Le interviste tradotte dello SMO: Fumiyo Kôno
Notizia pubblicata il 07/07/2012 alle 10:31 da Akaiko.

Categoria/e: Interviste.


Svoltasi a partire dallo scorso marzo, Planète Manga è una mostra che ha sede presso il Centro George Pompidou a Parigi ed accoglie, tra gli altri, Fumiyo Kôno, autrice di Hiroshima nel paese dei fiori di ciliegio e Kokko-san (editi in Italia da Ronin Manga).

In questa occasione, lo staff del sito manga-news, che ringraziamo per averci concesso di tradurre questa intervista, ha incontrato questa mangaka di talento che si è dimostrata dolce e semplice proprio come le sue opere.  

Manga-news: Kôno sensei, grazie per aver accettato questa intervista. Quale è stato il suo percorso per divenire una mangaka?

Fumiyo Kôno: Dopo aver interrotto gli studi all'università di Hiroshima, sono andata a vivere a Tokyo dove ho iniziato ad aiutare un amico che prima di me aveva interrotto gli studi per diventare un mangaka. In maniera del tutto naturale, mi ha chiesto di diventare la sua assistente ed è lui che mi ha spinta a diventare anch'io una mangaka. In seguito penso che sia stato il mio manga Machikado Hanadayori che mi ha fatto "decollare". Ho comunque continuato a lavorare con altri mangaka, continuando a disegnare altre opere da sola.

MN: Cos'è che che ha spinto lei, originaria di Hiroshima, a parlare del dramma che ha vissuto questa città nel "Paese dei Ciliegi"? Cosa rappresenta per lei quel lavoro?  

FK: Ad essere franca, non amo parlare di guerra nei miei manga (ride). Quindi non è che desiderassi veramente disegnare un manga sulla bomba atomica ma, essendo originaria di Hiroshima, mi sono resa conto che questo fatto era profondamente legato al mio cuore. In realtà sono poche le persone che si interessano alla bomba atomica, sia in Giappone che a Hiroshima. Sembra che abbiano dimenticato ciò che è accaduto durante la seconda guerra mondiale o ancora che preferiscano ignorarlo. Dal mio canto io ho cercato di costruire un'opera di commemorazione, di ricordo di ciò che è accaduto e delle conseguenze che questo ha avuto sui civili.

MN: I suoi personaggi sono spesso unici, dotati di un carattere fortemente delineato. Ad esempio, come sono nati Sosuke e Michi, marito e moglie nel manga Nagai Michi?  

FK: In Giappone esiste un manga con lo stesso titolo disegnato da Yu Takita (autore pioniere del manga autobiografico) che adoravo. Devo dire che sono stata fortemente influenzata da questo titolo. In questo manga non c'è altro che la vita di una coppia, molto calma che ho trovato molto bella. All'inizio quindi volevo fare la stessa cosa, anche se il risultato è stato differente anche a causa del carattere di Sosuke e Michi.

MN: Come è nato il manga Sansan Rokku?  

FK: Il magazine dove ho pubblicato Sansan Rokku era destinato principalmente ad un pubblico fatto di uomini di mezza età. Mi sembrava quindi evidente che il personaggio principale di Sansan Rokku doveva essere un uomo. Seguendo su questa via ho notato che spesso, nei manga destinati a questo pubblico i personaggi sono uomini impauriti dal fallimento. Quindi la mia ambizione è stata quella di approfondire questo argomento e di far passare un messaggio agli uomini, che spesso sono troppo fieri: anche gli uomini possono fallire, l'errore è umano. A partire dal momento in cui si accetta questo fatto si avanza. Il protagonista di Sansan ne è l'esempio: ha fatto degli errori quando aveva la sua sposa al suo fianco, non è mai stato molto affezionato o utile durante la vita di tutti i giorni. Una volta che è stato lasciato dalla sua sposa, ne prende coscienza, ma lungi dal lasciarsi abbattere può contare con la sua famiglia per poter comprendere certe cose ed andare avanti.

MN: Sì, si riesce a capire bene l'evoluzione del protagonista sul filo delle pagine. All'inizio è brontolone, poi si addolcisce a contatto con la sua egocentrica nipote e la giovane ed affascinante Senkawa...

FK: Inizialmente non mi sono resa conto che anche le relazioni con gli altri personaggi lo facessero cambiare, ma in seguito questo aspetto mi è apparso come un qualcosa di evidente. Sanpei ha molte difficoltà a comunicare  con gli altri e io volevo vedere come sarebbe riuscito ad affrontare i suoi problemi. È con questa idea in testa che ho fatto nascere la sua relazione con Senkawa.

