RIYOKO IKEDA
A cura di Emy
Nasce il 18 Dicembre 1947, a Osaka. Mentre
frequenta l'Università (facoltà di filosofia) comincia a disegnare manga e nel 1967
debutta con "Bara yoshiki no shoujo" (La ragazza della casa delle rose): è un
primo lavoro dove evidente risulta il debito verso Tezuka. Con i successivi
"Futaripocchi" e "Sakura Kyou" la Ikeda dimostra di rifarsi anche a un
altro modello: Yoshiko Nishitani, storica autrice di shoujo manga degli anni Sessanta. Ma
né a Tezuka né alla Nishitani può essere ricondotta la scelta che nel 1972 la porta a
dare alle stampe "Versailles no Bara" (in Giappone chiamato affettuosamente
Beru-bara), uno tra i primi shoujo manga a soggetto storico. Come spiega la stessa Ikeda
in un messaggio pubblicato alla fine della serie, fu arduo convincere i redattori di
"Margaret" che un manga per ragazze a sfondo storico poteva affascinare il
pubblico. Merito del suo genio, a dispetto della diffidenza che lo circondava,
"Versailles no bara" "sfonda" effettivamente su "Margaret":
è proprio a questo titolo, e alle opere del famigerato "Gruppo 24", che si deve
la crescita esponenziale -per quantità e qualità- degli shoujo manga negli anni '70.
"Beru-bara", come chiamato in Giappone, più che un romanzo storico è un dramma
dove la tragicità dell'esistenza si fa strada con ritmo ed enfasi teatrale: nulla di
strano che nel 1974 il gruppo Takarazuka decida perciò di mettere in cartellone una
drammatizzazione ispirata al manga della Ikeda. Tale rappresentazione ebbe enorme
risonanza, al punto che a tutt'oggi viene talvolta riproposta, confermando sempre il suo
successo. Nel 1979
Oscar, l'eroina del capolavoro della Ikeda, diventa anche un
personaggio animato, grazie a una celebre serie di 41 episodi alla cui regia si alternano
il duo Araki/Himeno e il duo Dezaki/Sugino. La serie fa il giro del mondo e giunge anche
in Italia col titolo "Lady Oscar". Il manga godrà di innumerevoli ristampe e
quattro riedizioni. Non paga della sua enorme popolarità, l'Ikeda nel 1975 sfida
nuovamente i limiti imposti al mezzo espressivo per dare luogo con "Oniisama
e
" (A mio fratello
) a un'opera che affronta temi quali omosessualità
femminile, droga e suicidio. Un piccolo gioiello che è stato trasposto in una serie
animata di 39 episodi diretti dall'ormai mitico duo Dezaki/Sugino, serie edita in Italia
da Yamato Video. Dal 1976 la Ikeda si dedica per sei anni a quello che può essere
considerato come l'ultimo dei suoi grandi drammi storici: "Orpheus no Mado" (La
finestra di Orfeo), che, articolandosi in diciotto volumi densissimi di avvenimenti e
personaggi, nel 1981 si aggiudica con pieno diritto la nona edizione del Premio per
Scrittori Giapponesi di Manga.
La grafica della Ikeda
è quanto di meglio lo shoujo manga anni '70 abbia saputo regalare: pulita, precisa,
spicca con grazia in una tavola dall'impostazione libera e ariosa. Tale grafica, com'è
noto agli appassionati dell'autrice, subirà un'evoluzione nel corso della sua carriera:
con "Orpheus no mado" comincia a caricarsi di dettagli e particolari che con i
successivi "Jotei Ekaterina" (L'imperatrice Caterina) e soprattutto
"Eroica" diverranno predominanti nella tavola, fino a relegare in secondo piano
le caratterizzazioni degli stessi personaggi. Parallelamente anche la narrazione, da
"Orpheus" in poi, privilegerà sempre di più la veridicità degli eventi e la
documentazione storica anziché l'invenzione fantasiosa e la drammatizzazione, al punto
che con una delle sue ultime opere, quali appunto "Eroica" (1986), l'Ikeda
giunge a realizzare un "documentario storico". Questo, probabilmente, il motivo
per cui le sue opere più recenti non hanno bissato la popolarità dei suoi capolavori,
risultando meglio destinate al pubblico dei soli appassionati ikediani.
Secondo i giornali scandalistici, nella metà degli anni Ottanta la Ikeda si è legata a
un personaggio politico: in effetti sembra allontanarsi progressivamente dalla scena dei
manga e già gli ultimi volumi di "Eroica" si vocifera siano frutto più delle
sue assistenti che della sua mano. Nel 1994 la Ikeda smette di disegnare le sue storie,
dedicandosi da questa data alle sole trame. Nel 1999 si sposa con un banchiere e l'anno
successivo prende il diploma in canto lirico al Conservatorio di Tokyo: alla migliore
delle sue assistenti, Erika Miyamoto, ella affida la realizzazione grafica delle sue
sceneggiature. Negli ultimi anni la Ikeda ha lavorato come soprano e c'è da dire che
l'amore per la musica aveva in effetti sempre fatto capolino nelle sue opere: il racconto
breve "Shiroi Egmont" è ispirato all'"Egmont" di Beethoven,
"Eroica" alla terza sinfonia di Beethoven, mentre nell'"Orpheus" i
protagonisti sono iscritti in un conservatorio, infine il recente "Nibelunku no
yubiwa" (L'anello dei Nibelunghi) si basa sull'opera di Wagner.
In Italia quest'autrice ci è nota
fin dagli anni Ottanta, quando, grazie al successo della serie TV "Lady Oscar",
sul settimanale "Candy Candy" venne serializzata la prima parte del fumetto da
cui il cartone animato era stato tratto. Furono anche pubblicati due suoi racconti brevi,
la cui realizzazione risale agli anni settanta: "Shiroi Egmont" (Egmont Bianco),
da noi ribattezzato "Rosa Pasticcio" e "Hatsukoi Monogatari" (Storia
del primo amore), "Primo Amore" nella versione italiana. Negli anni Novanta la
Granata Press ha dato alle stampe una seconda edizione del manga di "Lady
Oscar", anche questa esaurita come la prima. Beru-bara è però disponibile per gli
appassionati italiani nella sua terza edizione, pubblicata nel 2001-2002 da Planet Manga,
mentre l'eccellente "Oniisama e.." è stato pubblicato nel 1995 da Star Comics,
col titolo "Caro fratello". Nel 2004 la Planet pubblica il capolavoro
"Orpheus no mado".
BIBLIOGRAFIA
"Mangazine" n.6, Granata Press, Settembre 1991 (articolo di Vanna Vinci e
Marco Albertini).
"Video Cartoon & Comics" n. 4, Play Press (articolo di Caterina
Cantone).
"Yamato" n.2, prima serie (articolo di Francesco Prandoni).
"Shin Man-ga!" n.2, Due emme Publishing, Febbraio 2000 (articolo di
Francesco Prandoni).
CREDITS
Logo e background di questa sezione dedicata a Riyoko Ikeda sono realizzati da Martina; il
resto della grafica e l'htm da Emy. I testi e le scansioni delle pagine "a cura di
Emy" sono realizzati da Emy. Testi e scansioni delle pagine "a cura di Giuseppe
De Pasquale" sono realizzati da Giuseppe De Pasquale.
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