Titolo: Basara バサラ
Autrice:
Yumi Tamura
田村由美
"Basara" e' lo spirito di liberta' che nega la vecchia autorita' e trascende
tradizioni e costumi. L'origine della parola e' "vajra" e significa diamante.
:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 27, conclusa
Casa editrice: Shogakukan (Flower Comics)
Rivista di serializzazione: Betsu-comi
Anni di pubblicazione: 1991-2000
Nel 1998 la serie e' stata ripubblicata in formato bunko, per un totale di 15
volumi.
Curiosità ::
*Insieme a "Hana yori dango" e "Anatolia Story", Basara è stata tra le più
vendute in Asia, nonostante la lunghezza della serializzazione.
*Oltre alla particolarità della veste grafica, alla trama avvincente,
l'ambientazione fantasy originale e ai molti altri pregi di questa serie, c'è
anche il fatto che il finale si trova non nell'ultimo volume, bensì nel secondo
capitolo del venticinquesimo volumetto.
Tanta la popolarità del manga che i successivi due volumi raccolgono storie
brevi scritte successivamente, spesso e volentieri dedicate ad Ageha o ad altri
personaggi secondari, o addirittura agli stessi protagonisti del manga ma in
un'ambientazione quasi contemporanea.
:: Anime
e Merchandising ::
Merchandising: Basara Artbook I - Honoo (1998); Basara Artbook II - Daichi
(1998). Sono usciti numerosi CD con parti recitate e musiche dell'anime, e
alcuni romanzi scritti con la collaborazione di Shigi Yoshida, editi da
Shogakukan.
Tra il 1997 e 1998 e' uscito "Basaran", doujinshi in quattro volumi realizzato
da Yumi Tamura che presenta delle storie fuoriserie di Basara in versione
comica.
Ecco la scheda dell'anime:
Numero di episodi: 13 (serie TV)
Prima trasmissione: 1998
Produzione: KSS Films, SunTV
Direzione: Noburu Takamoto
Character design: Shimizu Keizou
Note: l'anime copre solo i primi 5 volumi del manga; la produzione si e'
interrotta a causa dello scarso successo che l'anime ottenne in TV.
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Capitolo
Cremisi 1 - Il figlio del destino
"Questi sono i figli del destino. Da grandi libereranno il nostro paese."
Questa è la profezia che il profeta cieco Nagi fece alla nascita dei due gemelli
Tatara e Sarasa.
In un futuristico Giappone desertificato, in un villaggio chiamato Byakko
fervono i preparativi per la cerimonia di incoronazione di Tatara: un ragazzino
dodicenne che secondo la profezia salverà il mondo grazie alla spada di Byakko.
Sarasa, sentendosi trascurata, fugge nel deserto inseguita dal suo servitore
Kakujii, ma improvvisamente si imbatte nell'armata del Re Rosso: poiché ne ha
intralciato la marcia, Sarasa sta per essere uccisa. In suo soccorso giunge un
giovane misterioso, Ageha, un nomade del deserto, uno dei tanti chiamato nobile
blu, che perde un occhio per placare l'ira del re.
Tre anni dopo, l'armata del Re Rosso attacca di sorpresa il villaggio di Byakko:
considerati cospiratori e oppositori al Re, gli abitanti del villaggio assistono
alla decapitazione di Tatara per mano del generale Kazan -un sottoposto del Re
Rosso- e molti di loro vengono trucidati. Il villaggio viene messo a fuoco e
fiamme e Sarasa, anche se scossa dalla paura e dal dolore, decide di prendere il
posto di Tatara risollevando lo spirito della sua gente e portandola in salvo.
Capitolo
Cremisi 2 - L'ombra di Tatara
Su consiglio di suo nonno, Sarasa, travestita da Tatara, decide di distrarre i
nemici per tendere un'imboscata: grazie alla furbizia del re Rosso l'armata
nemica si salva, ma il villaggio di Byakko viene distrutto.
Al centro della fortezza di Doudan, un antico colosseo, vengono messe in
esposizione la testa di Tatara e la spada di Byakko; Sarasa con l'aiuto di Ageha
decide di riprendersela, ma viene ferita da una freccia scoccata dal re Rosso.
Capitolo Cremisi 3 - L'incontro propizio
Nonostante le ferite Sarasa ritorna con la spada. Kakujii e Nagi, i pochi a
conoscenza del suo segreto, la medicano, mentre Yunoka, una ragazza innamorata
di Tatara, e alcuni abitanti del villaggio decidono di recarsi nel vicino
Ochiori poiché sono a corto di scorte.
