Le interviste tradotte dello SMO: Natsumi Aida.
Notizia pubblicata il 06/10/2012 alle 16:01 da Akaiko.

Categoria/e: Interviste.


Tra i numerosi autori presenti allo scorso Japan Expo, lo staff di Manga-news, che ringraziamo ancora una volta , ha intervistato la mangaka Natsumi Aida, nota al pubblico italiano per Switch Girl edito da Star Comics. La mangaka, che tiene molto al suo anonimato, ha parlato a lungo della sua opera più famosa e di una delle sue prime opere dal titolo C.L.A.S.S..

 

Domanda: Buongiorno e grazie per questa intervista! Per far sì che i lettori la conoscano meglio  può spigarci come ha deciso di diventare mangaka?  

Natsumi Aida: Buongiorno a lei! Sin dall'infanzia ho sempre letto i manga. Ho studiato Diritto ma una volta conseguito il titolo non sapevo che carriera intraprendere. Ho deciso così di investire nella mia passione, nel mio sogno ed ecco come tutto è cominciato.  

D.: Quali erano i suoi autori preferiti durante la gioventù, quelli che l'hanno spinta a fare questo mestiere?

N.A.: Come tantissime persone sono stata una grande fan di Dragonball. Quando avevo 6 o 7 anni leggevo solo quel manga ed ancora oggi ho un profondo rispetto per Akira Toriyama, che considero una sorta di dio vivente.

D.: In Francia è stata scoperta tramite C.L.A.S.S., una delle sue prime opere. Come le è venuta in mente l'idea per questa serie? Si è ispirata a fatti realmente accaduti?

N.A.: Il soggetto di C.L.A.S.S. mi è sempre stato a cuore e ha marcato i miei anni da liceale. Ho effettivamente assistito a dei rapporti di forza burrascosi da alunni, i tradimenti, i dominanti ed i dominati.. anche se non erano mai così espliciti e pronunciati come nel manga. Nel momento in cui ho debuttato nel mondo dei manga, ho voluto sviluppare in maniera prioritaria una storia attorno a questo argomento per gettare luce su questo fenomeno di abusi.

D.: Poi è arrivato Switch Girl. Ha avuto delle difficoltà a far accettare un manga così "trash" ai suoi editori?

N.A.: In realtà il debutto di Switch Girl è stato assai laborioso: ci sono voluti diversi tentativi per realizzare il debutto della serie! Ma paradossalmente, le reticenze venivano da me: all'inizio avevo paura di andare oltre, ma la mia responsabile editoriale trovava che il tutto mancasse di carattere, che fosse troppo "molle" e mi ha consigliato di scrivere qualcosa che mi somigliasse veramente. Ed allora mi sono lasciata andare, ho scavato in profondità  e finalmente è nato il primo capitolo!

D.: Qual è la parte di Nika in lei? A che livello si è ispirata al suo quotidiano?  

N.A.:  Per me, Nika è l'ideale femminile con il quale mi vorrei confrontare. Ci sono alcune parti di vissuto, ma quando la disegno, la rappresento più che altro nel modo in cui vorrei essere.

D.: Si ispira a qualche aneddoto che le sue lettrici possono averle confessato?

N.A.: Aneddoti me ne arrivano di sovente e ne prendo spunto. L'esempio più lampante è l'ota-girl, che è la sintesi di una dei miei fan che mi ha invasa di aneddoti veramente divertenti.

D: Si impone dei limiti? Esistono delle situazioni che non ha mai osato disegnare?

N.A.: C'è stato un passaggio un po' difficile da far passare, una storia basata su "pipì-cacca" che ho avuto difficoltà sia a mettere in scena sia a farlo accettare alla mia editor… Alla fine però è passata e da allora non mi metto alcun paletto!

D.: La serie segue una logica di storie più o meno lunghe che si susseguono. Come le concepisce? Segue un filo conduttore o segue i suoi desideri?

N.A.: Seguo una trama prevista con un certo anticipo. Ma mi riservo qualche elemento da aggiungere all'ultimo minuto, come gli aneddoti delle lettrici di cui parlavamo prima. In effetti mi tengo abbastanza libera nei miei movimenti.

