Le interviste (tradotte) dello SMO: Keiko Takemiya
Notizia pubblicata il 06/01/2012 alle 18:52 da Akaiko.

Categoria/e: Interviste.


Inauguriamo con questa intervista a Keiko Takemiya una rubrica che vuole proporvi una volta al mese le più belle interviste alle shoujo mangaka che si trovano sul web.

Keiko Takemiya, una mangaka "rivoluzionaria"

Intervista del 2007.

 

Gli shoujo manga non sono solo "fumetti per ragazze" e nessuno conosce meglio questo fatto della mangaka Keiko Takemiya. Essendo parte del leggendario gruppo 24 (ovvero le favolose del quarantanove, chiamate così perché un gruppo di mangaka nate nel 24 anno dell'era Showa, attorno al 1949), un gruppo di artiste innovative giunte al successo attorno agli anni '70 del secolo scorso, la sensei Takemiya ha esplorato una grande varietà di generi e temi, dalle commedie scolastiche ai boys love, dai drammi storici allo sci-fi puro.

Oltre che per i numerosi premi vinto per To Terra (Terra e noto anche come Toward the Terra), Takemiya sensei è nota anche come una delle fondatrici del genere yaoi con il suo manga del 1976 Kaze no Ki no Uta (Il poema del vento e degli alberi) e tra le fondatrici della prima rivista a tema yaoi, June.

Dal 2000 la sensei Takemiya insegna sceneggiatura all'università Seika di Kyoto diventandone da qualche anno il rettore. In questa intervista Takemiya sensei parla di Terra e, Andromeda Stories, i boys love e su cosa volesse dire essere una mangaka negli anni '70, quando erano gli uomini a farla da padrone.

 

 

D: Prima di tutto, cosa l'ha ispirata a diventare una mangaka? C'è stato qualche artista, storia o anche un evento in particolare che le ha fatto pensare "Questo è ciò che voglio fare?"

Keiko Takemiya: Sin da quando studiavo alle scuole medie disegnavo manga - senza farne parola con i miei genitori. "Un testo base per i mangaka" del grande pioniere Shotaro Ishinomori mi convinse che il potenziale del mezzo manga fosse enorme come avevo già sospettato che fosse.

D: Com'era essere una mangaka donna quando ha iniziato a disegnare in maniera professionale? Quali sono state le sfide più grandi che ha dovuto affrontare?

KT: Sia l'industria che le lettrici donne erano molto più conservative di quanto io avessi pensato. Nella corsa alla popolarità, la mera innovazione era uno svantaggio. Quindi per portare le mie opere nel target che poteva colpire il pubblico, non avevo altra scelta che studiare lo stile degli artisti più famosi. Penso che il metodo da me usato, in termini di essere capace di catturare l'interesse ed i sentimenti del lettore,  ad oggi mi sia stato estremamente utile.

D: Lei faceva parte di un gruppo di artiste che hanno cambiato drasticamente lo stile degli shoujo manga negli anni '70. Dal suo punto di vista, quale è stato il più grande cambiamento nell'industria giapponese del fumetto che è accaduto come risultato del vostro sforzo collettivo?

KT: Il mio obbiettivo era di essre riconosciuta come essere umano prima e come donna in seconda battuta e di procedere come la discriminazione sessuale non esistesse. A quei tempi la società maschilista considerò questo atteggiamento impudente e l'intero problema non riusciva a trovare pace nel mio cuore. Penso che sia stato l'esprimere me stessa attraverso i manga senza litigare mai che mi ha permesso di mandare un messaggio di cambiamento alle ragazze di quei tempi che ora sono diventate donne.

Terra ehD: Parliamo un po' di Terra e... Che cosa l'ha ispirata? Quale è stata la reazione in Giappone quando è uscito per la prima volta? E' stata per caso controversa?

KT: Con l'avvento dell'era spaziale, comparvero molti film e romanzi con argomento la vita nello spazio profondo, ma ancora non c'era stato nulla che si focalizzasse sulla Terra. Una notte feci uno strano sogno e da quello venne fuori il tutto. Il mio intento era quello di mostrare gli orrori della società che la stessa cerca di camuffare come tentativi di "educazione". Io mi identificavo nel ragazzo, che porta avanti la sua rivoluzione da solo. La risposta fu grandiosa e l'ondata di entusiasmo dei fan fece mutare ciò che avevo programato di far andare lentamente in un torrente furioso. Non credo ci siano stati pareri avversi sull'opera.