Il nonno racconta a Sarasa la storia del loro paese: 300 anni prima ci fu una
guerra mondiale che coinvolse tutti i capi delle singole aree in cui il Giappone
era diviso. Vinse il leggendario imperatore Akuro, il quale sottomise l'intero
paese fondando un governo centralista con capitale a Kyoto.
Il 15° successore di Akuro è l'attuale imperatore Ukon, il quale ha diviso il
paese in 4 province ognuna delle quali è governata da uno dei suoi figli: il Re
Nero nella regione del nord, il Re Blu, secondogenito, nella regione dell'est,
il Re Bianco nella regione centrale e il Re Rosso, il più giovane, nella regione
a sud e a ovest della capitale.
Su
consiglio di Ageha, Sarasa si reca in una vicina sorgente di acqua calda; mentre
sta facendo il bagno, si avvicina un bel ragazzo con il suo cavallo.
Sarasa vorrebbe rivestirsi ma i suoi abiti sono a terra vicino al giovane,
decide così di non uscire e rimanere nell'acqua assieme al cavallo, cosa che
sucita molta ilarità al ragazzo.
I due iniziano a parlare e fanno conoscenza, Sarasa scopre così che il giovane
si chiama Shuri ed è lì per curare le ferite del suo cavallo Toki; Shuri le
lancia i vestiti per permettere a Sarasa di rivestirsi, ella gli urla di non
guardare, ma Shuri le si aggrappa alle vesti e le si avventa sopra, esclamando:
"Tutte le donne sono felici quando faccio così!" e per tutta risposta riceve un
pugno in piena faccia!!!
Mentre Sarasa sta scappando, Shuri la invita a rincontrarsi la notte successiva,
Sarasa rifiuta categoricamente e se ne va arrossendo.
La notte seguente Sarasa si reca alla fonte, e Shuri la soprende di spalle
guadagnandosi un altro bel pugno in faccia. "Sei l'unica donna che fa sanguinare
il mio naso!" esclama e afferma di essere venuto solo per incontrarla.
Chiacchierando si confidano i propri desideri: Sarasa vuole vendicare la sua
famiglia e Shuri vuole diventare qualcuno. Si salutano augurandosi buona fortuna
reciprocamente, ma Shuri improvvisamente bacia Sarasa che di conseguenza fugge.
Shuri impugna la spada, indossa il mantello rosso e si reca nella sua fortezza.
Ritornata al suo accampamento, Sarasa apprende che il Re Rosso ha catturato
Yunoka e gli altri rendendoli schiavi e usandoli come lavoratori per erigere un
tempio in suo onore.
Sarasa decide quindi di preparare un piano per salvare i suoi compagni.
Capitolo Cremisi 4 - L'illusione dei ciliegi
Intanto
nella fortezza Doudan il generale Kazan scopre che fra i prigionieri c'è la
madre di Tatara, la quale, dopo un breve dialogo, comprende il segreto di
Sarasa.
Successivamente il generale parte per portare gli schiavi a Kyoto; nel
frattempo, dopo aver salutato Ageha, Sarasa e i suoi iniziano a muoversi per
raggiungere la fortezza. Strada facendo Sarasa si allontana dal gruppo per
dirigersi ad una sorgente: qui incontra Shuri al quale confida che si sta
dirigendo verso il suo nemico. Shuri le regala come portafortuna un ciondolo con
all'estremità dei semi e le dà appuntamento per la notte stessa alla fonte.
Al ritorno il nonno spiega a Sarasa che, in caso di fallimento del piano, ella
dovrà recarsi al villaggio di Suzaku nell'isola di Sakura nel Kyushu poiché lì
troverà un'altra spada compagna di quella di Byakko, originariamente
appartenente a un gruppo di quattro.
Il mattino seguente Sarasa si infiltra fra gli schiavi, ma il piano va a rotoli:
Yunoka e moltri altri muoiono. A Sarasa non resta che dirigersi nel Kyushu,
mentre Shuri l'aspetta invano alla sorgente.
[Fine Primo Volume] |
Basara
fu creato da Yumi Tamura nel lontano 1990, sebbene i disegni non fossero del
tutto "ortodossi" o "gradevoli", insomma i classici disegni da shoujo manga: fu
la trama avvincente e la splendida introspezione psicologica dei personaggi a
decretare il successo della serie.
Le vicende interessantissime di questo shoujo manga, che venne giudicato dai
fans uno dei manga coi finali più mozzafiato e soddisfacenti della storia,
riscosse molto successo anche tra lettori di sesso maschile per via dei suoi
risvolti fantasy e avventurosi.
Nonostante il primo impatto col disegno possa lasciare una cattiva impressione,
le tavole sono ben bilanciate, leggibilissime e mai confusionarie, il che rende
una storia di per sé già infinitamente accattivante, ancora più godibile.
