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TAKEMIYA KEIKO 竹宮惠子
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IL FAVOLOSO GRUPPO
24
(HANA NO 24 NEN-GUMI)
Siamo intorno alla metà degli anni '70. Un gruppo di artiste sta per conquistare
il cuore e stregare le menti degli shoujo-manga fan dell'arcipelago. Inizia un
movimento rivoluzionario: uno stile nuovo ed altamente sofisticato di fare
manga. Tra i loro nomi emergono le quasi sconosciute (in Occidente) Keiko
Takemiya, Moto Hagio, Yumiko Ooshima, Ryouko Yamagishi: ognuna di loro reca un
proprio stile, porta avanti proprie idee, eppure c'è qualcosa che le accomuna
tutte.
Erano nate tutte quante intorno all'anno 24 dell'Era Showa: il 1949.
Keiko Takemiya
Keiko Takemiya nasce a Tokushima il 13 Febbraio del 1950. Comincia a disegnare manga fin dai
giorni della scuola elementare:
disegna numerose doujinshi (=fanzine) mentre
frequenta le superiori. Debutta nel 1968 con "Ringo no tsumi" (Il peccato della
mela), sulla rivista Margaret della Shueisha. Mentre frequenta l'Università di
Tokushima (facoltà di Pedagogia), viene dato alle stampe il suo primo manga
seriale su un magazine: "Mori no ko Toru" (Toru, il ragazzo della foresta). Al
secondo anno di Università interrompe gli studi per diventare professionista a
tempo pieno: si trasferisce perciò a Tokyo. La sua carriera procede in ascesa
fino ad un anno cruciale: il 1976. Due anni prima la Hagio aveva dato alle
stampe "Touma no Shinzou", un capolavoro basato sul rapporto velatamente
ambiguo, suggerito, tra due adolescenti tormentati da dubbi interiori e segreti
inconfessabili. Takemiya sensei decide di compiere il gran passo: mostrare quel
che la Hagio aveva osato solo suggerire. Nasce con questi presupposti "Kaze to
ki no uta" (Il poema del vento e degli alberi): le prime pagine del fumetto
alludono esplicitamente a un rapporto sessuale tra un adolescente e un adulto,
seppur stemperato da uno stile grafico estremamente raffinato. A buon diritto
perciò si può considerare quest'autrice una delle pioniere dello shounen ai: "Kaze
to ki no Uta" è infatti "il primo shoujo manga seriale che mostra due ragazzi a
letto... e i due non stanno dormendo", come scherzosamente osserva Matt Thorn
(guru dello shoujo manga internazionale), che giudica l'opera "lacerante e
bellissima", oltre a definirla IL classico dello shounen ai. Sembra che la
Takemiya abbia dovuto affrontare non pochi problemi per pubblicare l'opera, che
alla fine però si ritrova serializzata su "Weekly Shoujo Comic" e ristampata in
volumetto nella collana Flower Comics, editrice Shougakukan: all'epoca l'impatto
di quelle tavole fu shockante. E lo fu anche da un punto di vista grafico,
poiché il tratto estetizzante e ricercato di questo shoujo furoreggiò subito nel
fandom nipponico: quando due anni dopo, nel 1978, esce il primo numero di June
(il primo magazine di cultura femminile a "lanciare" lo shounen ai), il
direttore della rivista chiama la Takemiya per farne la portavoce principale.