D: Terra e... è stato recentemente adattato in una serie animata. Lo studio di animazione ha apportato cambiamenti alla storia o ha seguito in maniera letterale la versione cartacea? Ha avuto molto da ridire sul mondo in cui è stato adattato? Come si è sentita nel vedere il prodotto finito?

KT: Dal momento che il manga ha più di 30 anni, quando sono stata contattata dai produttori ho detto loro che, finché ci fosse stato amore per l'opera originale, per me sarebbe andato bene qualsiasi cambiamento. Non conoscendo nulla riguardo l'industria dell'animazione, ho pensato che lasciare tutto nelle loro mani fosse la cosa migliore da fare.

Il loro intento iniziale era quello di seguira la storia in maniera fedele all'originale, ma i sentimenti dei fan portarono, nuovamente, a fare dei cambiamenti sottili che fossero "veri nello spirito ma più gentili nella loro espressione". Questi  hanno reso i fan di vecchia data (tra i quali me stessa) ansiosi per tutto il tempo ma hanno aiutato a creare una nuova generazione di giovani fan. Una storia di 30 anni è stata rivalutata e questa è una fonte di grandissima gioia per il suo creatore.

D: Andromeda stories seguì Terra e... ed è una storia scritta da un altro autore (Ryu Mitsuse). Che cosa la spinse a decidere di partecipare a questo progetto?

KT:Ryu Mistuse è un autore dalla popolarità immensa e, a quel tempo, era la luce guida del mondo sci-fi. Era uno dei miei sogni trasporre una delle sue storie in un manga. L'elemento filosofico, che nei manga tende a mancare, è stato ciò che ho sempre studiato nelle sue opere e quello che volevo condividere con i miei fan. Detto ciò, Andromeda Stories è stato commissionato esattamente con questo scopo. Quindi non ero in grado di leggiucchiare in giro mentre creavo la storia e questo è stato duro per me.

Kaze To Ki no UtaD: Il suo manga, Kaze no Ki no Uta (Il poema del vento e degli alberi),  è frequentemente menzionato come La Storia che ha influenzato la creazione dei manga yaoi e dei boys love in generale, un genere molto popolare in Giappone e nel mondo. Dal momento che è stata la prima serie shonen ai a comparire in Giappone, da cosa è stata ispirata per questa storia? Fu sopresa dalla popolarità che ebbe subito dopo la sua pubblicazione ed è sorpresa di quanto sia riverita ancora oggi?

KT: In un periodo nel quale la sessualità per le donne era ancora un tabù, l'unico modo per affrontare passioni realistiche e trasformazioni del corpo era attraverso l'amore tra gli uomini. Dal momento che le relazioni stesse sono inusuali, ho cercato di dipingerle in termini di normalità ed universalità per quanto possibile. Il mio intenento era di far superare alle lettrici l'ostacolo del sesso. Ero molto nervosa quando il manga è stato pubblicato, ma tutte le critiche e gli scetticismi vennero assorbiti da un Sì generalizzato.

La storia riguarda il problema basilare del vivere la propria vita, quindi sono contenta del fatto che molti ragazzi problematici abbiano preso il mio lavoro come una sorta di guida. Quei giovani lettori che iniziarono a leggere il manga per la sua sensazionale "superficie" e, dopo essere rimasti inizialmente shockati, arrivano a capire che meritano veramente attenzione.

D: Come si rapporta il boys love da lei creato con quelli che si trovano attualmente sul mercato? Cosa ne pensa di come il genere si è evoluto dai tempi del Poema?

KT: Il boys love non è mai stato un mio tema favorito, semplicemente una scelta di trama. In realtà il mio vero tema è sempre stato i "ragazzi" (neutri, dei prototipi). Anche se questo non è cambiato, ora lo posso rappresentare sia attraverso i ragazzi che le ragazze.

