RYOUKO YAMAGISHI
IL FAVOLOSO GRUPPO 24
(HANA NO 24 NEN-GUMI)
Siamo intorno alla metà degli anni '70. Un gruppo di artiste sta per conquistare il cuore
e stregare le menti degli shoujo-manga fan dell'arcipelago. Inizia un movimento
rivoluzionario: uno stile nuovo e altamente sofisticato di fare manga. Tra i loro nomi
emergono le quasi sconosciute (in Occidente) Keiko Takemiya, Moto Hagio, Yumiko Ooshima,
Ryouko Yamagishi: ognuna di loro reca un proprio stile, porta avanti proprie idee, eppure
c'è qualcosa che le accomuna tutte.
Erano nate tutte quante intorno all'anno 24 dell'Era Showa: il 1949.
Ryouko Yamagishi
Ryouko Yamagishi, nata il 24 Settembre 1947 a Hokkaidou, debutta
nel 1969 su "Ribon Comic": oggi è considerata una delle regine degli shoujo
manga, al pari delle sue colleghe del "Gruppo 24".
Con "Arabesque",
una delle sue prime opere, dà inizio al sottogenere dei ballett-manga: manga in cui a
farla da padrone è il balletto, in genere classico. Subito dopo, si affianca alle shoujo
mangaka più coraggiose del periodo con il volume autoconclusivo "Shiroi heya
no futari", uno dei primi titoli yuri nella storia dei manga. Poche
le relazioni con il mondo degli anime: nel 1986 ha collaborato al film animato
"Arion" (edito in Italia da Yamato Video), disegnando i vestiti dei
protagonisti. Da "Youseiou", serie di cinque volumi, è tratto
un OAV nel 1988. Il più famoso dei
suoi lavori è però "Hi Izuru Tokoro no Tenshi", sua personale
fantabiografia del Principe Shoutoku Taishi, ormai considerato uno dei capisaldi nella
storia dello shoujo manga (in patria è famoso come Versailles no bara/Lady Oscar)!
Seguono a ruota tutti gli altri suoi titoli, tra cui spiccano anche storie brevi. Come
già accaduto con Keiko Takemiya, l'opera più famosa di questa autrice è intrisa di
elementi shounen ai, ciò non toglie che in altre sue opere tali tematiche siano del tutto
assenti. Le sue trame (che in patria affascinano sia il pubblico femminile che maschile)
sono ricche di presenze soprannaturali, senso dell'occulto, figure mitologiche (Medusa, Sfinge) reinterpretate in
chiave moderna: il tutto velato da un erotismo sofisticato, raggelante, che si
differenzia, ad esempio, dalla calda sensualità espressa dalle figure della Takemiya. 
La sua grafica particolare, che prende le
mosse da Osamu Tezuka per evolversi verso una personale elaborazione del tratto, la
contraddistingue tra i suoi colleghi esattamente come i singolari soggetti da lei
prescelti.
Peculiare di quest' autrice è anche la profondità e la grande cura per le
caratterizzazioni psicologiche dei suoi personaggi. Modello per molte mangaka, vanta tra i
suoi epigoni Akimi Yoshida, famosissima shoujo mangaka in patria, conosciuta in Occidente
per il suo "Banana Fish", tradotto in America da Matt Thorn per la Viz Comics ed
edito in Italia da Planet. E' superfluo (ma non mi stancherò MAI di ripeterlo) aggiungere
che, come già ribadito a proposito della Ooshima, della Takemiya e della Hagio, almeno
una (ma se è più di una è meglio -ndr) delle opere di questa autrice dovrebbe essere
letta, ai fini di una reale comprensione dello shoujo manga.
LINKS CORRELATI
Pochissimi i links da
segnalare!
MATT THORN'S SHOUJO MANGA HOME PAGE
Nella pagina di Matt Thorn non c'è una vera sezione sulla Yamagishi, ma il suo sito resta
sempre la tappa iniziale da cui partire.
MANGAYOMI
Dulcis in fundo, la fondamentale pagina (in inglese) di Kuniko Tomita, che ha una ricca
sezione dedicata a questa autrice.
CREDITS
Il background e le immagini
dell'Enter e della pagina "Biografia" di questa sezione dedicata a Ryouko
Yamagishi sono realizzati da Martina. Tutto il resto è realizzato da Emy.
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14/01/01, last up 09/07/2006
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