Questa non solo disegna la copertina del primo numero, ma in seguito collabora
attivamente, aprendo anche un corso di sceneggiatura per corrispondenza. Tra le
allieve di questo corso è la Takemiya a segnalare Keiko Nishi (shoujo mangaka
nota in Occidente per i suoi "Promise" e "Love Song"): la prima opera della
Nishi viene così pubblicata su June. Nel mentre che Takemiya sensei realizza i
suoi shoujo, più volte ristampati, escono decine di libri che raccolgono le sue
illustrazioni, molti dei quali oggi introvabili. Nonostante sia diventata famosa
per i suoi titoli shounen ai (come "Hensoukyoku", cioè "Variazione"), molte
delle sue opere sono prive delle tematiche shounen ai. Quest'autrice si è
dedicata nel corso della sua carriera a tutti i tipi di generi narrativi, dalla
fantascienza ("Terra e", "Ginga Shounen"/Il ragazzo della Galassia), al fantasy
("Izaron Densetsu"), dalla commedia ("Watashi wo Tsuki made Tsuretette!") ai
drammi a sfondo storico, sia europeo che orientale: al primo appartengono opere
come "Kaze to ki no uta" e "Natsu e no tobira", al secondo "Heian Joururi
monogatari" e "Kurenai niou". Nel suo vastissimo catalogo possiamo trovare anche
più di un titolo shounen ("Nirvana", "Terra e"). Proiettate nel futuro o nel
passato, le sue storie mantengono comunque sempre inalterato un ritmo drammatico
(cioè basato sull'AZIONE, a differenza di quanto fa, ad es., la Hagio, che
preferisce affidare l'evoluzione della trama ai dialoghi), accompagnato da un
intento quasi filosofico: il pensiero è "generatore di energia giovane", dice
una sua nota introduttiva autografa (a pag. 3 dell'anime comic di "Terra e"-
primo volume -Kodansha Anime Comics). A dispetto della varietà dei generi
trattati, si può considerare vero e proprio "marchio Takemiya" la precisione e
l'accuratezza che questa autrice porta avanti nella documentazione di vestiti ed
ambienti, cosa che le è sempre stata riconosciuta e per cui da sempre riscuote
consensi.
Negli ultimi anni Takemiya sensei ha preso a insegnare sceneggiatura del
fumetto all'Università Seika di Kyoto: una studentessa che a causa dei manga
aveva abbandonato l'Università, è tornata all'Università come docente a causa
dei manga. Buffo, vero?
Keiko Takemiya e gli anime
Le
opere di Takemiya sensei sono state trasposte in animazione in più di
un'occasione: eccole perciò esaminate in dettaglio. Attenzione: questa pagina è
online a puro scopo informativo: *non* mailatemi per sapere dove comprare il
materiale qui elencato, perché personalmente posso solo consigliarvi di
rivolgervi alla Yamato Video per le VHS disponibili in Italia.
TERRA
E (Verso la terra)
1980; film di 113 min.; regia di Hido Onchi.
Inedito in Italia.
Tratto dall' omonimo manga della Takemiya, incentrato su Jomy, appartenente alla
razza esper dei "Mu", e sul suo ritorno all'antica patria, la Terra. Si tratta
di un prodotto datato dal punto di vista tecnico e dal ritmo narrativo troppo
lento per gli standard contemporanei, ma all'epoca della sua uscita, in
Giappone, ebbe enorme risonanza. Inedito in Italia, ne esiste un'edizione
inglese. Più recente, una serie animata per la televisione in 24 episodi è stata
prodotta in Giappone. Pregevoli la narrazione e il character design di Nobuteru
Yuki, rispettoso del tratto della Takemiya.
NATSU
E NO TOBIRA (La porta per l'estate)
1981; OAV di 58 minuti; Toei Doga.
Inedito in Italia.
Tratto dal breve omonimo racconto autoconclusivo della Takemiya: la versione
animata è fedele al manga ma presenta alcune differenze. È un'opera ben degna di
visione: il character design è eccellente, l'elegante tratto della Takemiya è
rispettato seppur rivisitato da uno stile possente e personale che ricorda
moltissimo quello del duo Araki/Himeno, già artefice di tante serie animate di
grande qualità (Saint Seiya, Versailles no bara). In pratica: se vi sono
piaciuti gli anime del "Poema del vento e degli alberi" oppure "Onisama e/Caro
Fratello", questo è l'OAV che fa per voi (chiediamo in massa una versione
italiana alla Yamato Video!!).
ANDROMEDA
STORIES (Id.)
1982; film di 85 minuti; regia di M. Sasaki.
VHS edita in Italia da Yamato Video, £ 39.900.