Tornando alla domanda, lo yaoi era ancora minore ma stava germogliando e sono sorpresa di quanto sia diventato grande. Il fatto è che questi ci dicono cosa realmente pensano le donne. Una volta una persona mi ha detto una cosa memorabile a mio parere, " Gli yaoi per me sono fantastici perché puoi "interpretare" entrambi i ruoli". La nozione femminile dei generi potrebbe essersi sbriciolata nel frattempo.

Fly Me To the moonD: Ha una storia che preferisce tra tutte le storie che ha creato? Qual è e perché, per lei, è speciale?

KT: Fly me to the Moon! E' una storia di due amanti ambientata in un futuro felice. Un astronauta adulto ed una ragazza molto giovane (una ESPer molto saggia per la sua età) diventano amanti intergenerazionali. La premessa eccentrica e l'iperottimismo che pervade l'opera l'ha resa molto facile per me da disegnare.

D: In questo momento sta creando nuove storie? Può dirci qualcosa a riguardo?

KT:  In questo momento sto creando un nuovo corso di studi per l'università Seika di Kyoto quindi non ho tempo per dedicarmi a disegnare. Nonostante quello che faccio ora sia molto diverso dal disegnare, entrambi condividono le difficoltà insite nel costruire qualcosa. Sento che quello che sto facendo ora è, a suo modo, creativo quindi vorrei continuare a farlo ancora per un po'.

D: Ci sono dei mangaka contemporanei che la colpiscono per il loro lavoro? Se è così, cosa la colpisce del loro lavoro?

KT: Nessuno, ora come ora, mi lascia senza fiato. Nuove tecniche espressive, un campo di lavoro molto più ampio ma nessuno mi fa spalancare gli occhi per la sorpresa. I manga sono diventati troppo un business, e questo implica che spesso gli artisti vengono dati in pasto al pubblico prima che possano raggiungere la loro maturità artistica.

D: Ora (al momento dell'intervista NdT) lei è una docente dell'università Seika di Kyoto, tiene lezione e scrivere articoli riguardo i manga. Come e perché ha deciso di compiere questo passo di passare dall'essere un'artista all'essere un'educatrice?

KT: Quando sono diventata una mangaka ero convinta che le tecniche fossero qualcosa che non potesse essere insegnato ma solo tramandato in qualche modo. Tramite l'insegnamento spero di costruire una sorta di teoria. Quando ho iniziato pensavo di disegnare bene come ora, ma questo è impossibile - ora ho poco tempo e troppe responsabilità sulle mie spalle con la creazione del dipartimento all'università. La verità è che vorrei tanto trovare del tempo da ritagliarmi per disegnare di nuovo.

D: Lei è nella posizione, tramite l'insegnamento, di ispirare ed influenzare molti aspiranti mangaka. Dato tutto il suo bagaglio di conoscenze, che consiglio vorrebbe dare a questi "nuovi artisti"?

KT: "Disegnare" vuol dire mettersi totalmente a nudo. Dovete pensare quanto il vostro lavoro sia voi stessi. Ciò che vi dico è di disegnare con convinzione e che ciò che disegnate siete voi stessi. Lo dico sempre ai miei studenti, se volete disegnare dei manga che non siano solo lavori dovete seguire questa via.

D: Ultima domanda. Ha qualche pensiero o commento da fare ai suoi fan americani ed in generale ai suoi fan non giapponesi?

KT: I manga devono avere qualcosa che tocchi il cuore del lettore. Non possono avere successo senza questo requisito ed è proprio questo che deve andare dall'artista al lettore, che li unisce intimamente. Se anche i lettori non Giapponesi riescono a sentirsi a questo modo, ne sono profondamente felice. Per favore, continuate a leggere! Sempre di più!

Nota della traduttrice:

Nonostante sia un'autrice del tutto inedita in Italia se siete avvezzi alla lingua inglese potete leggere due shonen della sensei: Terra e (To Terra) e Andromeda Stories, editi entrambi dall'editore Vertical.

Potete leggere l'intervista originale su Manga.About.com. Un sentito ringraziamento a Deb Aoki per aver concesso allo SMO la possibilità di tradurre questa bella intervista che spero permetterà al pubblico italiano di conoscere la sensei Takemiya.

Se invece conoscete il giapponese qui trovate il sito di Takemiya sensei.

Volete saperne di più su Keiko Takemiya? Qui trovate la nostra scheda!

[Fonte: Manga.About.com]




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