CONSIDERAZIONI

A cura di Deda

Shuri e Sarasa (Clicca per ingrandire!)Basara fu creato da Yumi Tamura nel lontano 1990, sebbene i disegni non fossero del tutto "ortodossi" o "gradevoli", insomma i classici disegni da shoujo manga: fu la trama avvincente e la splendida introspezione psicologica dei personaggi a decretare il successo della serie.
Le vicende interessantissime di questo shoujo manga, che venne giudicato dai fans uno dei manga coi finali più mozzafiato e soddisfacenti della storia, riscosse molto successo anche tra lettori di sesso maschile per via dei suoi risvolti fantasy ed avventurosi.

Nonostante il primo impatto col disegno possa lasciare una cattiva impressione, le tavole sono ben bilanciate, leggibilissime e mai confusionarie, il che rende una storia di per sé già infinitamente accattivante, ancora più godibile.

Il lettore viene risucchiato dalla vicenda fin da subito ed è quasi impossibile mettere giù il volume fino a fine lettura.
Basara vanta un crescendo continuo di colpi di scena che spezza letteralmente il cuore del lettore in due: da un lato abbiamo Sarasa che, assumendo l'identità di Tatara, si fa carico di un destino più grande di lei e che cerca vendetta contro il Re Rosso, la causa principale della morte di suo fratello e della completa distruzione della sua famiglia.
Dall'altro c'è Shuri, il Re Rosso in persona, perseguitato da un destino al quale sta cercando disperatamente di sfuggire ed al quale non si può certo fare una colpa per il suo agire in maniera quasi crudele e spietata.
Shuri, con le sue visioni, i suoi ideali di un paese unito, in pace e verdeggiante ci pone davanti al dilemma della necessità di un conquistatore implacabile, o di un dittatore, per il bene futuro di una nazione sgretolata ed in balia di troppi Signori (quasi a riflettere la storia del Giappone feudale coi suoi Daimyo e Shogun e le guerre di conquista dei tempi di Oda Nobunaga).

Ma fin dove si può spingere l'ambizione di un conquistatore e qual è l'altra faccia della medaglia, quella che guarda verso i soggiogati e le piccole pedine sacrificabili per il bene dei più?
E' qui che entra in ballo la figura di Sarasa/Tatara e del suo piccolo villaggio, considerato un villaggio di ribelli, che in realtà anela allo stesso sogno ma non condivide gli ideali del Re Rosso ed i suoi mezzi.
Nessuna delle due fazioni resta mai troppo a lungo dalla parte del torto o da quella della ragione, fino ad arrivare ad un punto tale che ci si domanda se mai ci sarà possibilità di concedere il perdono, dopo tanto dolore inflitto.

Nelle vesti di Tatara, la protagonista infligge dolori immani a Shuri uomo ed in quelle di Sarasa lo consola. Come Re Rosso, il protagonista appare spesso cinico e calcolatore ma come uomo è sempre gioviale e generoso.

Il tema del perdono, assai centrale nella storia, è affrontato in maniera magistrale: considerato che, nonostante tutto, Shuri e Sarasa continuano ad amarsi e considerato che, nonostante tutto, Tatara ed il Re Rosso continuano a farsi del male scatenando una faida infinita… è proprio il "nonostante tutto" a giocarla da padrone.
Messi i pro ed i contro sui piatti della bilancia, quanto si è disposti a perdonare agli altri per il male inflittoci quando a nostra volta ne abbiamo inflitto molto? Ma soprattutto, siamo disposti a perdonare noi stessi per il male inflitto alla persona amata?

Questa peculiare coppia di nemici ed innamorati non fa che rincorrersi, sfiorarsi, incontrarsi, condividere avventure, e perdersi in un intreccio fitto e misterioso.
Attraversando metà della serie, ignari della vera identità l'uno dell'altra, cercandosi come Shuri e Sarasa e combattendosi come il Re Rosso e Tatara, si amano e si odiano con intensita', quasi a dimostrare che odio ed amore sono le due facce di una stessa medaglia.

Nonostante la drammaticità di alcune vicende, la comicità di altre crea un mix a dir poco perfetto e bilanciato. Gioia e disperazione, amore e dolore condiscono questa serie a dir poco epica, dalla struttura impeccabile e quasi mai noiosa.

Anche i comprimari non sono trattati superficialmente: le loro vicende incidono fortemente sulla vicenda generale e lo svolgersi della trama. Insomma, personaggi dai mille risvolti e dalle mille sfaccettature, sempre affascinanti coi loro pregi e difetti. Personaggi che, se sbagliano, sbagliano alla grande e accettano le conseguenze dei loro errori con grande coraggio.

Con l'intrecciarsi delle vicende amorose di Shuri e Sarasa e l'acuirsi del duello tra Tatara, il figlio del destino, ed il Re Rosso che detesta ogni profezia, ben presto i lettori si trovano persino ad adorare lo stile di disegno peculiare ed espressivo di Tamura sensei, conquistati talvolta dal fascino di Shuri, altre dalla misteriosa figura di Ageha, altre ancora dai colori sgargianti delle illustrazioni, poste in formato orizzontale ad abbracciare l'intera copertina del volume (di modo che sul davanti si potesse ammirare un'immagine che come una storia ti conduca ad ammirare il retro del volume).

Insomma, Basara è un manga che fino all'ultima pagina tiene col fiato sospeso in dubbio sul destino dei protagonisti, trascinando il lettore in una suspense sempre crescente e senza mai deludere nelle risoluzioni.

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