IL "GRUPPO DI HOKKAIDOU" a cura di Emy

Negli anni '70, accanto al famoso "Gruppo 24", esordì un altro gruppo di autrici, che potremmo chiamare per *nostra* comodità "gruppo di Hokkaidou". Tutte erano infatti originarie di Hokkaidou, e si trasferirono nella capitale con la precisa intenzione di diventare professioniste nel campo dei manga, senza sapere che i loro nomi erano destinati a diventare presto famosissimi: Yumiko Igarashi, Youko Tadatsu, Waki Yamato. Gli shoujo di queste tre autrici, a differenza delle loro colleghe del "Gruppo 24", si muovono su un solco tradizionale, rivolgendosi in genere (ma non è sempre così -ndr) a un pubblico di adolescenti: questo -sia chiaro- non va a loro discapito, in quanto ognuna di loro ha saputo esprimere -grazie a trame di ottima qualità e personaggi tutto fuorché banali- motivi autentici e originali, contribuendo sensibilmente alla popolarità crescente degli shoujo manga, tanto che ancora oggi sono tra le autrici più amate e ricordate, in Giappone.


Yumiko Igarashi

Yumiko Igarashi self-portrait

Yumiko Igarashi nasce il 26 Agosto di un anno che non vuole precisare, ad Asahikawa (Hokkaidou). Fin dalle scuole medie inferiori si interessa al disegno, sicché prende a frequentare un corso da fumettista per corrispondenza: impara in questo modo i trucchi del mestiere, come l'utilizzo dell'inchiostro di china e il tipo di carta da usare. In questo periodo subisce il fascino delle opere di Osamu Tezuka (il "dio" dei manga!), Shotarou Ishinomori (l'indimenticabile autore di "Cyborg 009" e di altre storie fantastiche), Hideko Mizuno, cioè quelli che in futuro dichiarerà suoi maestri. E' solo in seguito però che le viene in mente di diventare una mangaka professionista, quando in prima liceo conosce Youko Tadatsu e Waki Yamato: le accompagna in un viaggio a Tokyo e qui mostra per la prima volta un suo lavoro a un redattore. I riscontri sono positivi: debutta nel 1968 con "Shiroi Same no iru Shima" (L'isola dello squalo bianco), sulla rivista "Ribon" della Shueisha. In seguito si specializza nelle storie per ragazzine: all'inizio con opere di breve respiro, poi con il suo primo racconto lungo, su sceneggiatura di Kyouko Mizuki (che in realtà è lo pseudonimo della scrittrice Keiko Nagita): l'opera assurge in breve tempo al successo mondiale, anche grazie all'omonima serie animata, "Candy Candy". Omasena MermaidProbabilmente è proprio all'enorme successo di Candy che si deve la convinzione generalizzata che le shoujo eroine abbiano *tutte* gli occhi grandi e i capelli biondi, o che gli shoujo manga siano *tutti* delle soap-opera: convinzione purtroppo dura a morire. In seguito, dal sodalizio con la MIzuki nascerà anche "Tim Tim Circus", in due volumi, pubblicato in Italia negli anni Ottanta come "Kitty la stella del circo". Sarà poi la volta per l'Igarashi di firmare altri classici per ragazze: "Georgie!" (che diventa presto una serie animata TV) e "Koronde Pokkuru", in tre volumi. Con Man Izawa, sceneggiatore di "Georgie!", realizza poi "comic for ladies" dove a farla da padrone è l'erotismo, e uno shounen: "Boku no brassiere island", nonché "Twinkle Star 2", shoujo per adolescenti. A differenza della grande maggioranza delle sue colleghe quindi, questa autrice dimostra fin dagli inizi una spiccata propensione a realizzare manga su testi altrui: non perché non sia capace di articolare da sola delle storie valide, ma solo perché preferisce concentrarsi sui disegni. Il risultato in effetti è notevole: il suo stile, pulito e precisissimo, si dimostra sempre all'altezza dei testi, e resiste senza timore al trascorrere del tempo (e delle mode). La sua mano si rivela particolarmente felice nel tratteggiare personaggi briosi e pieni di vita (kawaii!), grazie ai quali è diventata famosa, ma ha dimostrato di sapersi destreggiare bene anche con altri tipi di personaggi e atmosfere (ne è un esempio il fantasy "Paros no ken", scritto su sceneggiatura della scrittrice Kaoru Kurimoto).
Continua a disegnare per un pubblico di ragazzine fino alla metà degli anni '80: poi, la svolta. La Igarashi decide che le va stretto il ruolo di disegnatrice per adolescenti, ragion per cui si mette coraggiosamente alla prova e comincia a sperimentare, realizzando storie rivolte al pubblico più disparato: dai smaliziati "comic for ladies", destinati a donne adulte, alle favole illustrate per bambini, agli adattamenti di opere immortali come "Romeo e Giulietta", "Anna Karenina" e "Madame Bovary"… senza per questo abbandonare i suoi manga per adolescenti! Quel che non è cambiato è il fatto che ancora oggi preferisce affidarsi alle trame di esperti sceneggiatori: è il caso di Shiba Fumiko, con cui ha stretto un duraturo (e prolifico) sodalizio professionale.
Terence, da "Candy Candy"Il suo stile di disegno, prima così inconfondibile, ora muta intelligentemente nel corso del tempo di volta in volta, a seconda della storia trattata. Nonostante ciò, la Igarashi è ancora in grado di disegnare in "Candy style", come dimostrano alcune sue recenti illustrazioni. In questi ultimi anni in Giappone ha avuto grossa risonanza la causa intentata da Kyouko Mizuki alla Igarashi circa i diritti di Candy Candy: la causa è stata vinta dalla sceneggiatrice, e, a motivo dello screzio tra le due "mamme" di Candy, una futura riedizione di questo manga in qualsiasi paese, compreso il Giappone, è -al momento- resa impossibile.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
"Kappa Magazine" numero 11 -Ed. Star Comics
"Kappa Magazine" numero 30 -Ed. Star Comics

Nota: Il logo "Yumiko Igarashi" presente in questa pagina è realizzato da Martina Smercian. Tutto il resto è by Emy.

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