 

 

MN: E dove ha preso l'idea di Kokko-san un'opera più infantile ad un primo approccio (anche se è lontano da esserlo)?  

FK: L'idea è venuta un po' per caso (ride). Un altro autore non aveva potuto pubblicare la sua opera su un dato numero del magazine ed io l'ho dovuto rimpiazzare molto rapidamente. Il primo capitolo di Kokko-san è nato a questo modo. Ma data la popolarità ottenuta con un solo capitolo, la pubblicazione è diventata regolare.

MN: Malgrando dei soggetti spesso maturi (la bomba atomica, la morte di una persona cara…) il suo tratto resta leggero ed infantile e soprattutto molto dolce. Perché? Per caso c'è una volontà di poter raggiungere e toccare tutto il pubblico anche ragazzi e le ragazze più giovani?

FK: Vi ringrazio, mi fa veramente piacere che questo aspetto sia compreso attraverso i miei disegni. A dire il vero detesto disegnare cose tristi, ma durante la vita non è tutto rosa, ci sono dei momenti di tristezza che non possono essere occultati. Questo stile io l'ho adottato per tentare di affrontare delle cose poco gioiose che però fanno parte della vita e per farlo accettare ad un pubblico che, come me, non ama le storie forzatamente tristi.

MN: Oltre a Yu Takita, pensa di avere avuto delle influenze particolari, sia in campo manga che non?

FK: Seguo pochissimo il cinema, di contro leggo molti manga e soprattutto romanzi. Nel campo manga oltre a Yu Takita, che è stata l'ispirazione principale, anche  Fujiko F. Fujio, il duo d'autori che ha inventato Doraemon. Ovviamente c'è anche Osamu Tezuka di cui amo particolarmente le opere Capitan Ken, Tsumi to Batsu (che è un adattamento di  Delitto e castigo) e La Fenice. Su La Fenice però dipende dagli archi narrativi, alcuni mi hanno influenzata molto più di altri. Inoltre sono una grande fan di André Gide.

MN: Il paese dei ciliegi ha avuto una trasposizione cinematografica. Ha avuto un qualche ruolo nel adattamento? Che ne pensa del risultato finale?

FK: Non ho realmente partecipato, ma ho amato tantissimo questo adattamento che è stato molto fedele al mio manga. Si sente proprio che è stato un lavoro fatto con serietà.  

MN: Lei ha vinto dei premi come il Japan Media Arts Festivale ed il premio Tezuka. Cosa rappresentano questi premi in Giappone?

  FK: Il premio di Japan Media è attribuito dal Ministero della Cultura giapponese, si tratta quindi di un premio nazionale prestigioso. Il premio Tezuka è assegnato da un grande giornale giapponese, Asahi Shinbun. Questi premio esistono da tantissimi anni, ma prima i premi erano solo dati dalle case editrici, che lo facevano più che altro come ringraziamento per il lavoro eseguito. Si può quindi considerare l'arrivo di questi premi come il riconoscimento dei manga sia come arte che come elemento culturale. Ciò che è bello di questi due premi è che non si limitano ad una sola casa editrice o ad un solo tipo o target di manga. Tutti hanno la loro chance: dalle opere più brevi alle più lunghe.

MN: Per concludere, una domanda che potrebbe essere personale. Nella postfazione di Nagai Michi, lei dice che come fonte di ispirazione per il personaggio di Sosuke ha usato un uomo chiamato Hidemistus. Chi è questo famoso Hidemitsu? Per caso è suo marito?   

FK: In effetti è proprio mio marito (ride).

MN: Suo marito è caratteriale come Sosuke?

FK: Lui è molto gioioso, ma anche brontolone anche se si tratta di nasconderlo. Anche quando questo non va bene finge di essere contento, ma non frega nessuno! Devo dire però che non è brontolone come Sosuke ma a differenze del protagonista sta Nagai Michi non è una persona che dimostra apertamente il suo affetto.

MN: E lei si riconosce almeno un po' nel personaggio di Michi?

FK: Non credo proprio, ma devo dire che vorrei essere come lei. In realtà però, potrebbe essere il caso, perché il mio staff sostiene regolarmente che io somigli a Michi (ride).

MN: Grazie mille per questa intervista!

FK: Grazie a voi!

 

 

 

 

Volete saperne di più su Hiroshima nel paese dei fiori di ciliegio? Leggete la nostra recensione!

Volete saperne di più su Fumiyo Kôno?Leggete la nostra scheda!

[Fonte: Manga-news]




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