CHIE SHINOHARA
A cura di Emy
Nata il 15 Febbraio di un anno non precisato nella prefettura di Kanagawa, Chie
Shinohara ha debuttato nel 1981 con "Akai Densetsu" (La
leggenda rosso sangue) per la Shougakukan. Prosegue con la realizzazione di storie brevi,
poi raccolte nella serie "Shinohara Chie Kessaku" (formata dai
quattro volumi: Houmonsha wa Mayonaka ni; Mokugekisha ni Sayounara; Nani ka ga Yami de
Mite Iru; Sanninme ga Kieta). Come molte altre sue colleghe, quest'autrice ha scelto nei
manga la strada dell'horror (nel suo caso mista al romance), proseguendo in tal senso la
via iniziata da Masako Watanabe (storica autrice degli anni '60 che per prima ha
introdotto le tematiche horror negli shoujo manga) e seguita da moltissime altre, tra cui
Suzue Miuchi.
Il pubblico premia da subito la sua scelta: "Yami no
purple eye", la sua prima opera di lungo respiro, vince nel 1987 lo
Shougakukan Manga Award. Comincia allora lo sfruttamento multimediale delle opere sfornate
dalla prolifica Shinohara, che si mostrerà sia ispirata dall'immaginario horror
occidentale (la donna-leopardo) che orientale (gli Oni con "Ao no fuuin").
Interessante notare come per la Shinohara l'orrore, inteso come soprannaturale e non,
anziché qualcosa di esterno, proviene piuttosto dall'interno: al posto della tradizionale
eroina minacciata dal mostro di turno, sono proprio le sue giovani protagoniste a dover
fare i conti con il mostro che è in loro.
Ma, a differenza di quanto accade
secondo certa tendenza narrativa contemporanea (Clive Barker, Anne Rice, Poppy Brite), i
protagonisti della Shinohara non abbracciano completamente la loro "doppia"
natura e in qualche caso lottano per tornare "normali", il che tiene a debita
distanza la Shinohara dal gotico contemporaneo. Inoltre l'autrice dimostra di non sapersi
destreggiare solo con l'horror: le sue storie imboccano spesso la strada del thriller,
pregiandosi di un buon e collaudato uso della suspence. Nel 1995 la Shinohara abbandona le
tematiche horror che pure le avevano regalato la celebrità per affrontare invece il
romanzo d'ambientazione storica: con "Sora wa akai kawa no hotori",
noto anche come Anatolia Story, l'autrice ha portato avanti per sette anni uno dei più
famosi e popolari long-seller della Shougakukan, che recentemente è riuscita a
concludere. In quest'opera lo stile grafico, semplificato, è tutto al servizio di una
narrazione che non lesina forti rappresentazioni (sangue, sesso e violenza), pur rimanendo
negli ambiti del target della rivista su cui era serializzato. P
arallelamente alla sua attività di fumettista, la Shinohara si è
cimentata anche come scrittrice di romanzi (horror): a partire dal 1991 ha firmato infatti
i sei volumi di "Kaette kita musume" (La figlia che
ritorna), sempre per la Shougakukan, ristampati nel 2000. Nel dicembre 2003 è cominciata
su Betsu-comi una sua nuova serie, "Mizu ni sumu hana -Romance of Darkness", in cui l'autrice sembra tornare alle tematiche
horror-thriller.
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
"Neverland" n. 42, Ed. Star Comics, Settembre 1996
"Sailor Moon" n. 20, Ed Star Comics, Gennaio 1997
"Sailor Moon" n. 22, Ed. Star Comics, Marzo 1997.
LINKS CORRELATI
Nel sito di Phyllis troverete una bella sezione sulla Shinohara (in inglese):
COMIC GALAXY
E un'altra ricca sezione qui:
MANGAART
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01-04-02, last up 09-07-2006 |