorella in quanto non ricorda neanche più di avere un fratello e ormai fa parte
della loro famiglia.
Tokio però riflette sul fatto che l’hanno adottata per prendere il posto della
loro figlia morta, e che il giorno in cui l’ha incontrata non sembrava affatto
felice.
Capitolo 3
A
scuola Midori sta parlando col giardiniere del fatto che le rose di quel
giardino siano bellissime ma anche bisognose di molte cure, ma lui le risponde
che è bello essere circondati da cose meravigliose come quelle e che ce la mette
tutta per fare questo “regalo” agli studenti.
Nel frattempo Midori nota che una sua compagna ha gettato qualcosa in un
contenitore. Dopo aver controllato capisce che si tratta di un quaderno con gli
appunti di qualcun’altro. Lo restituisce al proprietario dicendo chi era stato a
gettarlo ma non la prendono sul serio, anzi le rispondono che si trattano solo
di calunnie perché la ragazza che sta accusando è popolare per essere gentile e
premurosa con tutti e che la sua è solo invidia perché è riuscita a fare
amicizia solo col giardiniere. Midori allora risponde orgogliosamente che
preferisce avere per amico il giardiniere piuttosto che delle persone ipocrite
come loro. L'unico compagno di scuola che silenziosamente supporta Midori è
Yoshitaka Hashiba.
Midori torna a casa col programma di scappare via ancora una volta ma il
fratello adottivo le entra in camera e chiudendo la porta a chiave le dice che è
inutile che provi a fuggire perché non avrebbe altro posto in cui andare, e
comincia a farle delle avances.
Nel frattempo Tokio, il fratello biologico, è sotto casa con l’intento di
parlarle per sapere se in quella famiglia si trova davvero bene, ma i genitori
adottivi non vogliono farlo entrare.
Midori capisce che suo fratello è venuto a prenderla e riesce a liberarsi dalla
presa del ragazzo e va via insieme a lui, gridando alla madre che non è la loro
figlia Reika.
Capitolo 4
Tokio porta Midori a casa sua, dove li aspetta il fratello adottivo di Tokio che
provvede subito ad andare dalla famiglia di Midori a chiedere che affidino la
ragazza al fratello biologico. Tokio dice a Midori che ha affittato quella
grande casa per vivere insieme e d’ora in avanti non dovrà più preoccuparsi di
rivedere la sua famiglia adottiva.
Il fratellastro di Tokio, di ritorno da casa di Midori, riferisce che alla
richiesta di affidamento i suoi genitori non hanno fatto alcuna resistenza, per
cui ne deduce che devono averle fatto qualcosa di spietato visto che non
vogliono affrontare il caso in tribunale.
La diffidenza di Midori e il suo carattere chiuso però la portano a non fidarsi
completamente neanche del fratello che da parte sua continua sempre a
rassicurarla dicendole che quella è la sua nuova casa in cui ha sognato da
sempre di vivere insieme alla sua cara sorellina, e che non deve più
preoccuparsi di nulla. Le parole di Tokio riescono finalmente a infondere
coraggio a Midori, che, dopo aver deciso di ritirarsi da scuola, vi ritorna.
Capitolo 5
E’ tempo di ricevimento dei genitori a scuola, e Tokio vi si reca in quanto
tutore di Midori. L’insegnante gli fa sapere che pur avendo voti eccellenti, non
ha ancora deciso cosa fare del suo futuro ma Tokio le risponde che preferisce
non metterle fretta in quanto capisce che ha bisogno dei suoi tempi e dei suoi
spazi. Midori lo guarda piuttosto stupita.
In privato l’insegnante riferisce a Tokio che durante la scuola media la ragazza
ha rifiutato di tenere ogni tipo di colloquio e che hanno scoperto essere
claustrofobica, ma per qualche ragione si rifiuta di chiedere aiuto ormai da
tempo, per cui gli consiglia di tenerla d’occhio.
Dopo il colloquio Tokio porta Midori in un salone di bellezza per tirarle un po’
su il morale. All’uscita dal salone prendono l’ascensore ma vi rimangono
intrappolati dentro per un guasto. A quel punto Tokio si ricorda
dell’avvertimento della claustrofobia di Midori datogli dall’insegnante, e cerca
di aiutarla come meglio può, ma sembra che Midori nell’evocare alcuni ricordi
d’infanzia spiacevoli sia ormai andata in panico!
[Fine Primo Volume] |
"Eden
no Hana" (Il fiore dell’Eden), una delle due serie lunghe di Yuki Suetsugu, come
un’altra sua opera, “Promise”, affronta tra gli altri aspetti il delicato tema
delle molestie sessuali in ambito familiare, mettendo a nudo i sentimenti e le
paure della protagonista che, oltre a questo problema, deve anche convivere con
la consapevolezza di essere stata adottata da una famiglia che voleva
“rimpiazzare” il vuoto lasciato dalla morte della figlia. Una famiglia in cui
Midori, la protagonista, non riesce per ovvi motivi a sentirsi parte integrante,
meditando costantemente di fuggire non appena ne abbia l’opportunità.
La tematica su cui fa perno la storia è certamente lugubre ma la Suetsugu riesce
comunque a bilanciare questa sua prerogativa adducendo a volte anche siparietti
piuttosto comici che rendono dunque l’atmosfera nel complesso meno tetra e più
“leggera”, e ciò è dovuto maggiormente all’entrata in scena del fratello
biologico della protagonista che porta una ventata di freschezza sia nella
storia in sé che ovviamente anche nella vita di Midori.
La
caratterizzazione dei personaggi è ben fatta, in quanto descrive
approfonditamente pensieri e paure di essi.
Ciò che “tocca” più il cuore nell’analisi delle loro emozioni è la diffidenza
della protagonista nei confronti del mondo intero. Anche quando il fratello
verrà a salvarla dal suo macabro e ingrato destino, lei non riuscirà comunque ad
aprirsi del tutto a lui, per quanto si sforzi di farlo. Ma la propria fierezza e
l’orgoglio le permettono di affrontare a testa alta qualunque tipo di situazione
in cui venga a trovarsi, non di secondaria importanza gli episodi di scherno da
parte delle compagne dovuti al suo atteggiamento giustamente scostante e
diffidente.
I disegni sono molto piacevoli da guardare, il tratto è fluido e pulito mentre
gli sfondi non sono particolarmente curati ma quantomeno funzionali alla storia.
La struttura delle tavole è ordinata tanto da rendere diverse pagine
un’illustrazione da ammirare, specialmente nelle scene-chiave in cui sembra
quasi che l’atmosfera rarefatta e suggestiva delle tavole debba uscire da esse.
In conclusione, Eden no Hana è senz’altro un titolo di valore in cui il delicato
e complesso tema che affronta viene gestito in maniera sapiente: una pièce quasi
poetica ma non per questo esageratamente edulcorata.
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