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HAGIO MOTO
萩尾望都
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IL FAVOLOSO GRUPPO
24
(HANA NO 24 NEN-GUMI)
Siamo intorno alla metà degli anni '70. Un gruppo di artiste sta per conquistare
il cuore e stregare le menti degli shoujo-manga fan dell'arcipelago. Inizia un
movimento rivoluzionario: uno stile nuovo e altamente sofisticato di fare
manga. Tra i loro nomi emergono le quasi sconosciute (in Occidente) Keiko
Takemiya, Moto Hagio, Yumiko Ooshima, Ryouko Yamagishi: ognuna di loro reca un
proprio stile, porta avanti proprie idee, eppure c'è qualcosa che le accomuna
tutte.
Erano nate tutte quante intorno all'anno 24 dell'Era Showa: il 1949.
MOTO HAGIO
Moto
Hagio, nata il 12 Maggio 1949 nella Prefettura di Fukuoka, debutta nel 1969 con
"Lulu to Mimi" (Lulu e Mimi) su Nakayoshi: dichiara di aver deciso di diventare
una mangaka dopo aver letto "Shinsengumi" di Osamu Tezuka. Ben presto crea un
capolavoro dopo l'altro: nel 1974 con "Thoma no Shinzou" sulla rivista "Weekly
Shoujo Comic" getta i semi dello shounen ai. È infatti la Hagio tra le
primissime autrici a scegliere come protagonisti per le sue storie ragazzi
adolescenti, nonché a esaminare l'ambiguità, la fragilità, l'insicurezza della
cosiddetta "età di transizione". È necessario però sottolineare che le sue
opere, pur trattando a volte relazioni tra adolescenti, non sono shounen ai,
perciò sarebbe riduttivo assegnarle solo ed esclusivamente
il ruolo di una delle
fondatrici del genere: i suoi meriti sono più vasti, dal momento che nella sua
produzione vi sono capolavori assoluti dei manga (volutamente non scrivo "shoujo
manga" -ndr); difatti i suoi lettori in patria appartengono ad ambo i sessi, nonostante
la Hagio sia e resti una shoujo mangaka. Le opere di quest'autrice traboccano di
riferimenti culturali anche occidentali (come accadeva di consueto negli anni
'70) ma, a differenza di altre sue colleghe, non mostra nessuna predilezione
particolare per il romanzo storico. Fan dichiarata della s-f e in particolare di
Asimov e di Bradbury, non esita a trasporre in fumetto alcuni racconti del
secondo. Nel suo vasto catalogo troviamo più di uno shounen (tra cui "Hyakuoku
no Hiru to Senoku no Yoru"/ "Bilioni di giorni e trilioni di notti", adattamento
di un romanzo dello scrittore s-f Ryu Mitsuse), opere gothic-horror, di
fantascienza, drammi contemporanei e storici. Pur nella varietà dei generi, la
gran parte delle sue storie sono, in varia misura, degli psicodrammi: ciò che
interessa alla Hagio è indagare il precario rapporto tra conscio e
inconscio,
emozioni e razionalità, alla ricerca di ciò che regola equilibrio e armonia
interiori, basi delle nostre relazioni col prossimo. Facile
perciò che le sue trame nei punti-chiave si affidino totalmente ai dialoghi,
piuttosto che all'azione vera e propria -come accade invece con le storie di
Keiko Takemiya. In Giappone non si sono lasciati sfuggire l'occasione di
premiare il suo elevato, indiscutibile talento: per tre volte le è stato
conferito il Seiun Award (per i titoli "Star Red", "X+Y" e "Gin no Sankaku"),
l'equivalente del premio Hugo per la s-f negli Stati Uniti (lo stesso premio che
è stato poi assegnato a Masamune Shirow per il suo "Appleseed"), mentre nel 1997
ha meritatamente vinto il primo Osamu Tezuka Manga Award, cui seguono altri
premi, più e meno importanti. In patria innumerevoli risultano le ristampe delle
sue opere e in America Matt Thorn ha tradotto tre dei suoi lavori per la Viz
Communications: "A-A'", "Juuichinin Iru!" e "A drunken
dream", mentre in Italia e più in generale
in Europa resta ancora sconosciuta alla gran parte dei mangafan. La
Star Comics, nel 2005, ha pubblicato uno dei suoi lavori: "Siamo in undici!" ("Juuichinin
Iru!").
La
grafica ancora incerta ma già esemplare delle sue prime opere evolve velocemente
e con continuità, fino a raggiungere la piena maturità negli anni '80. Non paga
della sua instancabile operosità nel campo dei manga, la Hagio si dimostra
attivissima anche nel campo delle illustrazioni: oltre a realizzare molte
copertine delle riviste "Lala", "Grape Fruit" e "Petit Flower", firma tra
l'altro le cover dell'edizione giapponese di alcuni romanzi di Tanith Lee
(famosa scrittrice inglese) e collabora con la scrittrice giapponese di s-f Noah
Azusa, realizzando
cover anche per i suoi romanzi ("The Flower Hunter" nel 1984
e "Luciens Wake" nel 1986). Illustrazioni del periodo iniziale della sua
carriera sono comprese nel bel libro "Illustrated World Moto Hagio", uscito
negli anni '70 per la Shougakukan, mentre nel 1998 è uscito per Bandai Visual un
CD-rom dal titolo "Sanctus": una preziosa gallery digitale dei suoi lavori. Per
quel che riguarda il mondo dell'animazione, solo una delle sue opere
("Juuichinin Iru!" ossia "Siamo in undici!") è stata trasposta in OAV nel 1986,
ma altri due suoi lavori, "Iguana no Musume" (La figlia di Iguana) e il
monumentale "Thoma no Shinzou" (Il cuore di Thoma), hanno generato
rispettivamente un drama TV e un film cinematografico. In prima persona ha anche
firmato il character design dell'OAV "Toki no Tabibito Time Stranger". Tra le
maggiori esponenti del Gruppo 24, la Hagio è probabilmente la più autorevole e
la più stimata dai fan: in Giappone il suo "Poe no Ichizoku" ("La famiglia Poe")
è considerato "la Bibbia" degli shoujo manga, al pari di "Versailles no Bara"
(più nota in Italia come "Lady Oscar") di Riyoko Ikeda. Superfluo aggiungere
che, per avere una visione attendibile degli shoujo manga, è indispensabile
leggere almeno i suoi lavori più importanti: "Thoma no shinzou" e "Poe no
Ichizoku".
