Gli shoujo manga in Italia

1993-2000: verso l'affermazione
l primi shoujo manga apparsi in Italia, escludendo le edizioni stravolte [1] di shoujo manga negli anni '80, sono stati dei classici: "Lady Oscar" e' apparsa nel 1993 mentre l'anno successivo "Georgie" di Yumiko Igarashi e' stata pubblicata dalla Star Comics.
Queste pubblicazioni sono state un vero e proprio flop e che per diversi anni abbiano precluso la pubblicazione di nuovi titoli. Le case editrici si basarono infatti sull'esito delle vendite di tre opere simili tra loro per affermare categoricamente che gli shoujo manga non potevano avere successo e ignorare tutte le altre varieta' di shoujo manga.
Tuttavia, se le prime opere hanno avuto scarso successo non e' perche' erano datate e melodrammatiche: il problema e' che in quegli anni le lettrici di manga erano pochissime. Molti degli attuali lettori di shoujo manga si sono avvicinati al mondo del fumetto nipponico soltanto dopo il 1995, ovvero dopo gli insuccessi di "Lady Oscar", "Georgie" e "Caro Fratello".

Dal 1995 in poi il cammino degli shoujo manga e' stato in continua ascesa.
Per molti anni non si sono piu' verificati flop dopo che "Proteggi la mia terra" (dalle vendite inizialmente scarse) si e' rivelato un piccolo successo una volta spostato in libreria.
Il contenitore "Amici" si e' piazzato fin dall'inizio a meta' delle classifice di vendita dei manga Star Comics, mentre "Marmalade Boy" e' stato il manga piu' venduto della Planet Manga dopo "Bastard!!".
Un'operazione a rischio come lo shounen ai di Marimo Ragawa si e' conclusa in modo (relativamente) positivo ed altro spazio e' stato riservato agli shounen ai.
"Mars" (il titolo piu' venduto di "Amici") si e' guadagnato un posto nel cuore di molti lettori ed ha contributo fortemente all'affermazione degli shoujo manga. In particolare ha dimostrato in modo definitivo che uno shoujo manga puo' avere successo anche se non ha una serie animata a fare da spalla.
"La leggenda dell'arcobaleno" di Chieko Hara e' stato tra gli shoujo manga piu' venduti in casa Star Comics dimostrando la falsita' della tesi - sostenuta in primis dalla stessa Star Comics - secondo cui gli shoujo "classici" non potevano avere successo.

2001- 2004: il "boom"
Il 2001 si e' rivelato il primo anno veramente fortunato per gli shoujo manga in Italia. Se verso la fine del 2000 venivano pubblicati soltanto 2 o 3 shoujo al mese, a partire dalla seconda meta' del 2001 la media di shoujo manga editi per mese e' stata di 10.
Il merito di questo miglioramento va soprattutto alla Planet Manga, che a partire dalla primavera del 2001 ha fatto uscire ben 6 nuovi shoujo manga e a case editrici piu' o meno nuove (Play Press, Dynamic Italia, Hazard e Lexy).

Anche Star Comics, sebbene un po' in ritardo rispetto ad altre case editrici, ha abbandonato il pessimismo con cui vedeva il destino degli shoujo manga.
Se il totale degli shoujo manga pubblicati nel settembre 2002 erano 11, nello stesso mese del 2003 e del 2004 il numero e' raddoppiato.

La situazione attuale e' ben diversa rispetto a quella di 10 anni fa: i lettori di shoujo sono aumentati, quasi tutti gli editori del settore danno spazio agli shoujo manga, si sperimentano generi diversi mentre i pregiudizi hanno finalmente perso terreno.
Sono lontani gli anni delle "crociate anti-shoujo", come ricorda in un'intervista Andrea Baricordi: "quando iniziammo a pubblicarli, fummo letteralmente aggrediti presso una fiera."
[2]

Senza dubbio, rimangono alcuni manga-fan che si ostinano a dire di non apprezzare gli shoujo manga pur avendone letti meno di una decina, cosė come resistono alcuni "shoujo-fan" che per primi hanno una visione riduttiva del filone shoujo.
Se le riviste e i libri specializzati da sempre hanno rivolto poco spazio agli shoujo manga, i siti web creati dagli appassionati hanno certamente colmato questa lacuna.

Le scelte degli editori in campo shoujo non sono state sempre brillanti e, quando lo sono state, non hanno sempre raggiunto delle vendite soddisfacenti.
Titoli validi come "Banana Fish" di Akimi Yoshida, "La principessa splendente" di Reiko Shimizu e "Cuori colpiti" di George Asakura non sono stati premiati dal grande pubblico.
Questi dati non mancano di impensierire chi teme di vedere le testate shoujo italiane orientarsi esclusivamente su commedie scolastico-adolescenziali e titoli palesemente commerciali. Fortunatamente, e' ancora presto per preoccuparsi seriamente di questa evenienza.

Come riconoscono molti esperti del settore, i manga (e in particolare gli shoujo) sono stati il fattore determinante nel far avvicinare le ragazze al mondo del fumetto, come mai era accaduto prima nel nostro paese.
Un fenomeno, questo, che si sta ripetendo anche negli altri paesi Occidentali che pubblicano fumetti giapponesi.


Note:
[1] Si tratta di titoli serializzati in gran parte sulla rivista "Il corrierino dei piccoli"; la prassi consisteva nel ribaltare e colorare le tavole (in origine in bianco e nero), occidentalizzare i nomi, e censurare le scene giudicate inadatte ai piu' piccoli. Vedi Shoujo in Italia -> Gli Shoujo degli anni '80.
[2] Dall'intervista di Animanga Netgate ad Andrea Baricordi, uno dei quattro Kappa boys che si occupano di scelte editoriali, redazione e supervisione per la casa editrice Star Comics.

Indietro | Mail

Lady Oscar: il primo shoujo manga publicato in Italia nel formato simile all'originale.

Marmalade Boy di Wataru Yoshizumi, uno dei piu' grandi successi Planet Manga.

Gokinjo Monogatari (aka Cortili del cuore). Immagine concessa da: Ai Yazawa's World

Mars: uno dei migliori fumetti editi in Italia