D: Allo stesso modo, avete un'idea precisa del futuro e della conclusione della serie? Ci può dire se è prevista una data per la sua conclusione?  

N.A.: Ho un'idea per la testa per il finale della serie, ma mi manca qualche elemento per concretizzarla. Penso che la serie possa concludersi entro un anno, ma non niente è certo a questo mondo…

D.: La serie ha un certo numero di lettori di sesso maschile, in modo particolare in Francia. È per lei una sorpresa? Cos'ha da dire ai lettori di sesso maschile della sua serie?

N.A.: Questo mi conforta ed incoraggia! Ho molti amici che si inquietano e vedermi demistificare le donne, che mi dicono che vado troppo oltre… Ma queste reazioni del pubblico, specie quello maschile  mi rassicurano ed onorano!

D: Qual è, per lei, il giusto equilibrio tra umorismo e romanticismo?  

N.A.: Ancora una volta, seguo molto il mio istinto, che di solito mi fa fermare al momento giusto. Quando realizzo che una situazione sta diventando troppo romantica e che sta diventando smielata, l'umorismo è la salvezza. Ed al contrario, se ci si lancia in situazioni troppo deliranti, queste possono risultare indigeste ed allora avvengono fatti più seri, più sentimentali. In realtà non ci sono delle regole stabilite, la serie oscilla in funzione del mio umore, della mia soglia di tolleranza su una o l'altra tematica in quel particolare momento.  

 

D.: Contrariamente a molte serie shoujo in cui l'eroina è timida e sottomessa, le vostre sono molto volenterose e coraggiose. Questa per lei è una cosa importante?

N.A.: Penso che molte persone, ed io ne faccio parte, non abbiano una grande fiducia in se stesse. Ecco perché ho deciso di erigere Nika a mio modello: un'eroina espressiva, che non ha paura di difendere le sue convinzioni… Insomma, sarà forse una considerazione troppo personale, ma penso che le mie lettrici possano seguire Nika così come la seguo io.

D.: Lei ha esplorato diverse piste scenaristiche in Switch Girl. Che altre tematiche vorrebbe esplorare (nel suo futuro non solo in Switch Girl)?

N.A.: Per il momento sono concentrata soprattutto sul finale della serie che ho intenzione di costruire in maniera progressiva, per riuscirci al meglio. Quindi non ho rivolto lo sguardo verso altre tematiche per il momento. Ma resto comunque un'istintiva e penso che le idee vengono da sole al momento opportuno…

D: A suo avviso sarebbe possibile una versione del suo manga al maschile? A quando uno "Switch boy"?

N.A.: Non penso di essere capace di farlo io stessa ma effettivamente ci sarebbe del materiale! (ride) Magari nell'ambiente degli host che coltivano il loro aspetto… Un bel giovane che diventa completamente trascurato tra le mura di casa… Potrei avere già materiale per tre uomini! (ride). Ma io resto una donna e non credo di essere in grado di rendere la storia pertinente con un protagonista uomo.

D.: La serie è stata recentemente adattata in drama. A che livello ha partecipato al progetto? Quale stato il suo stato d'animo quando ha scoperto il risultato?

N.A.: Ho avuto l'opportunità di intervenire spesso sulla realizzazione d'insieme, sul soggetto ma anche sull'aspetto e la recitazione della protagonista principale. Me ne sono resa conto durante le riprese e mi chiedo se non sia intervenuta troppo! Ho trovato la serie un tesoro. Per me, avere uno dei miei manga adattati in serie live è stato un successo e quando è stato annunciato ho saltato dalla gioia! Ne approfitto ancora una volta per ringraziare tutti gli attori e tutti gli addetti ai lavori!

D: Grazie mille!

N.A.: Grazie a voi!

 

Volete saperne di più su Switch girl? Leggete la nostra recensione!

 

 

[Fonte: Manga-news]




Sistema Nuntius creato da Andrea Apollonio





This page is part of Shoujo Manga Outline
Questo e' un sito no profit: tutte le immagini sono usate per recensire e promuovere gli shoujo manga in Italia. Tutte le immagini sono © dei rispettivi artisti ed editori.
Prima di riprodurre testi, immagini e html di questo sito e' necessario chiedere il permesso.