CURIOSITA'
HAGIO LIVE!
Il
plot del racconto breve della Hagio "Iguana no Musume" (La figlia di Iguana) è
stato utilizzato per un serial TV (drama) di 11 episodi prodotto da TV Asahi e
trasmesso in Giappone nel 1996. Il drama è incentrato sui problemi di Rika
Aoshima, una ragazzina che -a differenza della sorella- non ha mai ricevuto
affetto dalla madre Yuriko perché questa la ritiene un'iguana; la stessa Rika si
è convinta di essere in realtà un'iguana: da qui i suoi problemi a relazionarsi
con gli altri. Considerato in patria un buon drama, è interpretato da Miho Kanno
(nella parte di Rika) e da Naomi Kawashima (Yuriko), sotto la direzione di Imai
Kazuhisa e Shinjo Takehiko.
Nel 1988, inoltre, era già stato prodotto un film di
90 minuti dichiaratamente ispirato a "Thoma no shinzou" (Il cuore di Thoma), uno
dei capolavori della Hagio. Il film porta il titolo di "Summer Vacation 1999" ed
è diretto da Shusuke Kaneko, poi regista di "Summer Holiday Everyday", tratto da
un'opera di Yumiko Ooshima, nonché di una recente trilogia su Gamera. La storia
nel manga è ambientata in un ginnasio tedesco e racconta di un brillante
studente, Juli, e del suo rapporto con Eric, un nuovo compagno uguale
nell'aspetto a Thoma, studente amato da Juli e morto suicida tempo prima
(attenzione: anche se tratta del rapporto tra due ragazzi, non è uno shounen
ai). Nel movie diretto da Kaneko i protagonisti hanno nomi giapponesi: Juli è
Kazuhiko, Eric è Kaoru, Thoma è Yu. Inoltre la storia originale è ripresa a
grandi linee, più o meno rispettata all'inizio ma stravolta verso il finale: in
un collegio maschile, quattro studenti trascorrono un'estate che si rivelerà
fondamentale nella loro vita; Kazuhiko (Juli) rifiuta l'amore di Yu (Thoma),
causandone il suicidio. Quando
però Kaoru, un nuovo studente identico a Yu, arriva tra loro, Kazuhiko se ne
scopre attratto e finisce per accettarne l'amore: ma Kaoru confessa che egli non
è altri che Yu (cosa che nel manga *non* accadeva), prima di morire nuovamente.
Nonostante dagli appassionati la pellicola non sia considerata una degna
trasposizione del capolavoro della Hagio, "Summer Vacation 1999" è comunque un
prodotto interessante, meritevole di visione. Inoltre è curioso che, nonostante
i personaggi siano tutti maschili, il cast sia completamente femminile
(ritroviamo anche -nel ruolo del protagonista Kazuhiko- Tomoko Ootakara,
presente in "Rapsodia d'Agosto" di Akira Kurosawa), il che colora di una certa
ambiguità l'atmosfera del film.
HAGIO IN ANIME!
Unica
opera di Moto Hagio trasposta in animazione è "Juuichinin Iru!" (Siamo in
undici!), OAV del 1986 di 90 minuti, inedito in Italia. La trama: in un universo
pacificato da un patto d'alleanza interstellare, la Cosmo Academy si pone come
scopo l'istruzione e la formazione dei leader del futuro. Gli aspiranti allievi
devono sottoporsi però a una difficilissima prova: in gruppi di dieci devono
sopravvivere per un periodo di tempo prestabilito in una vecchia nave spaziale,
perennemente in orbita attorno a un pianeta.
Tra
gli aspiranti dieci c'è il giovane telepate Tada e l'androgino Frol (quest'ultimo
spicca tra gli altri per la sua bellezza). Ma il gruppo viene colto dal panico
quando si trova di fronte a un evento inaspettato… arrivati a bordo, si
accorgono che sono in undici: chi, fra loro, non dovrebbe essere lì? L'anime è
sostanzialmente fedele alla versione cartacea, il character design regolarizza e
abbellisce il tratto della Hagio. Animazione e ritmo narrativo sono nella media
dell'epoca: un'opera
gradevole, ma che meglio può essere apprezzata dai conoscitori dell'autrice. Un
altro anime porta la sua firma: sempre nel 1986 è lei a curare in prima persona
il character design di "Toki no Tabibito Time Stranger" (I viaggiatori del
tempo- Time Stranger), OAV di 90 minuti prodotto da Rin Taro, Madhouse,
incentrato su una liceale dei nostri giorni catapultata nel Giappone feudale.
L'OAV
risulta ottimamente realizzato e piacevole da seguire, in più il character
design della Hagio, riconoscibilissimo, aggiunge un bel tocco di classe.
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