Il lettore viene risucchiato dalla vicenda fin da subito ed è quasi impossibile
mettere giù il volume fino a fine lettura.
Basara vanta un crescendo continuo di colpi di scena che spezza letteralmente il
cuore del lettore in due: da un lato abbiamo Sarasa che, assumendo l'identità di
Tatara, si fa carico di un destino più grande di lei e che cerca vendetta contro
il Re Rosso, la causa principale della morte di suo fratello e della completa
distruzione della sua famiglia.
Dall'altro c'è Shuri, il Re Rosso in persona, perseguitato da un destino al
quale sta cercando disperatamente di sfuggire e al quale non si può certo fare
una colpa per il suo agire in maniera quasi crudele e spietata.
Shuri, con le sue visioni, i suoi ideali di un paese unito, in pace e
verdeggiante ci pone davanti al dilemma della necessità di un conquistatore
implacabile, o di un dittatore, per il bene futuro di una nazione sgretolata ed
in balia di troppi Signori (quasi a riflettere la storia del Giappone feudale
coi suoi Daimyo e Shogun e le guerre di conquista dei tempi di Oda Nobunaga).
Ma fin dove si può spingere l'ambizione di un conquistatore e qual è l'altra
faccia della medaglia, quella che guarda verso i soggiogati e le piccole pedine
sacrificabili per il bene dei più?
E' qui che entra in ballo la figura di Sarasa/Tatara e del suo piccolo
villaggio, considerato un villaggio di ribelli, che in realtà anela allo stesso
sogno ma non condivide gli ideali del Re Rosso e i suoi mezzi.
Nessuna delle due fazioni resta mai troppo a lungo dalla parte del torto o da
quella della ragione, fino ad arrivare a un punto tale che ci si domanda se mai
ci sarà possibilità di concedere il perdono, dopo tanto dolore inflitto.
Nelle vesti di Tatara, la protagonista infligge dolori immani a Shuri uomo ed in
quelle di Sarasa lo consola. Come Re Rosso, il protagonista appare spesso cinico
e calcolatore ma come uomo è sempre gioviale e generoso.
Il tema del perdono, assai centrale nella storia, è affrontato in maniera
magistrale: considerato che, nonostante tutto, Shuri e Sarasa continuano ad
amarsi e considerato che, nonostante tutto, Tatara ed il Re Rosso continuano a
farsi del male scatenando una faida infinita… è proprio il "nonostante tutto" a
giocarla da padrone.
Messi i pro e i contro sui piatti della bilancia, quanto si è disposti a
perdonare agli altri per il male inflittoci quando a nostra volta ne abbiamo
inflitto molto? Ma soprattutto, siamo disposti a perdonare noi stessi per il
male inflitto alla persona amata?
Questa peculiare coppia di nemici e innamorati non fa che rincorrersi,
sfiorarsi, incontrarsi, condividere avventure, e perdersi in un intreccio fitto
e misterioso.
Attraversando metà della serie, ignari della vera identità l'uno dell'altra,
cercandosi come Shuri e Sarasa e combattendosi come il Re Rosso e Tatara, si
amano e si odiano con intensita', quasi a dimostrare che odio e amore sono le
due facce di una stessa medaglia.
Nonostante la drammaticità di alcune vicende, la comicità di altre crea un mix a
dir poco perfetto e bilanciato. Gioia e disperazione, amore e dolore condiscono
questa serie a dir poco epica, dalla struttura impeccabile e quasi mai noiosa.
Anche i comprimari non sono trattati superficialmente: le loro vicende incidono
fortemente sulla vicenda generale e lo svolgersi della trama. Insomma,
personaggi dai mille risvolti e dalle mille sfaccettature, sempre affascinanti
coi loro pregi e difetti. Personaggi che, se sbagliano, sbagliano alla grande e
accettano le conseguenze dei loro errori con grande coraggio.
Con l'intrecciarsi delle vicende amorose di Shuri e Sarasa e l'acuirsi del
duello tra Tatara, il figlio del destino, e il Re Rosso che detesta ogni
profezia, ben presto i lettori si trovano persino ad adorare lo stile di disegno
peculiare ed espressivo di Tamura sensei, conquistati talvolta dal fascino di
Shuri, altre dalla misteriosa figura di Ageha, altre ancora dai colori
sgargianti delle illustrazioni, poste in formato orizzontale ad abbracciare
l'intera copertina del volume (di modo che sul davanti si potesse ammirare
un'immagine che come una storia ti conduca ad ammirare il retro del volume).
Insomma, Basara è un manga che fino all'ultima pagina tiene col fiato sospeso in
dubbio sul destino dei protagonisti, trascinando il lettore in una suspense
sempre crescente e senza mai deludere nelle risoluzioni.
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