Tratto dal fumetto della Takemiya a sua volta basato sull'omonimo romanzo di
Mitsuse Ryu. Ambientato nella galassia di Andromeda, è la storia di due gemelli,
eredi al trono ma separati dalla nascita: i due si ritrovano, una volta
cresciuti, ma vengono divisi dalle lotte per il potere che coinvolgono
personaggi sempre più numerosi. Il film è datato dal punto di vista tecnico, ma
la bontà della trama, classificabile nell'ambito delle tipiche storie d'azione a
sfondo fantascientifico degli anni '70, regge ancora oggi. Consigliato, oltre
che ai fan della Takemiya, ai nostalgici dell'animazione giapponese old style,
che forse ricorderanno questa storia, trasmessa più volte su reti locali. La
video è stata resa disponibile diversi anni fa grazie a Yamato Video, con un
prezzo aggirantesi intorno alle vecchie 40.000 £; successivamente è stata messa
in commercio un'edizione economica a metà prezzo.
KAZE
TO KI NO UTA (Il Poema del Vento e degli Alberi)
1987; OAV di 60 minuti; regia di YAS.
VHS edita in Italia da Yamato Video, £ 34.500
DVD Yamato Video, E 26.50
Con i suoi 60 minuti di animazione questa video corrisponde più o meno ai primi
tre volumi del manga originale: Serge Batour, ormai adulto, in un giorno
d'autunno, fa visita al collegio Lacombrade, per entrare nella stanza che per
tanto tempo aveva diviso con Gilbert Cocteau. Qui comincia il viaggio nei
ricordi: il primo incontro con Gilbert e i primi conflitti con lui, i compagni
di scuola, i giorni dell'adolescenza, fino a un cenno della morte di lui, di cui
rimane nell'OAV solo un frammento fugace. Terminato questo viaggio nel passato,
Serge si avvia per allontanarsi dal collegio, non senza un significativo e
ultimo ricordo del compagno più caro. Inevitabile il confronto con il manga:
quest'ultimo è decisamente più estremo, anche perché gli avvenimenti si fanno
più esasperati soltanto dopo le vicende narrate nell'OAV. Ma la versione in
celluloide resta comunque indimenticabile, grazie ad una veramente ottima regia
di YAS ("Arion", "Crusher Joe", "Venus wars"… praticamente una garanzia!),
spalleggiato dalla valida Sachiko Kamimura ("Arslan", "City Hunter").
Indimenticabili i colori, evocative le musiche, arricchite da un'oculata scelta
operata tra il repertorio di Chopin. Disponibile nelle videoteche italiane
grazie alla Yamato Video, questo titolo è un autentico gioiello: imperdibile se
siete appassionati d'animazione a 360 gradi.
TOBIRA O AKETE
(Aprendo la porta)
1986; film di 83 minuti; regia S. Keizou.
Dal romanzo originale di Motoko Arai, "Tobira o akete" vede alla regia Shimizu
Keizou, alla sceneggiatura Koide Kazuki e Dezaki Satoshi, e al character design
Shibuishi Setsuko. Cosa c'entra la Takemiya? C'entra, in quanto figura come
supervisore generale. "Tobira o akete" è un fantasy in cui la protagonista, l'esper
Miyako, si ritrova trasportata nel passato assieme a due suoi amici (di cui uno
è in grado di teletrasportarsi e l'altro può trasformarsi in un leone): qui
Miyako dovrà aiutare la popolazione del luogo a liberarsi da un tiranno crudele,
e, per far questo, dovrà schiudere la porta del suo spirito di fronte alle sue
paure più segrete. Nel complesso: una storia di formazione, simile al più noto "Genmusenki
Leda", espressa da una grafica e un'animazione alquanto datati.
Tra
tutte le opere qui elencate, la migliore trasposizione resta il "Kaze to ki no
uta", seguito a ruota da "Natsu e no tobira". Ciò non toglie che anche gli altri
titoli siano prodotti di tutto rispetto: "Terra e" è stato un film di enorme
risonanza, tra i più grandi successi del 1980; "Andromeda stories" si
avvale di una sceneggiatura che rende il film godibilissimo ancora oggi; "Natsu
e no Tobira" infine sfoggia un character design da favola. In Italia la Yamato
Video si fregia di ben due titoli firmati da questa autrice: "Kaze to ki no uta"
e "Andromeda Stories"… speriamo che la storica casa milanese editi presto anche
gli altri due titoli, rendendo così facilmente reperibili per il pubblico
italiano il mitico quartetto!
RINGRAZIAMENTI
Ringrazio Marianeve per aver scansionato la foto di Takemiya sensei e Martina
per la scans di Nirvana.
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